I trovatori del power metal mandano in fiamme un Planet Music pieno zeppo

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Autore: Peter Podbrežnik

Luogo: Planet Music / Vienna / Austria
Data del concerto: 11.10.2002
Numero di spettatori: 1500
Prezzo del biglietto: 25€

Una giornata indimenticabile iniziata in modo piuttosto mesto. Fuori pioveva ed era tutto grigio e ostile, le forze oscure ci avevano rifilato il solito meteo da ottobre che si rispetti. Il tempo non era proprio da favola, ma io non me ne curavo minimamente, perché all’orizzonte c’era il concerto della mia band preferita, i Blind Guardian. Noi, però, per motivi a me ignoti, siamo partiti per i miei standard piuttosto tardi, alle 13:00, e così ci siamo ovviamente persi la chiacchierata informativa con la band. Qualche dubbio sul concerto, comunque, mi frullava in testa. Per esempio: in una sala strapiena (sul fatto che sarebbe stata piena non c’erano dubbi) sarei riuscito a vedere qualcosa, se non fossi riuscito a farmi largo fino alle prime file? E chi sarebbe stato dietro le pelli? Il batterista Thomen (Thomas Stauch) si era infortunato da poco, quindi in alcuni concerti precedenti lo aveva sostituito Alex Holzwarth dei Rhapsody, il fratello del loro bassista. Non volevo davvero che qualcosa rovinasse l’atmosfera pazzesca che mi aspettavo. Davanti al Planet Music c’era già un bel po’ di fan fedelissimi arrivati da ogni angolo, che, a differenza di noi, aspettavano probabilmente da un pezzo e quindi avevano anche avuto occasione di incontrare la band di persona. Qualcuno era pure della compagnia dei paesi dell’Europa orientale. La Slovenia, invece, senza dubbio non si meriterà per un bel pezzo la visita di simili colossi del metal.

Il gruppo spalla erano i Stormhammer, power metaller tedeschi abbastanza conosciuti, che non nascondevano le loro grandi ambizioni. Suonavano un power metal pieno di cliché, durante il quale non facevo che sbadigliare. Non avevo il minimo interesse a seguire questa band di supporto, anche se si sono rivelati dei ragazzi tutto sommato simpatici. Uno dei chitarristi somigliava palesemente al batterista dei Blind, quindi ci siamo fatti due risate alle sue spalle. Il cantante, invece, aveva grossi problemi di voce, pur volendosi a tutti i costi immedesimare in Ozzy, e anche i gesti alla Dio gli andavano a genio. Per aspetto, comunque, ricordava soprattutto Meat Loaf. A un certo punto si è scusato dicendo di essere raffreddato e chiedendo comprensione. Anche se all’inizio ha sparato qualche scream niente male, poi è calato presto. Comunque hanno portato a casa il tutto in modo onesto e i loro fan non nascondevano la soddisfazione per l’esibizione.

Di solito prima dei concerti passano qualche porcheria, ma stavolta mi hanno sorpreso. Mentre i roadie preparavano il palco per i Blind, ci siamo sfogati ascoltando i vecchi Helloween (“March Of Time”, “I Want Out”, “A Tale That Wasn`t Right”) e così in parecchi abbiamo aspettato l’inizio con più leggerezza. Dei fan come quelli che hanno i Blind se li augurerebbe ogni band metal che si rispetti. Respirano davvero con la band e cantano quasi tutto dall’inizio alla fine. Eravamo già tutti piuttosto impazienti quando, all’improvviso, è partito lo show.

Gli austriaci, proverbialmente freddi, e perfino alcuni sloveni (sì, alla fine ci siamo trovati in qualcuno, e c’erano pure facce che non conoscevo) sono caduti di colpo nel delirio, perché per la sala hanno cominciato a rimbombare i ben noti suoni della battaglia, la voce terrorizzata di Sauron e l’ira di Melkor. Dal buio sono sbucati i maghi del metal che conosciamo bene, i Blind Guardian, e quando hanno attaccato il primo accordo dell’ammazza-tutti per eccellenza, “Into The Storm”, il pubblico è stato quasi spazzato via! Hansi ci ha salutato ed è subito arrivata “Welcome To Dying”, un vecchio classico assassino che ha fatto salire ancora di più la nostra euforia. Il ritmo si è un po’ calmato con “Nightfall”, la prima della loro ricca collezione di pezzi poetici. Abbiamo cantato tutti della calata della notte nella Terra di Mezzo. Il pubblico ha dettato il ritmo per tutto il tempo. Hansi si è poi rivolto alla folla dicendo che stavano registrando un doppio live album, in uscita l’anno prossimo, e questo ha acceso il pubblico fino alla fine. Una piccola sorpresa è stata “The Scrypt For My Requiem”. Questo pezzo estremamente atmosferico (e quale loro pezzo non lo è?) è stato il primo di una serie tratta dal loro album immortale, “Imaginations From The Other Side”. Quando è finito, è calato di colpo il silenzio, perché Hansi, con voce mortalmente seria, ha annunciato una storia ben nota, quella dell’anello per domarli tutti, che un tempo fece forgiare lo stesso oscuro signore Sauron. Ma certo: “Lord Of The Rings”! Hansi l’ha cantata nella versione più lunga e acustica di “The Forgotten Tales”, quella in cui prima del ritornello principale canta ˝I keep the ring of sorrow˝. Ogni volta che sento questo pezzo mi vengono le lacrime agli occhi e mi corrono i brividi lungo tutto il corpo. L’immortale “Valhalla”, unico pezzo degli anni Ottanta thrash, ha di nuovo surriscaldato l’atmosfera. “The Soulforged” è stato il primo dell’ultimo album. Qui il pubblico si è un po’ calmato, perché è un pezzo fresco che ancora non conosce benissimo. In compenso “Mordred`s Song”, una delle piacevoli sorprese del concerto, ha elettrizzato fino in fondo un’aria già rovente. A un tratto sono entrate le tastiere. Poi è arrivata la sorpresa più grossa del concerto: “Bright Eyes”! Un pezzo incredibile, difficilissimo sia a livello strumentale che lirico. Con questo brano Hansi ha dimostrato perché è un cantante ineguagliabile nella scena metal tedesca. Nessuno nella scena metal tedesca ha un timbro così bello e un cambio di sequenze vocali così rapido, forse solo Ralf dei Primal Fear con i suoi scream da sacerdote, ma è Hansi, con la sua voce atmosferica, a portare la bandiera dei cantanti teutonici. L’altra new entry dell’ultimo album, “Punishment Divine”, è stata di nuovo un boccone duro per i fan, ma anche questa l’abbiamo cantata come si deve. Anch’io ho faticato un po’ a stare dietro a entrambe le novità. Hansi, comunque, era di nuovo entusiasta del nostro contributo, così ci ha invitati a unire le forze e a cantare il pezzo successivo interamente senza il suo aiuto. Ho capito presto di quale pezzo parlasse: “The Bard’s Song-In The Forest”, un capolavoro acustico, e chi non lo conosce non sa cos’è il power metal. È uno di quei loro inni acustici immortali che ogni vero fan sa cantare per intero. Siamo già stati a “Journey Through The Dark”, un altro pezzo atmosferico dall’album “Somewhere Far Beyond”. Ci aspettavamo ancora qualcosa da “Nightfall In Middle-Earth”. È seguito uno dei migliori pezzi di quel disco: “Time Stands Still (At The Iron Hill)”. Il culmine del concerto l’ha raggiunto “Imaginations From The Other Side”, che ha presentato nel modo più bello il loro stile musicale. Poi hanno fatto una breve pausa, interrotta subito dal nostro urlo a squarciagola: “zugabe, zugabe!” Hansi, con un sorriso, ha detto che avevano ancora tre pezzi in serbo. È seguito il bis con “Lost In The Twilight Hall” e il pubblico ha mostrato il suo apprezzamento come si deve per un classico simile. “A Past And Future Secret” ha chiuso la storia di re Artù. Entrambi i chitarristi hanno impugnato per l’ultima volta le chitarre acustiche e hanno suonato magnificamente l’introduzione di questa ballad romantica. “Mirror Mirror” è stato l’ultimo pezzo, ma anche il cavallo di battaglia dei fan, senza il quale non si può, e uno dei miei pezzi preferiti in assoluto. Non riuscivo a credere che la fiaba metal fosse già finita. Si sono accese le luci e solo allora ho capito che il concerto era davvero finito. Che armonia, che puro perfezionismo e che potenza uscivano da questa musica. Va aggiunto anche un suono pulito, che ha soddisfatto le aspettative. Hansi era senza dubbio di ottimo umore. Il suo marchio di fabbrica, quando mima con le braccia un’esplosione, è venuto fuori sempre alla perfezione. Anche i due chitarristi, dopo una certa iniziale compostezza, si sono sciolti in fretta. André sembrava incredibilmente tranquillo dopo tutti quei suoi riff selvaggi. Anche il chitarrista ritmico Marcus ha suonato benissimo tutte le parti ritmiche. Penso che i Blind siano una delle poche band che dal vivo funzionano meglio da fermi che scatenati, perché così si immedesimano molto di più nella loro musica. Quindi niente salti, niente headbanging, niente corse tra gli amplificatori o altre acrobazie.

Ci sono però parecchi dettagli che ancora oggi testimoniano che Hansi un tempo suonava il basso. Il bassista Holzwarth, per questo, ha preferito restare un po’ più nelle retrovie, anche se è diventato ormai un membro fisso della formazione live da quando Hansi ha impugnato il basso per l’ultima volta. Agli elementi orchestrali ha pensato in modo splendido il tastierista Michael Schüren. Chi si merita più di tutti i complimenti è il batterista Thomas Stauch, che ha quasi sfasciato la batteria ma dopo il concerto è rimasto modesto, come se non fosse successo niente. Entrambi i chitarristi hanno lanciato anche qualche plettro come ricordo. Marcus è stato un po’ più generoso, anche se alla fine di plettri veri non gliene sono rimasti.

Forse ci sarebbe stato bene anche qualche “Majesty” dal primo album, “Traveler In Time”, “Time What Is Time”, “Somewhere Far Beyond”, i 14 minuti di “A Night At The Opera” o il mio pezzo preferito, “Theatre Of Pain”, ma i Blind dopo più di due ore erano già belli sfiniti, e a me intanto avevano cominciato a fare i capricci le corde vocali.

Ecco un’altra prova che ai Blind i pezzi non finiranno mai. Hanno infatti una virtù eccezionale: a ogni concerto sostituiscono qualche pezzo con altri, perché sono una band che non dimentica quello che ha imparato e perfeziona regolarmente la propria tecnica. Gandalf non l’abbiamo incontrato, quindi niente pirotecnica, che di solito è un’ospite fissa dei loro concerti, ma una performance migliore non l’avevo mai vista finora. Ancora adesso non riesco a crederci: i miei sogni si sono finalmente avverati!

Scaletta

1.) War Of Wrath (intro)
2.) Into The Storm
3.) Welcome To Dying
4.) Nightfall
5.) The Script For My Requiem
6.) Lord Of The Rings
7.) Valhalla
8.) The Soulforged
9.) Mordred’s Song
10.) Bright Eyes
11.) Punishment Divine
12.) The Bard`s Song- In The Forrest
13.) Journey Through The Dark
14.) Time Stands Still (At The Iron Hill)
15.) Imaginations From The Other Side
—bis
16.) Lost In The Twilight Hall
17.) A Past And Future Secret
18.) Mirror Mirror

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