KUD ist Krieg!
Autore: Rok Klemše
Luogo: Lubiana, KUD France Prešeren
Data del concerto: 22.04.2008
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 16€
A nemmeno tre settimane dall’ultima serata di headbanging al KUD, il locale ha richiamato i metallari per un’altra notte a tinte metal. Se a Headbanging KUD ci eravamo goduti i suoni del death e del thrash metal, stavolta gli instancabili Dirty Skunks hanno avvolto il KUD di nero, nebbia e misantropia black metal. Si annunciava un vero mini fest black metal con quattro formazioni sul palco: i giovani Naberius, i campioni della costa Somrak, i Magus Noctum risorti nei Nibiru e i giganti del black metal serbo, The Stone.
A profanare il palco per primi sono stati i lubianesi Naberius. La band si sta macinando un bel po’ di chilometri live e si sente eccome sul palco. Il quartetto è affiatato e gelido il giusto e, anche se sul palco è un filo statico, il black metal eccellente che suona cancella ogni piccolo neo. A renderlo vario e dinamico ci pensano soprattutto le linee melodiche del duo Occultus/Seb, condite con interessanti riff apocalittici, mentre a sputare agonia su tutto ciò che è sacro ci pensa il vocalmente furioso Occultus. Un’ottima atmosfera la crea anche la batteria di Khor, fatta non solo dei soliti blast beat black metal ma anche di qualche passaggio vario con un uso abbondante del crash, mentre il basso, pur restando perlopiù nel classico stile “ronzante” del black metal, riempie bene lo spazio, e il bassista Vraan è allo stesso tempo il membro più dinamico della band. I Naberius stanno registrando il loro debutto ai Negligence studio e, a giudicare da quanto sentito, possiamo aspettarci un lavoro davvero di qualità dalla scena black metal di casa nostra.
Dopo l’esibizione sorprendentemente lunga dei Naberius, sotto il palco si era radunata parecchia gente. Fa piacere vedere che da noi una band black metal possa contare sul sostegno del pubblico come i Somrak, la superband black metal della costa. A meno di due settimane dal concerto al Channel Zero, hanno profanato di nuovo il palco della capitale. Senza compromessi, crudi, blasfemi e tutto ciò che fa black metal: ecco i Somrak. E alla massima potenza! Il debutto The Abhorred Blessings dal vivo prende vita in una luce ancora più oscura e, proprio quando l’atmosfera cominciava a salire, i Somrak a spezzare le catene della religione e il pubblico a scaldarsi, i ragazzi hanno dovuto chiudere il set in anticipo per via del ritardo accumulato. Peccato, perché hanno dimostrato di non essere per niente a caso uno dei nomi più grossi della scena black metal di casa, ma proprio per questo il prossimo concerto sarà ancora più difficile da aspettare. “Sound the Trumpets of Malevolance”! Ave Somrak!
Sul palco sono saliti per terzi i Nibiru, unica band senza corpse paint. La mancanza di look evil, per fortuna, la compensano più che bene con un fantastico blackened thrash metal dal forte retrogusto mediorientale. I Nibiru risorgono dalle ceneri dei leggendari Magus Noctum, che resteranno per sempre nella storia del metal sloveno grazie a due album eccellenti – Guardian of the Desert (2003) e The Fall of Shin’ar (2004). Dopo la grande risposta di pubblico e media la formazione purtroppo si è sciolta troppo presto, per poi tornare l’inverno scorso con il nome Nibiru. Hanno conquistato il palco con l’apertura, la leggendaria schiacciasassi The Fall of Sumeria, e purtroppo già all’inizio si è capito che proprio i Nibiru avrebbero avuto i guai peggiori con l’impianto audio. La chitarra di Mare era completamente impastata e sporca, il fattore più fastidioso erano i trigger disperati della batteria di Oybl, e all’inizio non si sentivano abbastanza bene nemmeno le tastiere. Nonostante il suono piuttosto scadente e qualche sbavatura, i Nibiru hanno dimostrato perché in questo momento sono una delle migliori band in circolazione, anche se suonano vecchio materiale dei Magus Noctum. David dall’ultimo concerto, l’anno scorso al K4, è diventato un vero frontman bestiale, con un’ottima verve velenosa, più collegamento tra un pezzo e l’altro, headbanging continuo e assoli fenomenali. Diana si è inserita alla grande nei Nibiru ed è bello sentire di nuovo in quasi tutti i pezzi la base di tastiere, che crea un’indimenticabile atmosfera mesopotamica/sumera. Nonostante qualche stecca, è stato bellissimo risentire pezzi indimenticabili come After Many Aeons, Kings of the Desert Dawn e Battle For Superior Race. Ai Nibiru mancano ancora un po’ di chilometri live, ma sono sulla buona strada per superare l’eredità dei Magus Noctum.
A chiudere la serata sono state le leggende serbe del black metal The Stone. Appena sei mesi fa avevano fatto strabuzzare gli occhi al Metal Mania e il ritorno in Slovenia era solo questione di tempo. Al frontman Glad è bastato dire “Mi smo The Stone iz Srbije, zdravo Ljubljana” e il pubblico è esploso. I The Stone non sono giganti serbi per caso, e l’hanno dimostrato anche a Lubiana. Stavolta si sono concessi anche un po’ di pirotecnica: durante il primo pezzo è salito sul palco un mangiafuoco conciato in evil corpse paint con una falce infuocata. Kvlt! Glad con i suoi gesti studiati ha mostrato di essere un frontman della pasta giusta, mentre Demonetras e il leggendario Kozeljnik sparavano ottimi riff black metal velenosi e gelidi. I The Stone scaldano il cuore dei metallari sloveni soprattutto con i testi in serbo-croato, che suonano alla grande e sono fatti apposta per il black metal, con temi legati al paganesimo slavo. Per quello che si è visto, i The Stone in Slovenia sono più che bentornati. Čujete li, smeju nam se mrtvi… Hahahahahahahahaha!!!
Foto: Aleš Podbrežnik
Testo: Rok Klemše
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