King Diamond : Songs For The Dead Live (2DVD/2CD)
Etichetta: Metal Blade Records
Data di uscita: 25.01.2019
Durata del documento live: 160 min.
Produzione: King Diamond & Andy LaRocque
Genere: Heavy Metal
King Diamond questo suo nuovo documento live doveva semplicemente pubblicarlo. È passato un sacco di tempo dall’ultimo album in studio. Dodici anni. In mezzo c’è stato quel brutto episodio, l’operazione al cuore, ma il tipo si è rimesso in sesto ed è tornato sui palchi. King oggi ha quasi 63 anni, e non sono pochi. Soprattutto per una delle voci più riconoscibili, se non la più marcata in assoluto, dell’universo heavy metal. King Diamond è considerato un vero e proprio fenomeno vocale. Insieme ad Andy La Roque ha scritto un opus dall’eredità musicale straordinaria, dove non si trova un solo momento debole. L’album »Abigail«, il secondo in studio di King, nel 2017 ha festeggiato trent’anni dalla sua prima uscita ufficiale. Non che i King Diamond non avessero già suonato »Abigail« per intero. Nel tour del 1987 era successo, e ce ne dà testimonianza anche il primo documento live ufficiale dei King Diamond, uscito nel 1991, in cui è immortalata l’esecuzione di questo album dalla testa ai piedi. Lo straordinario concept che King ha messo in musica ha superato la prova del tempo. Su »Abigail« mi azzardo a dire che sia probabilmente uno dei concept più inquietanti mai nati nella testa di King, e i pezzi, lungo lo sviluppo della «storia horror» stessa, ti prendono e ti afferrano con l’incredibile nobiltà del puro heavy metal old school, che tiene l’ascoltatore ben stretto per la gola e, nel teatro metal unico fra tutti i teatri, non molla la presa nemmeno per un attimo.
Dunque! Con questo documento live »Abigail« vive una nuova resurrezione sul palco. L’uscita contiene quattro dischi. Due DVD e due CD. Si tratta di due concerti catturati in video e in audio. Il primo è l’esibizione di King Diamond a Filadelfia, in America (Fillmore), del 25.11.2015, il secondo è quello del celebre festival belga Grasspop Metal Meeting a Dessel, del 17.06.2016. La differenza di suono è evidente. Su questo non ci sono dubbi. Il DVD aggiunge poi uno sguardo sul funzionamento delle diverse scenografie e sull’esecuzione stessa del materiale. I due palchi sono infatti molto, molto diversi. Due esperienze, quindi. Una in un posto dove il palco è grande e spazioso, all’aperto (Belgio), e dall’altra parte un’esperienza più raccolta, al chiuso (Philadelphia).
Quello che conta è la domanda su come si sia conservata la voce del signor Diamond. Nessun dubbio. Zero. Ammazza ancora con il suo approccio »Banshee« inconfondibile. In tutto quello che affronta. Con una prestazione vocale unica ti convince, ti incanta e ti porta via in un attimo. Con una leggerezza piumata. Dal grido iniziale, tipico della sua malvagità rovinosa, »Grandmaaa!!!!«, fino alle sequenze altissime della conclusiva e fantastica Black Horsemen, per un totale di ottanta minuti pieni di uno spettacolo estremamente impegnativo e complesso, diciamo pure di teatro metal da psico-thriller da brividi, King Diamond non cede nemmeno per un secondo con la sua incredibile prestazione vocale.
I primi 35 minuti sono dedicati a un viaggio attraverso i momenti più celebri del repertorio dei Mercyful Fate e dei King Diamond, anche se il tipo si è concentrato non sull’esecuzione del materiale nato negli anni Ottanta. Già la prima parte è entusiasmante, sbalorditiva e affascinante. King è affiancato da due chitarristi inseparabili, che caratterizzano la sua carriera. Il primo è ovviamente Andy LaRocque e il secondo Mike Wead. La sezione ritmica è rinnovata al basso (Pontus Egberg dei Treat), e c’è anche l’ottimo batterista Matt Thompson, che si è unito a Diamond nel 2002 e si è rivelato una soluzione incredibilmente azzeccata. Mikkey Dee resterà sempre una mancanza enorme, ma Thompson, con la sua bravura, ha svolto egregiamente il suo compito, e speriamo che King Diamond lo tenga anche nelle registrazioni del prossimo nuovo album, che dovrebbe uscire ancora quest’anno. La seconda metà di entrambi i concerti si fa più intensa, perché è occupata dall’esecuzione dell’intero album »Abigail«. È logico. Deve andare così. Altrimenti non funziona. L’atmosfera va fatta salire e approfondita, e King Diamond in questo è uno dei più grandi maestri, quando parliamo di mestiere metal. Ipnosi assoluta con un effetto chimico incredibile, che regala un’esperienza straordinaria e raggiunge il culmine proprio nella parte finale. Semplice. Benvenuti nell’odissea di piaceri metal senza confini, scolpiti secondo l’inconfondibile ricetta di King Diamond.
Un’atmosfera pazzesca che ti trasporta subito in un mondo unico. Una combinazione eccezionale di scenografie e teatro vero e proprio. Esecuzione impeccabile del materiale e, sopra a tutto, ovviamente, l’eccesso vocale unico, incredibilmente carismatico e penetrante dell’inimitabile King Diamond. E con tutto ciò un ottimo presagio per il prossimo nuovo album in studio, su cui tutti i veri fan di King Diamond nutrono grandi aspettative.
Peccato che il repertorio non sia cambiato nemmeno un po’ durante il tour, perché i due concerti sono identici per quanto riguarda la scaletta. È l’unico piccolo neo che possiamo attribuire a questo documento live, per il resto splendido. È un acquisto obbligato per tutti i fan di King Diamond e per chiunque giuri sulla buona vecchia scuola del riff metal temprato alla vecchia maniera, condito con quel teatro da »horror show« tutto suo. »Abigail« è rinato, e con lui, ovviamente, anche la diavoletta Abigail.
autore: Aleš Podbrežnik
voto: 9.5 / 10
Scaletta:
1. Out from the Asylum
2. Welcome Home
3. Sleepless Nights
4. Halloween
5. Eye of the Witch
6. Melissa
7. Come to the Sabbath
8. Them
9. Funeral
10. Arrival
11. A Mansion in Darkness
12. The Family Ghost
13. The 7th Day of July 1777
14. Omens
15. The Possession
16. Abigail
17. Black Horsemen
18. Insanity
Formazione:
King Diamond – voce
Andy LaRocque – chitarra
Mike Wead – chitarra
Pontus Egberg – basso
Matt Thompson – batteria
Livia Zita – voce di accompagnamento