Strangers in the Night? Macché! Iced Earth e Saxon alla Cvetličarna! (2009)

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Autore: Rok Klemše

Luogo: VPK Mediapark, Lubiana
Data del concerto: 19.02.2009
Numero di spettatori: 900
Prezzo del biglietto: 30€

Negli ultimi anni il metal, più di qualsiasi altro genere musicale, sta vivendo una vera rinascita, probabilmente addirittura la sua seconda età dell’oro dopo gli anni Ottanta. Nel metal la crisi non esiste: i nuovi album, sia dei veterani che delle band più giovani, piovono a raffica, le reunion più o meno riuscite di vecchie leggende si susseguono e i tour di richiamo si rincorrono uno dopo l’altro. Nel primo terzo di quest’anno noi, affamati di heavy metal, siamo stati accontentati dal tour The Metal Crusade, dove il ruolo di headliner se lo dividono due grandi formazioni: i pesi massimi americani del power/thrash metal Iced Earth e i giganti dell’heavy metal Saxon.

Anche se il tour è co-headliner e sia i Saxon che gli Iced Earth restano sul palco per un’ora e un quarto, per tutta la tournée sono proprio questi ultimi ad aprire le danze. La band con base in Indiana ha alle spalle una storia a dir poco movimentata. La formazione è nata nel 1984 con il nome Purgatory, fondata dal boss e mente del gruppo, oggi anche l’unico membro rimasto, il chitarrista Jon Schaffer. Fin dal primo disco, Iced Earth del 1990, la line-up è in continua rotazione; oltre all’ex chitarrista Randall Shawver, quello che è rimasto più a lungo nel gruppo è il carismatico cantante Matt Barlow, con cui la band ha vissuto la sua età dell’oro negli anni Novanta, con uscite eccezionali a partire da Burnt Offerings. Nel 2003 Barlow ha lasciato la band e, con tanto di patriottismo americano post 11 settembre, si è arruolato come poliziotto. Per un breve periodo Matt è stato sostituito dal fantastico Tim “Ripper” Owens, che ha cantato due album ignorati e criticati a torto, The Glorious Burden e Framing Armageddon, e alla fine del 2007 Barlow è tornato negli Iced Earth in trionfo. Nonostante le critiche secondo cui sull’ultimo disco, peraltro decisamente mediocre, The Crucible of Man, Matt non avrebbe dato il meglio di sé, insieme alla band aveva già spazzato via quelle critiche al Metalcamp dell’anno scorso. Stavolta ha solo confermato che gli Iced Earth tornano più forti e migliori dopo un lungo periodo di grigiore. Gli Iced Earth sono saliti sul palco davanti alla sala del Mediapark, incredibilmente piena e carica, già alle sette e mezza: a luci spente dalle casse sono rimbombate le linee acustiche e il canto corale epico dell’intro In Sacred Flames. La band, in posa statica e con la testa china verso terra, ha creato l’atmosfera giusta per il passaggio alla brutale mitragliata di Behold the Wicked Child. Non proprio il momento più brillante del nuovo album, dal vivo è venuto fuori molto meglio: i piccoli problemi di suono sono stati sistemati in fretta e dopo un paio di versi si sentivano già benissimo lo spettacolare urlo di Barlow e il classico marchio di fabbrica di Schaffer, il riffing a cavalcata “un ottavo, due sedicesimi”. Quando sul palco è nata Set Abominae, la band ha preso il largo senza compromessi verso Framing Armageddon e con Setian Massacre ha presentato un altro capitolo dell’epica storia fantascientifica di Schaffer, iniziata già nel disco di culto Something Wicked This Way Comes. Matt ha dimostrato che non gli causano il minimo problema nemmeno le vocalità altissime di Ripper. Anzi, ha dimostrato che al momento è senza ombra di dubbio uno dei migliori cantanti del metal: ha una voce di prim’ordine che brilla sia nei registri medi sia nelle altezze incredibili delle linee vocali di un classico come Dracula, e per finire Barlow è capace anche di momenti di growl brutale. L’unico istante in cui Barlow ha avuto un piccolo cedimento è stato nel ritornello di Ten Thousand Strong, ma ciononostante resta uno dei pochi in grado di raggiungere le altezze di Ripper. Gli Iced Earth erano davvero in serata: anche le parlate di Barlow tra un pezzo e l’altro filavano alla grande, Brent Smedley ha picchiato sulla batteria senza pietà come in Alive in Athens, il bassista Freddie Vidales si è inserito nella band in modo fantastico e, oltre a linee di basso movimentate, ha offerto un’esibizione energica e dei bei cori. Uno dei momenti più belli di un concerto degli Iced Earth si vive sempre con l’eterna ballata Watching Over Me cantata insieme al pubblico, che già di per sé fa venire i brividi, ma la chiusura standard con Iced Earth è arrivata fin troppo presto. Nel 2009 gli Iced Earth sono di nuovo vivi, potenti ed energici, e dal vivo altrettanto assassini che nel leggendario concerto di Atene. Una piccola critica va alla scaletta standard, ma in poco più di un’ora ci siamo beccati una collana di hit che non possono mancare. Ormai è tempo di un vero tour da headliner, con un set simile a quello che gli Iced Earth sparavano nell’Horror Show tour.

Di tempo per riposare non ce n’è stato granché: i roadie, con la loro routine, in un quarto d’ora scarso hanno preparato il palco per i veterani dell’heavy metal, i guerrieri britannici Saxon. La leggendaria formazione è nata già nel lontano 1977 e all’epoca faceva parte della crème della NWOBHM. Nella prima metà degli anni Ottanta sono diventati una band enorme a livello mondiale con album classici come Wheels of Steel, Strong Arm of the Law, Denim and Leather, Power & the Glory e Crusader, influenzando pesantemente band come Metallica e Megadeth. Negli anni Novanta per i Saxon è arrivato un periodo più difficile in cui, nonostante uscite di qualità, sono caduti nell’oscurità e nell’oblio commerciale. Ma tutto ciò che è buono ritorna, e dalla svolta del millennio i Saxon crescono e crescono: oggi, dopo l’uscita del loro 18° album in studio, Into the Labyrinth, sono forse ancora più forti e più grandi che mai. Gli unici due membri originali rimasti, il carismatico frontman Biff Byford e il chitarrista Paul Quinn, insieme al resto della ciurma dei Sassoni, hanno deciso già dal primo pezzo suonato, Batallions of Steel, di dimostrarlo anche sul palco del Mediapark. I Saxon non sembrano affatto una band con trent’anni di carriera alle spalle, ma una che sta facendo il suo primo grande tour. Con un riff heavy demolitore e senza compromessi hanno fatto tuonare la sala, e Biff, 58 anni, ha dimostrato che gli anni su di lui non hanno alcun effetto: vocalmente è stato fantastico (nonostante qualche effetto echo e delay di troppo). Dopo il saluto iniziale i signori ci hanno portati in una spirale di soli grandi successi: è rimbombata Heavy Metal Thunder, Witchfinder General ha acceso il falò e noi siamo decollati con il 747 (Strangers in the Night). Il tutto con l’ottimo sostegno di un pubblico caldissimo che mangiava in mano a Biff. Dopo la malvagia, demoniaca ouverture da barbiere di Demon Sweeney Todd, Biff ci ha stuzzicati chiedendoci se volevamo sentire Dogs of War o The Eagle Has Landed e, dopo la risposta fragorosa, era più che evidente che a planare sarebbe stata l’aquila. Per il resto ci siamo seduti sulle montagne russe, che ci hanno portati in giro con l’ottima Valley of the Kings e con l’indimenticabile tris Wheels of Steel, Power & the Glory e la pazzesca Crusader, con le fenomenali linee di Quinn. I Saxon non ci hanno lasciati a lungo a brancolare nel buio e nel bis hanno attaccato prima con Live to Rock, poi per chiudere ci hanno finiti con le eterne classiche Princess of the Night e l’inno Denim and Leather. I Saxon, guidati da Biff, che alla sua invidiabile età ha ancora una voce eccellente e una presenza scenica indimenticabile, con tanto di scapigliate e salti, hanno chiuso un fantastico venerdì metallaro.

La crociata con Saxon e Iced Earth è riuscita in pieno ed è un’ulteriore prova che il pubblico da noi è affamato e smanioso di tour metal un po’ più grandi e di maggior risonanza e, soprattutto, assetato di una sana dose di ottimo heavy e power metal di prima qualità! Iced Earth e Saxon ce l’hanno servita in dosi abbondanti, nonostante le “misere” tre ore!

Fotografie: Mojca Perdih

Scaletta

ICED EARTH:
01. In Sacred Flames
02. Behold The Wicked Child
03. Setian Massacre
04. Burning Times
05. Declaration Day
06. Vengeance Is Mine
07. Violate
08. Pure Evil
09. Watching Over Me
10. Ten Thousand Strong
11. Dracula
12. Melancholy (Holy Martyr)
13. My Own Saviour
—bis—
14. Iced Earth

SAXON:
1. Battalions of Steel
2. Heavy Metal Thunder
3. Witchfinder General
4. 747 (Strangers In The Night)
5. Demon Sweeney Todd
6. The Eagle Has Landed
7. The Letter
8. Valley Of The Kings
9. Wheels Of Steel
10. Power & The Glory
11. Crusader
—bis—
12. Live To Rock
13. Princess Of The Night
14. Denim And Leather

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