Tre volte “hip hip urrà” per We Can`t Sleep at Night e Islands! (2009)

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Luogo: Sub-Sub, Lubiana, Slovenia
Data del concerto: 17.02.2009
Presenti: 230
Prezzo del biglietto: 13 € in prevendita, 16 € la sera del concerto

Come fai a spiccare ed essere unico in mezzo al diluvio di band giovani e piene di speranze? Come fai a nuotare nella scena musicale new wave senza finire a fondo? La risposta ce l’hanno servita su un piatto d’argento due band che mercoledì 19 febbraio, al Sub-Sub di Lubiana, hanno fatto esplodere una folla di circa duecentotrenta teste. A regalarci una serata deliziosamente riuscita ci hanno pensato il trio powerpop dello Zasavje We Can`t Sleep at Night e gli indie rocker canadesi Islands.

I We Can`t Sleep at Night sono di sicuro una delle band new wave più in vista della scena musicale slovena. I ragazzi, che una volta erano in quattro e oggi suonano come trio, alla fine dell’anno scorso hanno pubblicato per l’etichetta Kapa Records l’omonimo album d’esordio, poi sono partiti in tour e l’hanno conquistato alla grande. E non sono passati inosservati nemmeno fuori dai nostri confini: a metà dicembre hanno suonato nella capitale dei nostri vicini a sud e hanno fatto il botto. Proprio come mercoledì al Sub-Sub, dove il pubblico l’hanno scaldato per bene. In poco meno di un’ora la gente accorsa ha potuto sentire sia i pezzi vecchi (“Alright, Okay”, “Tm t dm”, “Sea Near Me” “Blockish”) sia quelli più recenti, che anticipano il secondo disco in studio. A quanto pare l’uscita è ormai dietro l’angolo. Come il suo predecessore, anche questo uscirà per la già citata Kapa Records. E a giudicare da quello che abbiamo sentito, sarà ancora meglio. I WCSAT sanno esattamente cosa vogliono e lo servono alla folla proprio così: senza chiacchiere inutili e noiose, giusto due parole, asciutte e condite di humour, perché più che alle parole i ragazzi danno la precedenza ai ritmi di chitarra. Che in un attimo suonano duri e pesanti, in quello dopo sono pervasi da un timore reverenziale, e in quello dopo ancora suonano puliti e semplici, infantili e innocenti. Come se avessero appena lasciato i pannolini.

Con ritmi un po’ meno distorti, ma altrettanto energici e un filo più psichedelici, la serata è proseguita con gli indie rocker canadesi Islands, che stavolta hanno visitato per la prima volta il nostro bellissimo paesino ai piedi delle Alpi. Se la Slovenia gli sia piaciuta o no, durante il concerto non l’hanno fatto capire, perché si sono dedicati all’esibizione più di quanto ci si aspettasse. La band, che tra le sue influenze cita Neil Young e Brian Wilson, in poco più di un’ora ha presentato brani di entrambi i dischi usciti e qualcuno di quelli che aspettano ancora di finire su un supporto musicale. Dall’album d’esordio “Return to the Sea” (2006), che i ragazzi hanno mixato addirittura nella camera di Jamie, il pubblico ha potuto sentire “Where There’s a Will There’s a Whalebone”, “Don`t Call Me Whitney, Bobby”, “Swans (Life After Death)” e “Rough Gem”. La parte del leone gli Islands l’hanno riservata al secondo disco in studio, “Arm`s Way”, uscito ad aprile dell’anno scorso. (Detto per inciso: il titolo dell’album nasce da un gioco di parole su “harm`s way”, che significa “pericolo incombente”). In scaletta sono finiti così “Kids Don`t Know Shit”, “Crepper”, “Pieces of You”, “Vertigo (If It`s a Crime)”, “The Arm”, “Abominable Snow” e “J`aime Vous Voir Quitter”. E non hanno fatto i tirchi nemmeno con i pezzi nuovi, come “Shape”, “Sad” e “Divine”. Il nuovo album, per ora ancora senza titolo, dovrebbe uscire poco dopo che i ragazzi avranno chiuso il tour europeo e saranno tornati in Canada. A giudicare da quello che abbiamo sentito, sarà una vera leccornia per i buongustai dell'”indie”. Anche se i pezzi nuovi sembrano un po’ più “mainstream”, gli Islands nel profondo hanno conservato il loro suono e il loro stile autentici.

A chiudere questa ora abbondante di coccole con gli “isolani”, intrecciata a un’energia che ha tenuto il pubblico a ondeggiare leggermente per tutto il concerto, è stata una passeggiata del cantante Nick T. aka “Nick Diamonds” in mezzo alla folla. Il legame tra pubblico e band si è così rafforzato ancora di più. E a sorprendere non sono stati solo gli Islands. Con la loro presenza numerosa, i presenti hanno dimostrato che i ragazzi sul lato soleggiato delle Alpi sono parecchio conosciuti e se la giocano senza problemi con le band che in passato hanno riempito un club grande più o meno come il Sub-Sub. Tre volte “hip hip urrà” per gli Islands e per il pubblico!

Foto: Barbara Milharčič

Scaletta

We Can`t Sleep at Night: 1. Minor War 2. Boxes 3. Unbeliveable 4. Alright, Okay 5. Trubadur 6. Katodni monitor 7. Skopje 8. Tm t dm 9. Chain Me 10. Happy Singing 11. Sea Near Me 12. La Linea 13. Pedaliranje 14. Fallish 15. Božično-novoletna 16. Kornet 17. She Never Lost Control 18. Blockish Islands: 1. Kids Don`t Know Shit 2. Crepper 3. Where There’s a Will There’s a Whalebone 4. Pieces of You 5. Vertigo (If It`s a Crime) 6. The Arm 7. Don`t Call Me Whitney, Bobby 8. Abominable Snow 9. Shape 10. J`aime Vous Voir Quitter 11. Swans (Life After Death) —– bis —– 12. Sad 13. Divine 14. Rough Gem

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