Una serata magica con i Requiem al Bazen di Kranj (2009)
Autore: Rok Klemše
Luogo: Izbruhov bazen / Kranj
Data del concerto: 14.11.2009
Numero di spettatori: 0
Prezzo del biglietto: 12 €
Un altro sabato e un altro concerto all’Izbruhov bazen di Kranj. Per tutto l’anno la squadra instancabile del Bazen ci ha tenuti dentro una programmazione live varia e ricchissima, ma ogni bel gioco dura poco. Beh, diciamo. Sono arrivate le notti fredde e con loro la grande sala del Bazen chiude i battenti. Ma lo fa alla grande, con un trio di band niente male: la risposta slovena ai Motörhead, i Rollin’ Bastards, i White Night e i leggendari Requiem, storica formazione hard ‘n heavy di casa nostra.
Sul palco del Bazen sono rotolati su per primi i Rollin’ Bastards, arrivati direttamente dalla Carinzia. Ci hanno servito una buona mezz’oretta di rock ‘n roll sporco, di quello che farebbe felice pure il cancelliere di ferro Lemmy in persona. Le chitarre e soprattutto il basso scavavano come si deve, ma a stendermi è stato soprattutto il giovane cantante, con una voce potente e bellissima che suona esattamente come quella di Lemmy. Come faccia ad avere una voce così a un’età così giovane non lo so, ma non dubito che si sia fatto una lezione o due con la ricetta di Lemmy: jack e cola con un pacchetto di sigarette in cima. Elevato all’ennesima potenza, ovviamente. I Rollin’ Bastards sono senza dubbio una gran bella scossa per la scena metal slovena, con materiale proprio che picchia duro e immortali classici dei Motorhead suonati in modo fantastico, da Ace of Spades fino a Overkill. Da quel che ho visto e sentito, questi punkettoni carinziani hanno davanti a sé un futuro bello e rotolante.
Sul palco i Rollin’ Bastards sono stati sostituiti dagli stiriani White Night, che hanno regalato un’esibizione dinamica di buon hard rock, glam e heavy metal. Purtroppo a tratti ci si è messo di mezzo un suono non proprio all’altezza, soprattutto le tastiere troppo alte, ma i White Night non si sono fatti fermare nemmeno da questo. Nonostante una lunga assenza dai palchi e i cambi di formazione, hanno tirato fuori un concerto sicuro ed energico, merito soprattutto della bravissima cantante Jera, che a tratti ricorda addirittura la leggendaria Janis Joplin. La scelta delle cover era ponderata, con una bella versione del classico dei Deep Purple Hush, e il materiale originale non era certo da meno per qualità. Spero che in futuro ci siano più occasioni di beccare i White Night su un palco!
Il culmine indiscusso della serata l’hanno firmato i leggendari Requiem, che da quando sono tornati sui palchi all’Heavy Metal Night dell’anno scorso a Postojna sanno conquistare a ogni concerto. Hanno fatto bene a scegliere concerti più o meno esclusivi: il numero ridotto di date fa sì che ogni volta li aspettiamo come l’acqua nel deserto. I ragazzi ci hanno salutati con la splendida ballata Kaja e, dopo qualche inciampo audio, hanno sistemato il suono in un attimo, così che il concerto fino alla fine è stato una vera sinfonia per le orecchie. I Requiem hanno dimostrato ancora una volta che nel momento in cui salgono sul palco, il palco lo prendono in mano. L’energia positiva che emana da ogni singolo membro è incredibilmente forte e i sorrisi non spariscono dai loro volti nemmeno per un attimo. E nemmeno da quelli del pubblico, perché i Requiem suonano come si deve, a livelli altissimi, e se c’è una band a cui si vede davvero che si diverte sul palco, sono proprio loro. Nella prima parte del concerto il ruolo di voce principale è toccato a Primož, che insieme ai suoi compagni ci ha portati in giro tra i classici Amsterdam, Ogenj, Pekel in raj, Heroji e il fenomenale inno heavy metal Zvezdno nebo. È incredibile quanto sia ben conservata la voce di Primož, che intanto per due ore salta per il palco con una facilità da Bruce Dickinson. Visto che i Requiem fanno sempre in modo che ogni pezzetto della loro carriera discografica sia rappresentato degnamente, è toccato anche a Sergej Škofljanec, che prima si occupava delle linee di basso, e nella seconda parte del concerto ci ha portati sull'(ormai) ultimo disco della band, Zadnja molitev. Prima con il fantastico pezzo travolgente Križarji, in cui Sergej sfodera una voce da togliere il fiato, con tutta la sua estensione, e un lavoro alla chitarra da far invidia, con un assolo spettacolare di un minuto. Durante Križarji ha avuto il suo momento Marko Slokar, che festeggiava il compleanno e si è beccato dal pubblico un meritatissimo e sincero “tanti auguri”. Naturalmente non poteva mancare il cattivissimo Mr. Twister, poi la bellissima 12 let e, questa volta in esclusiva, per la prima e ultima volta, la splendida ballata Ker te ni, per la quale ha imbracciato il basso Matej Sušnik (Metalsteel), mentre i Requiem si sono trasformati in un trio di chitarre. Va detto per forza che il giovane Matjaž Marin si è ormai integrato del tutto nella band e ha fatto il suo da vecchio gatto dei Requiem. Con Ker te ni i ragazzi sono riusciti a creare una sensazione indimenticabile di calore, che noi presenti di sicuro non dimenticheremo. Purtroppo il concerto si avviava alla fine ed è arrivato il momento dell’immancabile classico Stare device, per cui ai Requiem si è unito di nuovo Matej, insieme al suo collega di band Rok Tomšič alla chitarra. Il finale perfetto per una serata magica!
Foto: Martin Prezelj
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