Dopo un anno, il ritorno trionfale dei Dekadent alla Gala Hala (2008)

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Autore: Rok Klemše
Foto: Rok Klemše

Luogo: Metelkova, Gala Hala
Data del concerto: 14.02.2008
Numero di spettatori: 150
Prezzo del biglietto: 5,00€

I Dekadent, band black metal d’avanguardia di Lubiana, sono senza dubbio una delle migliori metal band che abbiamo da queste parti. In soli due anni di vita, da progetto underground del mastermind Artur Felicijan, Vigred, hanno percorso un bel pezzo di strada: dal consolidamento della formazione al debutto Manifestation of Seasonal Bleeding, dal contratto con l’etichetta svizzera Pentacle fino all’ultimo capitolo nella biografia di questa grande band di casa nostra – il lavoro The Deliverance of the Fall. Meno di un mese fa, in grande stile, hanno presentato in anteprima al Kino Dvor l’omonimo film che accompagna il disco, e il 15 febbraio era l’occasione perfetta per tornare sul palco della Gala Hala a Metelkova. Dal loro primo concerto sulla stessa scena del crimine era passato esattamente un anno, e il momento giusto per festeggiare la nuova uscita non poteva essere migliore. Signore e signori, i Dekadent con ospiti!

A profanare il palco per primi sono stati i Grimoir, superband della costa composta da ex membri di due grandi band black metal slovene – Skorbut e Torka. Ad essere sincero, nonostante i nomi altisonanti non mi aspettavo niente più che del black metal nella media, e invece i Grimoir mi hanno steso e sorpreso, e a giudicare dalla reazione del pubblico non sono stato il solo. I ragazzi del Litorale hanno sparato un set di tre quarti d’ora pieno di black metal blasfemo e a tratti eccellente, lontanissimo dal solito muro di chitarre indistinto e dalla doppia cassa ultra veloce. I Grimoir padroneggiano alla grande il black nichilista che farebbe godere anche un caprone, ma sanno condirlo più che bene con parti acustiche malinconiche e più calme, che ricordano un po’ i Taake o i Windir. Dal punto di vista strumentale, nonostante l’impianto audio scadente, i Grimoir si sono dimostrati una band estremamente sicura e affiatata; Mgla ha dimostrato di saper ringhiare come si deve, anche se non mi sarebbe dispiaciuto un pizzico in più di energia e carisma da frontman. Vero, suonano black metal e devono essere grim e necro, ma un po’ più di comunicazione col pubblico non avrebbe fatto male. A dimostrare che sono dei veri maestri dei loro strumenti ci ha pensato il chitarrista a cui è saltata una corda. Gli è corso in aiuto, senza pensarci due volte, Boštjan dei Dekadent con la sua sette corde, che il chitarrista dei Grimoir teneva in mano per la prima volta. Passare da sei a sette corde non è uno scherzo, figuriamoci sul palco e alla prima volta, e per giunta se l’è cavata alla grande. Chapeau! Grimoir ist kvlt!

Dopo il saluto ai Grimoir la tensione in sala è salita a vista d’occhio, perché sul palco si stava preparando la sensazione black metal, i Dekadent. Era da un bel po’ che non si facevano vedere sui palchi di casa e la gente era più che palesemente affamata. Lo si era visto del resto già con la sala del Kino Dvor stracolma alla prima del film The Deliverance of the Fall. Sulle note della splendida introduzione sinfonica Legates of Blackness/Path of Lamentation la Gala Hala è sprofondata nel buio e la calca sotto il palco è cresciuta a vista d’occhio. Con l’arrivo dei membri della band sul palco è iniziata la vera estasi black metal. I ragazzi, nonostante qualche piccola sbavatura, erano rodati e sicuri di sé e, cosa ancora più importante, visibilmente contenti e felici di tornare a suonare davanti al fedele pubblico di casa. Ovviamente i Dekadent hanno sfruttato il concerto per presentare i pezzi del nuovo disco, che dal vivo suonavano fantastici, anche se per colpa dell’acustica scarsa della sala non sono emersi del tutto. In particolare le parti di tastiera, seducenti, melodiche ed epiche, di Alen Felicijan non sono venute del tutto in primo piano, un peccato, visto che sul disco hanno un ruolo importante. Ma poco male, i Dekadent hanno dato tutto e messo in piedi un concerto davvero spettacolare, che ti ha fatto venire la pelle d’oca ogni tanto. Artur, frontman, cantante e chitarrista allo stesso tempo, si è presentato senza compromessi e crudo. Vocalmente ha brillato dando davvero tutto, e ha proposto la voce black metal aggressiva e brutale in modo possente ed emotivo, mentre le parti di voce pulita non sono per niente da meno. La coppia di chitarre Artur/Boštjan, con le sue linee senza tempo, ha riportato ancora una volta quella sensazione di eterea eternità, ed è facile dire che i Dekadent dal vivo sono qualcosa di meraviglioso e unico. Anche se con grande enfasi sul materiale nuovo, i Dekadent si sono ricordati anche del primo disco, regalandoci l’infuocata Kres e il pezzo di chiusura, ormai un vero classico incendiario, Dissident Dream. Spero che per rivedere i Dekadent a Lubiana non si debba aspettare un altro anno!

Il concerto dei Dekadent è stato per molti il culmine della serata, e l’ultima band non l’ha aspettata in tanti. Colpa anche degli slovacchi Demonic Chorals stessi, che sul palco hanno impiegato più di mezz’ora a prepararsi. Il trio slovacco ha presentato la propria visione di death/black metal, che dal vivo suonava purtroppo piuttosto nella media e senza nulla che spiccasse rispetto al mare di band simili. I Demonic Chorals suonano molto meglio sul debutto Power of Immortal Hatred (2005), anche se si tratta pur sempre di un death metal brutalizzato e un po’ generico. Il cantante Damien (eheh, bel nome per il frontman di una band death/black… vi ricordate l’incarnazione del male nel moccioso del film horror cult Omen?) riesce a tirare fuori dalle corde vocali un growl dignitoso, che però è purtroppo del tutto impersonale e uguale a centinaia di altri growl. Vabbè, ai ragazzi vanno fatti i complimenti per l’esibizione sicura e per le due cover dei Behemoth ben eseguite, ma sul materiale proprio c’è ancora da lavorare.

La serata si è chiusa con un’idea di after party in sé ben pensata e interessante, con karaoke metal e gara di corpse-paint, che però, come al solito, è degenerata in bevute senza freni. Per fortuna questa parte non l’ho vissuta, ma a prescindere i Dekadent si meritano tutti i complimenti per aver organizzato un’ottima serata di concerti, che ce ne siano ancora di più!

testo e foto: Rok Klemše

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