Ultimo atto della fase regolare dell’Epic RockLine Contest (2010)

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Rock Cafe / Postojna
Data del concerto: 31.03.2010
Spettatori: 100
Prezzo del biglietto: ingresso gratuito

Giovedì scorso, per la nona volta di fila, l’abbraccio del Rock Cafe di Postojna ci ha richiamati con le esibizioni di tre ottime formazioni nell’ambito dell’Epic RockLine Contest. La chiusura della fase regolare del concorso è volata via in un lampo in compagnia di Noom8, Almost Rage e Divine Illusion, il cui atteggiamento sul palco, fantasioso e indomabile, e un livello esecutivo invidiabile hanno dimostrato ancora una volta quanto abbia senso sostenere le realtà musicali emergenti, affamate di far valere la propria visione.

NOOM8
La grande incognita della serata erano i Noom8. Una band di ottimo umore che ci ha spiazzati, ruotando con piglio spartano una tavolozza variopinta di influenze di genere e mettendo insieme una delle esperienze più piacevoli della prima parte del concorso. Difficile dire in che direzione vadano: sembra che alla base ci sia soprattutto il grunge, che per fortuna ha mutato da un pezzo la pelle in un cocktail musicale nobile e compatto, che con idee fresche e innovative tiene in circolo un nutriente intruglio di derivati del rock & roll. Il gruppo ci butta giù tutto volentieri con una dose colma di cori di accompagnamento piazzati alla grande e svolte ritmiche imprevedibili, dettate dal “linguaggio” rifinito nei minimi dettagli del batterista Dejan Stopar e del bassista Teo Korenika. E per fare il pieno, i Noom8 hanno in formazione pure una chitarrista! Parole di un muffito frustrato, con riserve record di testosterone in magazzino, direte voi. Niente panico: lei (la ragazza, appunto) è lontanissima dal busto fabbricato di una barbie che ogni morte di papa strimpella qualche accordo a malapena udibile. La ragazza ha un peso notevole nella costruzione del quadro sonoro sul palco, anche grazie a una voce presentabile, e per di più le sue dita amano sfornare qualche assolo particolarmente piccante, speziato quanto basta per far invidia alla maggior parte dei suoi colleghi chitarristi con le palle ben piene. Sembra che i Noom8 abbiano praticamente tutto, anzi, quasi tutto. Senza dubbio se la caverebbero molto meglio senza la voce da canzonetta, che pur seguendo bene i giri di genere, per un intruglio musicale così acido è in realtà troppo sdolcinata e prevedibile.

ALMOST RAGE
Gli Almost Rage sono giovani della costa cresciuti nel puro spirito thrash, che all’inizio suonavano come trio, e a Postojna i ragazzi hanno testato in anteprima l’ultimo acquisto, il chitarrista Bojan Sinkovič. Dopo il cambio di nome, la band a una sola chitarra, seguendo una sorta di logico processo evolutivo, si è trasformata in un poligono a dodici corde per mettere alla prova la resistenza delle dita veloci, il che è senza dubbio un passo nella direzione giusta. In linea con i rinforzi, il quartetto ha tirato fuori in fretta qualche parallelo belllo massiccio con i Metallica, diciamo quelli del loro cosiddetto “periodo più sano”. Questi pulsavano sfacciati come emorroidi arroganti, soprattutto nella voce di Edi Udovič, evidente debitore dell’eredità di James Hetfield. Comunque sia, gli Almost Rage si sono presentati come una macchina thrash metal ben oliata e ad alto numero di ottani, con una dose abbondante di carattere ribollente, che forgia armi da guerra su schemi di composizioni semplici e dalla formula d’impatto, senza un briciolo di riserbo o rimpianto. Ai ragazzi il chilometraggio accumulato girando per i palchi si nota, comprensibilmente, nella solidità e nella sicurezza del nucleo della band, cioè la sezione trio citata all’inizio, che ha saputo adattare gli arrangiamenti dei pezzi alle esigenze “delicate” del tintinnio di chitarre appena raddoppiato. Il tutto sul palco funziona in modo micidiale, e in più allarga di continuo le dimensioni del quadro sonoro. Va aggiunto che gli Almost Rage, nonostante tutta la banalità di avvolgersi nei colori del “bay area thrash metal”, suonano comunque freschi, se non addirittura spontanei nel loro modo particolare di svecchiare la prevedibile routine thrash metal.

DIVINE ILLUSION
I Divine Illusion avevano già iniziato a lisciare con sicurezza il pavimento del palco del Rock Cafe, mentre le orde dei loro sostenitori si sono finalmente fatte coraggio e, tutte insieme, sono strisciate fuori dalla cortina monsonica della notte postojnese di giovedì. L’occupazione delle prime file era il passo successivo nello scenario dei patroni morali degli eroi locali, che si sono costruiti la fama venerando l’iconografia power metal. Come i loro colleghi metallari Almost Rage, anche i Divine Illusion non hanno lasciato spazio a dubbi. L’assalto power metal a passo di marcia, sulle ali di una melodicità cantabile, pieno di riff di chitarra e del suono sintetico delle tastiere, ha raccolto più di un’esplosione di entusiasmo, anche se (per i tipi con i piedi abbastanza per terra) è stato letto, per ragioni comprensibili, come fin troppo prevedibile per essere considerato qualcosa di fuori dall’ordinario. Comunque, i ragazzi sanno come si servono certe cose, almeno a giudicare dall’assaggio di materiale originale strutturato in modo organico, che richiede un alto livello di preparazione tecnica e, alla fine, ovviamente, anche di affiatamento di tutta l’orchestra dei Divine Illusion. La bacchetta del direttore l’ha agitata con bell’armonia la prima ugola della band, Simon Simšič, che ha messo alla prova con discreto successo la sua celebre elasticità vocale anche sul classico degli Helloween “Eagle Fly Free”, accompagnato, secondo la più stretta tradizione power metal, da fulminei assoli di chitarra e tastiere, sospesi sopra spessi strati del tuono rotante del doppio pedale. Un’esibizione più che impressionante per confermare la fama di formazione power metal di punta in Slovenia.

Foto: Mojca Perdih

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