Blind Guardian volano alti sulle ali degli sloveni e regalano una festa metal unica (2006)
Luogo: Lubiana (Slovenia), VPK Mediapark
Data del concerto: 13.10.2006
Numero di spettatori: 1000
Prezzo del biglietto: 6.300,00 SIT
Faceva impressione vedere la sala! Ci avresti fatto entrare tranquillamente altre 200 persone. Il concerto era sold out da quasi un mese prima del 14.10.2006. E quando arrivavi sul luogo del delitto, il biglietto potevi comprarlo anche alle 20.00.
Lasciamo perdere le cose che non c’entrano con la musica. Ha tuonato, l’orologio ha battuto le 21.30 e un “Yeeeeahhh!!!” ferocissimo della folla ha accompagnato l’improvviso buio in sala. All’improvviso si è sentito lo sferragliare di armi bianche di ogni forma e dimensione, le grida dei colpiti e dei caduti sul campo di battaglia, il monito di Sauron al signore Morgoth: meglio che se la dia a gambe e lasci la posizione perduta finché è ancora in tempo,… La sala si è risvegliata e in un attimo ha coperto la voce narrante dell’intro. Ed eccoli qui, i Blind Guardian. Davanti al palco era un putiferio, i “poveretti” venivano schiacciati contro le transenne e perfino qualche goccia è volata dall’alto addosso ai fotografi, sfortunatamente incastrati tra il palco e la barriera d’acciaio, visto che la birra già volava allegra da un capo all’altro della sala. I G7 questa volta sono stati dei bravissimi ragazzi. Sarebbe stato un bel gesto, però, se in futuro i fotografi si fossero tolti di mezzo: invece uno di quei poveracci si è piazzato proprio al centro e ha posato insieme alla band, che intanto addentava senza pietà Welcome To Dying e Nightfall! Magari una gita di studio per gli addetti alla sicurezza sloveni, per quanto riguarda questo tipo di eventi live, al Planet Music di Vienna o all’Orpheum di Graz non farebbe proprio nessun danno.
Stando ad alcune voci, di quelle che nella piccola valle di San Floriano girano di bocca in bocca alla velocità della luce, la band sarebbe stata messa a dura prova da un virus, e il concerto del giorno prima a Vienna, al Planet Music, avrebbe lasciato il pubblico con tanto di muso lungo, perché i Blind Guardian non avrebbero suonato per intero il repertorio promesso. A Lubiana invece è andata diversamente. Ma andiamo con ordine.
Si sentiva che Hansi Kürsch risparmiava le forze da vero veterano, e i Blind Guardian hanno anche rimescolato parecchio l’ordine dei pezzi, adattandolo a un cantante evidentemente un po’ malconcio. Si sentiva, ovviamente, che Kürsch non cantava a pieni polmoni e che le parti in cui avrebbe dovuto urlare col suo approccio tagliente le cantava piuttosto in modo pulito, e persino un’ottava sotto. Ma con grande sentimento. Ha dosato con mestiere entrambi gli approcci. Quello pulito e quello furioso e tagliente. In più, per tutto il concerto le tastiere non si sentivano praticamente mai, tranne eccezionalmente durante tutti e tre i pezzi acustici, in alcune intro e outro. Inoltre c’era il problema delle armonie di chitarra, a tratti poco distinguibili, che i riff di Marcus coprivano senza volerlo.
Eppure davanti a noi ci sono i Blind Guardian! Sapete cosa significa. Chi ha il pubblico più fedele e più fanatico del metal? I Blind Guardian rientrano di sicuro nella “top ten” delle band di questo tipo. Il fatto che le loro tournée in Germania siano sold out in anticipo e che nei paesi di lingua romanza la folla, nell’impeto del suo temperamento, li canti letteralmente addosso, significa in breve la grandezza e il rispetto che oggi hanno in pochissimi. Anche la sala del Mediapark era in piedi dal primo all’ultimo spettatore. Le braccia erano alzate al cielo ovunque arrivasse l’occhio. E cantava davvero tutto ciò che era vivo là dentro. Anche il pubblico sloveno, quindi, non ha tradito la band neanche per un attimo durante il set.
Come ho detto, i Blind Guardian non erano al 100% sul palco, eppure a portarli sulle ali è stato ancora una volta il pubblico, che ha dato al concerto una dimensione completamente nuova, difficilissima da trovare e da vivere oggi. La chiave sono fedeltà, dedizione e devozione. E una cosa così la sanno creare solo gli amanti dell’heavy metal, cioè il pubblico metal. Alleluia! Il sapore amaro in bocca dopo il mezzo concerto dei Deep Purple del 05.10.2006 alla Hala Tivoli, e dopo la risposta ancora più fiacca del pubblico di lì, anche se le teste per i Purple erano tre volte tante (affluenza scarsa!!!), è svanito in un attimo. Il Mediapark scoppiava da tutte le giunture e i Blind Guardian sapevano di non poter proprio deludere il loro pubblico devoto. Hansi era entusiasta e fin dall’inizio ha salutato la gente dicendo che i Blind Guardian sono davvero felici di potersi finalmente esibire, dopo lunghissimi anni di attesa, per la prima volta in carriera anche in Slovenia. Al concerto c’era un sacco di gente dalla vicina Croazia. Naturalmente i croati non hanno saputo frenare le loro passioni nazionali, con cui devono farsi notare anche dove non c’entrano niente e con cui ammorbano il mondo intero, e così al Mediapark sventolavano parecchie bandiere croate, tanto che i Blind Guardian probabilmente sono ripartiti per il resto del tour convinti che in Slovenia esista una razza particolare di fan, devoti alla cultura degli scacchi giocati con i pezzi rossi e bianchi.
Ma torniamo al concerto. Il pubblico ha accolto ogni pezzo con entusiasmo e l’atmosfera che si è creata non era raggiunta nemmeno da quella del concerto degli Helloween di gennaio. Che paragone stupido, a dire il vero. Con gli Helloween il pubblico si spezzetta in tante fazioni quante sono le formazioni diverse che gli Helloween hanno avuto in carriera. Con i Blind Guardian non è così. O sei dei loro fino in fondo oppure non lo sei per niente. Niente mezze misure! Una chimica particolare, un approccio particolare, tutto ruota attorno al trio Kürsch, Olbrich, Siepen, e va avanti senza interruzioni da vent’anni. Com’è compatta la band, così compatto è il pubblico. L’energia era ppazzesca. Ieri le formiche nelle gambe proprio non si riusciva a tenerle a bada, c’era nell’aria tanta di quella buona volontà ed energia positiva. “Ma che combinano, lassù al nord?” ha chiesto Hansi, “curioso”, e ha chiuso con: “Let us knock at the gates of Valhalla!” La gente è impazzita. Valhalla è finita con un finale allungato. Quando i due chitarristi hanno smesso di riffare, sono rimasti solo i tamburi a squarciare l’aria come cannonate, sorretti dal pubblico, che si è unito all’unisono nel canto del primo verso del ritornello. Magia! Durante il concerto, comunque, la gente ha chiesto a gran voce più volte Majesty, che i Blind Guardian però non hanno suonato. In compenso è arrivata Bright Eyes! Nei concerti fin qui di questo tour i Blind Guardian si sono alternati in scaletta fra questi due pezzi. Per Lubiana hanno scelto Bright Eyes – una delle marce inneggianti meglio riuscite della loro carriera, che Hansi ha introdotto così: “I would like to see all your shiny bright eyes!”
Kürsch dimostra di essere migliorato parecchio, negli ultimi anni, da quando non impugna più il basso sul palco, anche nella presenza scenica, ora che ha in mano solo il microfono. In particolare nella gestualità e nel contatto col pubblico. Al basso, anche stavolta, a dare una mano alla band è stato il “legionario” Oliver Holzwarth, per il resto membro degli ottimi Sieges Even, rockers progressive tedeschi di nuovo riuniti. Alle tastiere Michael Schüren. Insomma, sul palco facce identiche a quelle dell’ultimo tour dei Guardian. Bugia! La batteria! Frederik Ehmke, il nuovo arrivato, ha sostituito alla grande l’eccellente Thomen Stauch e con un lavoro impeccabile ha giustificato il suo posto nei Blind Guardian.
I Blind Guardian hanno inserito in scaletta anche il poema epico di 14 minuti And Then There Was Silence, se mi è concesso un pizzico di superficiale sfacciataggine – il loro personale Rhyme Of The Ancient Mariner, il che significa che con questo pezzo abbiamo vissuto il picco del concerto di Lubiana dal punto di vista dell’esecuzione e della complessità compositiva. Per il resto, un momento di magia particolare è stata l’esecuzione dell’acustica A Past And The Future Secret, di ispirazione celtica. Aspettavamo tutti Bard’s Song. E non è arrivata. La band ha chiuso la parte regolare con And Then There Was Silence.
Il bis è stato aperto dalla sorpresa della serata, And The Story Ends. Poi Hansi si è avvicinato ad André e gli ha sussurrato qualche parola all’orecchio. I due chitarristi si sono tolti le chitarre e le hanno cambiate con le acustiche. Ora arriva The Bard’s Song. No, no, no! Harvest Of Sorrow. Accidenti, ci lasceranno senza? Quel sussurro all’orecchio di poco prima voleva dire che Hansi aveva deciso di cantare Harvest Of Sorrow al posto di Lord Of The Rings, che in origine era in scaletta. Questa scelta ha dimostrato che la voce di Hansi era davvero provata: Harvest OF Sorrow è molto più facile da cantare della Lord Of The Rings prevista all’inizio, e quindi una scelta logica per il cantante. Peccato. Con Imaginations From The Other Side, finalmente sono stati accontentati gli amanti dei Blind Guardian classici. A dire il vero in scaletta mancavano parecchi classici esplosivi, fra cui Majesty, Born In A Morning Hall, Somewhere Far Beyond, Journey Through The Dark, Lost In The Twillight Hall… D’altra parte i ragazzi non hanno esagerato col materiale del nuovo album, cosa molto gradita, visto che da “A Twist In The Myth” hanno suonato in tutto solo due pezzi.
I ragazzi ci hanno lasciati per la seconda volta. Eppure sono tornati ancora. “Probabilmente sapete già quale canzone viene adesso?” ha chiesto Hansi. Ed ecco quel momento. The Bard’s Song – In The Forest, il pezzo che il pubblico canta sempre per intero e che Hansi per i fan si limita a intonare nel primo verso: “Now you all know…”, mentre il resto della canzone appartiene per intero al pubblico. Molto riuscito l’inserimento di tastiere e basso nel finale, che ha spinto ancora più in alto l’atmosfera straordinaria creata dalle due chitarre acustiche e, naturalmente, da un pubblico indimenticabile. I Blind Guardian alla fine non si sono fermati lì, ma hanno deciso di sganciare ancora una volta tutto il nitrito metallico di cui sono capaci. Anche stavolta si è trattato dell’esecuzione dell’attesissimo classico Mirror, Mirror, che per l’ennesima volta ha mandato fuori di testa il pubblico. Alla fine la band proprio non voleva staccarsi dal palco e si è presa qualche momento per salutare i fan fedeli, accomiatandosi anche con una dignitosa doccia di plettri!
Quello dei Blind Guardian resterà evidentemente l’evento live principale dell’anno sul fronte heavy metal, per quanto riguarda le visite di band straniere con tour in proprio (lasciamo da parte per un attimo il Metal Camp, ovviamente). I Satyricon, già sold out, hanno lasciato sensazioni straordinarie all’inizio del mese, mentre i Blind Guardian sono venuti a far felici soprattutto gli amanti della melodia metal classica. Dato che anche quest’anno gli Iron Maiden non verranno in Slovenia, a salvare gli appassionati di metal melodico con voce pulita ci hanno pensato i Blind Guardian. La band non era al massimo, ma il pubblico ha portato il livello dell’atmosfera, e la band stessa, fino a quel punto in cui dici solo: “Questo è quanto!”. Il bello, infatti, è vedere una folla di mille teste di gente allegra e felice che, a concerto finito, ancora non si riprende da tutta quella soddisfazione per aver potuto condividere dei momenti coi Blind Guardian. Qualche fan era bello impregnato di birra e di umori corporei, con la faccia rossa e stravolta, come se fosse uscito da una battaglia dura in cui non aveva vinto solo una battaglia, ma un’intera guerra. Insomma, una serata indimenticabile, una festa metal indimenticabile, attraverso una magia indimenticabile e unica! Speriamo di vedere da noi ancora più eventi con una carica emotiva così intensa in futuro!
Scaletta
Astral Doors:
1. Black Rain
2. Bride Of Christ
3. Tears From A Titan
4. Time To Rock
5. Evil Is Forever
6. London Caves
7. Of The Son & The Father
8. Hungry People
9. The Trojan Horse
10. Cloudbreaker
Blind Guardian:
1. War Of Wrath (intro)
2. Into The Storm
3. Welcome To Dying
4. Nightfall
5. Fly
6. Bright Eyes
7. Valhalla
8. When Time Stands Still (At The Iron Hill)
9. Mordred’s Song
10. Another Stranger Me
11. A Past And The Future Secret
12. And Then There Was Silence
—-bis 1.
13. And The Story Ends
14. Harvest Of Sorrow
15. Imaginations From The Other Side
—-bis 2.
16. Bard’s Song
17. Mirror, Mirror