Toto – i re dei perfezionisti (2006)
Luogo: Stadion Tašmajdan / Belgrado / Serbia
Data del concerto: 15.08.2006
Pubblico: 12.000
Prezzo del biglietto: 20,00€
In un’epoca in cui nella musica conta sempre meno la musica stessa, assistere a un concerto come quello che sanno creare i Toto è un vero piacere per l’anima e un balsamo per le orecchie. Parliamo di un gruppo di musicisti che hanno fatto chilometri come session man in studio, sul palco con altri nomi importanti e, non ultimo, come membri della celebre formazione Toto. Ognuno di loro ha collaborato con i più grandi artisti degli ultimi 30 anni e ha lasciato un segno profondo in generi musicali diversi.
Per il concerto di Belgrado io e il mio compagno di viaggio Aleš siamo partiti già il lunedì, il giorno prima, per andare alla conferenza stampa. Il viaggio attraverso la Croazia è filato abbastanza liscio, fino al confine serbo, dove è iniziata la contemplazione di auto come quelle che da noi giravano sulle strade dieci o vent’anni fa. Il giorno del concerto, già in mattinata, ho cominciato a sospettare che gli organizzatori non fossero e non sarebbero stati all’altezza di un evento che si svolgeva comunque in uno stadio simpatico ma trascurato, il Tašmajdan. Mentre montavano il palco, noi curiosi potevamo tranquillamente passeggiare per l’area del concerto. Non sarebbe stato ancora così tragico se verso le cinque non fossi tornato allo stadio per entrare dal cancello senza nessun problema, camminare fino al palco e restare lì fino al concerto. Non ci crederete, ma in tutto quel tempo nemmeno una persona mi ha chiesto se avessi il biglietto o un qualsiasi permesso per stare lì!
NEVERNE BEBE: 21.00 – 21.30
Il concerto dei Toto era annunciato per le 21.00. Peccato che a quell’ora sul palco sia salito soltanto il gruppo spalla, i Neverne bebe. In mezz’ora la band ha offerto al pubblico uno spaccato notevole dell’ampio spettro di conoscenze musicali e di talento che possiede. A fare scintille sono state soprattutto le due cantanti, che hanno reso più vivace l’esibizione con una presenza scenica eccellente (ballo) e il dialogo con il pubblico, brillando inoltre nei duetti vocali e nell’esecuzione delle linee vocali principali. I Neverne bebe propongono un ottimo mix di tutto: dal pop rock all’R & B – sì, fino alle forme jazzy, che si fondono tra loro con gusto in un insieme compatto. I pezzi sono costruiti in modo piuttosto complesso, ma sono molto facili da ascoltare. Sorprendenti l’affiatamento del gruppo e l’accordatura, che offriva un equilibrio perfetto tra voci e strumenti. Pare infatti che i membri della band siano grandi fan dei Toto. Avevano a disposizione 30 minuti, che hanno sfruttato a dovere, presentandosi sotto una bella luce a circa 12000 spettatori.
TOTO: 22.00 – 0.00
Con un’ora di ritardo abbiamo finalmente avuto il concerto della migliore formazione “live” dei nostri tempi. Si è sentita un'”intro” con un retrogusto vagamente arabo, merito delle voci sullo sfondo. All’improvviso, in un fascio di luci, compaiono i Toto. Ho i brividi in tutto il corpo! Aprono con Falling In Between, dall’omonimo album che i Toto stanno presentando in questo tour. È probabilmente la cosa più progressiva nei 28 anni di storia della band. Il pezzo viaggia su un riff potente del virtuoso della chitarra Steve Lukather. E poi si sente la prima nota cantata da Bobby Kimball, che fa partire di nuovo i brividi lungo il corpo. Bobby si avvicina ai 60 anni e ha ancora una voce incredibilmente potente. Le sue parti sono cantate su tonalità altissime. Per noi canta sicuramente uno dei migliori tenori rock! Soprattutto se pensiamo che quest’anno i Toto hanno suonato circa 70 concerti: allora ci diventa chiaro quanto sia allenata la voce del signor Kimball e con quanta cura se ne prenda cura quando non è sulle assi del palco. Segue un altro pezzo del nuovo album, King Of The World. Qui la voce passa dal tastierista Phillinagenes a Lukather e a Kimball. Soprattutto il ritornello ricorda i più grandi capolavori AOR. Il pezzo si chiude con un assolo eccezionale di Lukather, che per tutto il concerto dà l’impressione di fare tutto quello che fa con la chitarra con una facilità disarmante.
Dopo due bombe esplosive la faccenda si calma un po’ con il classico Pamela. Ancora una voce eccezionale di Bobby e una marea di passaggi improvvisati alle tastiere. Per Greg sono ormai una costante, e li fa per tutta la serata. Durante lo show si vede spesso come con certe parti che suona strappi un sorriso agli altri membri. Emozioni simili ai colleghi della band le provocano anche gli altri componenti. In generale, per tutto il concerto si percepisce una chimica particolare sul palco, che in gran parte degli artisti di oggi in qualche modo mi manca, ed è più che evidente che sul palco si divertono tutti un mondo. È la volta di un’altra novità, Bottom Of Your Soul. Qui il protagonista è Lukather con la sua voce un po’ ruvida e la chitarra acustica, mentre la linea di basso di Porcaro lo accompagna per tutto il tempo con grande precisione ed emozione. Mike sente ogni singola nota come se fosse l’ultima e, nonostante le condizioni di salute disperate, resta sul palco giorno dopo giorno. Ogni sera regala uno spettacolo impeccabile. Un po’ meno appariscente in mezzo agli altri signori sul palco, ma non per questo meno importante. Lukather in questo tour lo presenta addirittura come l’MVP della formazione, il che, viste le sue condizioni di salute, è più che vero. Peraltro Bottom Of Your Soul cresce di momento in momento e verso la fine si trasforma in un intreccio di suoni e voci tale che puoi solo restare a guardare in silenzio tutto quello che succede. È questo il campo in cui i Toto sono i migliori e senza rivali. Fantastico!
Poi il concerto si accende con la “rockettara” Caught In The Balance, dove nel ritornello assistiamo di nuovo a cori a più voci precisissimi. L’atmosfera continua a salire quando parte uno dei riff di chitarra più riconoscibili degli anni Settanta del secolo scorso. Sì, è Hold The Line! Ancora un assolo eccezionale di Lukather, che ce ne regala uno praticamente in ogni pezzo. Qui si risveglia del tutto anche il pubblico, che durante il concerto ha dato un’impressione di grande entusiasmo, anche se purtroppo si è notato che la Serbia non è un paese in cui l’interesse per i Toto sia tale da far conoscere ai fan qualcosa di più dei più grandi successi. Poi arriva la parte acustica, dove gli arrangiamenti sono cambiati parecchio e a volte all’inizio non capisci bene di che pezzo si tratti. Si nota soprattutto in Rosanna, che conoscono tutti. Inizio in stile jazz, in primo piano chitarra acustica e tastiere e una parte vocale curatissima. La linea di basso è un po’ più delicata e Simon Phillips condisce il tutto con un drumming splendido, che dà l’impressione di essere in un localino jazz. Poi i Toto attaccano con la versione originale di questo classico, che si chiude con un vero e proprio gioco sugli strumenti. Questo pezzo l’ho sentito già 10 volte ai concerti e ogni volta una parte suona completamente diversa! I ragazzi si lasciano andare all’ispirazione del momento e navigano dove li porta la corrente. Dopo un breve discorso di Lukather, lui annuncia il pezzo successivo, che a sue parole è dedicato a tutti i musicisti tra il pubblico e ai fan più fedeli. Partono con due pezzi dall’album Isolation e finalmente, dopo 20 anni, possiamo sentire come suonerebbe quell’album se Bobby non avesse lasciato il gruppo prima delle registrazioni, nel 1984. Ancora una volta fantastico! Questo “medley”, nonostante i suoi 25 minuti, passa troppo in fretta. Nella seconda parte circa cinque minuti sono per Lukather alla chitarra e altri cinque per Simon Phillips alla batteria. Lukather mostra tutto il suo sontuoso talento sulla base del classico di Beck, Pump, mentre Phillips spacca i tamburi sull’accompagnamento di Hydra senza il minimo sforzo. Almeno all’apparenza. Entrambi dimostrano di essere tra i più grandi maestri rispettivamente di chitarra e batteria. Il “medley” si chiude con l’esplosiva Taint Your World. Questi 25 minuti sono il culmine dell’intera serata, e lo dico senza dubbio! Ma alla fine di questo blocco succede qualcosa di inaspettato. La maggior parte della gente non se n’è nemmeno accorta. Io ero in prima fila e lì per lì mi sono preoccupato sul serio, vedendo Lukather buttare via la chitarra e schizzare giù dal palco con la corsa più veloce che abbia mai visto. Ma quando ho visto in che direzione correva, mi è stato subito chiaro che il rapido movimento delle dita sulle corde aveva scosso certe parti interne dell’organismo e che i ćevapi ingurgitati volevano uscire all’aria aperta. Greg se l’è cavata subito e ha iniziato una luuuunga presentazione degli altri membri. Di solito la fa proprio Lukather, ma siccome lui era trattenuto da forze maggiori, siamo rimasti tutti senza parecchie battute maliziose a spese degli altri. Probabilmente la più esaltante di tutte sarebbe stata l’imitazione della voce di Michael Jackson che Lukather fa quando presenta Phillinganes, che prima di entrare nei Toto ha girato in tour con Jackson, Collins, Clapton, Steely Dan e tanti altri. Comunque Lukather si prepara con calma al ritorno sul palco e, quando Porcaro lo annuncia, il maestro della chitarra torna con la faccia rossa e la fronte sudata, ma sul suo volto si nota comunque un evidente sollievo.
Fino alla fine del concerto abbiamo sentito ancora qualche brano più vecchio, tutti suonati alla perfezione, come da tradizione dei Toto. Quello che mi ha entusiasmato di più è stata la rockettara Girl Goodbye. L’unica cosa che in questo tour mi lascia indifferente è che il concerto si chiuda con la tranquilla Africa. Secondo me non è la scelta migliore per chiudere un’esibizione splendida. Per il resto, l’intero “set” è costruito su un’interessante combinazione di pezzi nuovi e vecchi. Rispetto al tour invernale il programma è accorciato di circa 20 minuti, ma ci siamo comunque goduti due ore piene di ottimo impianto audio e di una grande performance.
Visto che nella settimana di agosto appena passata ho avuto la possibilità di vedere cinque concerti dei Toto, aggiungo che erano tutti sold out, con l’eccezione di quello a Graz. Ogni singola esibizione è stata splendida e non si è sentita alcuna oscillazione da una sera all’altra. L’unica differenza si nota nell’umore giornaliero dei singoli membri della band. Il culmine della settimana è stato sicuramente a Burg Clam. Anche la reazione del pubblico è stata lì come non ne ho vista in nessun altro concerto. E dopo tutto quello che ho visto in queste cinque serate, posso affermare con certezza che i Toto faranno ancora per parecchi anni la gioia di giovani e vecchi nelle sale da concerto d’Europa e degli altri continenti. A marzo 2007 si annuncia un nuovo ritorno dei perfezionisti americani in Europa e già da ora so che le mie corde vocali canteranno e le mie braccia sventoleranno sotto il palco in almeno tanti concerti quanti quest’anno.
Scaletta
1. Intro
2. Falling In Between
3. King Of The World
4. Pamela
5. Bottom Of Your Soul
6. Caught In The Balance
7. Make Belive/Hold The Line
8. Stop Loving You
9. I’ll Be Over You
10. Cruel
11. Keyboard solo – Greg Philinganes
12. Rosanna
13. Medley: Endless/Isolation/Gift Of Faith/Kingdom Of Desire
14. Guitar solo – Steve Lukather
15. Drum solo – Simon Phillips
16. Taint Your World
17. I Won’t Hold You Back
18. Girl Goodbye
—bis—
19. Africa
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