Bang Your Head!! festival – il riscaldamento all’insegna dei reduci della N.W.O.B.H.M.! (2010)

0 3

Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Volksbank Messehalle / Balingen / Germania
Data del concerto: 15.07.2010
Spettatori: 2
Prezzo del biglietto: 25,00€ (prevendita) / 30,00€ (il giorno del concerto)

Un altro anno è passato e l’impegno chiamato Bang Your Head!!! festival, nella città tedesca di Balingen, andava onorato a tutti i costi! L’edizione di quest’anno è stata spostata a metà luglio per colpa dei Mondiali di calcio! Di solito il BYH!!! si tiene ogni anno l’ultimo weekend di giugno. Per quest’anno gli organizzatori si sono inventati una serata di “warm-up” niente male, dedicata alle conquiste del suono tradizionale e pionieristico della “New Wave Of British Heavy Metal”.

ROXXCALIBUR: 20.00 – 20.50

Così gli organizzatori hanno messo in fila il cartellone con un mix interessante di tre dinosauri leggendari, Saxon, Blitzkrieg e Demon, e davanti a loro hanno piazzato i padroni di casa Roxxcalibur, famosi come ottima “cover band”. La scelta dei Roxxcalibur si è rivelata un centro perfetto. La band ha sorpreso un profano come me con una raffica di caramelline di repertorio (leggi: scaletta) che non mi sarei aspettato nemmeno nei sogni.

Del resto la band è formata da veri appassionati del movimento N.W.O.B.H.M. I Roxxcalibur nascono infatti dai Viron – ottimi revivalisti old school tedeschi, che si definiscono stilisticamente “new wave of German heavy metal” e, ascoltandoli, ti accorgi che non sbagliano affatto – poi dai Savage Grace, che si sono esibiti più tardi nella seconda giornata del BYH!!! festival, e dai Thunder Rider. In più il cantante Alexx Stahl svolge il suo ruolo anche nei Demon’s Eye, la band “tribute to Deep Purple”. Se dai un’occhiata ai profili di questi signori, non fai fatica a capire che sono cresciuti sull’eredità di un vastissimo tesoro musicale. Rodatissimi e guidati dall’ottimo Alexx, hanno offerto un divertimento unico, che ha trascinato tutti in una passeggiata tra una tavolozza variopinta di cover di gruppi come Cloven Hoof, Trident, JJ Powerhouse, fino ai Grim Reaper, Vardis e Witchfinder General. Hanno coronato la loro prova, dal suono eccellente e dall’esecuzione impeccabile,  con un omaggio a Ronnie James Dio e piazzando in chiusura il classico dei Black Sabbath Neon Knights.

BLITZKRIEG: 21.00 – 21.50 

Ovviamente il cuore ha cominciato a battere con ben altra impazienza all’idea di vedere le vere leggende della “N.W.O.B.H.M.” – i Blitzkrieg. Formata nel 1980 a Leicester, in Gran Bretagna, oggi la band ha una line-up pesantemente rimaneggiata. Dei membri originali è rimasto solo Brian Ross, che è anche il cantante dei Satan. I Blitzkrieg di oggi si reggono, oltre che sul cantante Brian, sui chitarristi Ken Johnson e Guy Laverick e sui fratelli Paul (basso) e Phil Brewis (batteria), che prima suonavano insieme nei Disposable Heroes.

Il misterioso insetto alato ha riportato in vita la sua missione con la tiratissima The Phantom, presa dall’ultimo album in studio “Theater Of The Damned” (2007). Si è capito subito che Brian ha conservato intatte tutte le sue capacità vocali. Dopo tanti anni di resistenza nel mondo della musica la sua voce è rimasta del tutto integra e, anche tra le acrobazie, ha mantenuto potenza e veemenza. Il carismatico cantante riccioluto, con la sua presenza sicura di sé, ha infuso alla band sul palco un vero alone di perdizione, magia nera e male. I riff di chitarra secchi e diretti come frecce hanno imposto un’esperienza senza compromessi con dei veterani del metal, che trasudavano spettacolarità e potenza da palco. Il suono era calibrato alla perfezione. Le armonie in terze, così come gli assoli di chitarra, chiare e distinte. Curioso che dallo storico esordio “A Time Of Changes” (1985) la band abbia suonato solo due pezzi, e cioè la devastante Pull The Trigger e l’immancabile Blitzkrieg, che in sala hanno riconosciuto proprio tutti, anche quelli che fino a quel momento non conoscevano bene la band, visto che il brano, nella sua versione, era stato reso popolare tra i fedeli del metal dai Metallica con il loro EP “Creeping Death”. Nel repertorio della band comunque la faceva da padrone il materiale dell’ultimo album “Theater Of The Damned”. Che dire, più old school e genuino di quello che si è visto allo show dei Blitzkrieg non si può. Chapeau per la bomba servita alla perfezione, ragazzi, e spero che i vostri concerti tornino a essere una presenza più frequente. E Ronnie? In questa occasione si è goduto Mob Rules lassù in cielo!

DEMON: 22.05 – 23.15 

Rispetto ai loro coetanei Blitzkrieg, i Demon sono un nome molto più solido e riconoscibile tra i sopravvissuti della scena N.W.O.B.H.M., grazie alla continuità, ovvero alla sequenza di uscite che si sono susseguite soprattutto negli anni Ottanta. La band si è radicata nella memoria della gente di questa parte della Germania soprattutto dopo l’esibizione a Tübingen nel 1997, dove una volta si è tenuto il terzo Bang Your Head!!! festival. A Balingen hanno suonato al festival per la seconda volta, l’ultima cinque anni fa, ma a causa di un temporale pazzesco dovettero ridurre drasticamente il loro show. Per questo quest’anno si sono portati a Balingen sulle spalle qualche bel debito da saldare con il pubblico. Gli è toccata un’ora e dieci minuti. Il tempo per farsi valere e farsi perdonare era dunque più che abbondante.

I Demon, oggi un sestetto in cui dei membri originali è rimasto solo il cantante Dave Hill, hanno preso la cosa maledettamente sul serio e allo scoccare dell’ora esatta il concerto si è aperto con l’intro registrato Full Moon, dall’esordio in studio, ovvero il classico di culto “Night Of A Demon” (1981). E poi? Nessun problema per i Demon. L’attesa è salita quando la band è esplosa con Night Of A Demon. In quel momento la sala si stava già riempiendo per bene e il pubblico dimostrava, cantando i ritornelli, di non aver affatto dimenticato i Demon.

Curioso che Hill nel mix si sentisse un po’ peggio per tutto il concerto, ma nel complesso il suono della band sul palco ha regalato un’esperienza soddisfacente, che ordinava di abbandonarsi al pieno godimento del repertorio classico del gruppo. I Demon sono un filo più legati ai pionieri del rock degli anni Settanta e, non ultimo, anche la voce di Hill è meno oscura (o più “luminosa”, se preferite) rispetto a quella di Brian Ross dei Blitzkrieg. La sensazione dell’energia che si sprigionava dal palco è diventata ancora più intensa quando la band è rimasta sull’esordio e ha scosso l’etere con un altro classico –  Into The Nightmare.

Rispetto ai Blitzkrieg, i Demon sono già parecchio “consumati” nell’aspetto (leggi: radi di capelli), ma proprio per questo tanto più baffuti. Anche per quanto riguarda l’abbigliamento di scena, non li manderei da nessun’altra parte se non a una gara pomeridiana di freccette in qualche pub londinese, ma alla fin fine, in tutta la faccenda conta prima di tutto la musica. E lì i Demon con la loro scaletta non potevano sbagliare un colpo. Hanno fatto salire l’atmosfera con il dittico di classici di “Taking The World By The Storm” (1987) Blue Skies In Red Square e  Commercial Dynamite, hanno buttato benzina sul fuoco con il primo singolo Liar, hanno coccolato il pubblico con Sign Of A Madman (“The Unexpected Guest”, 1982) e, ovviamente, poco prima della fine hanno sganciato il loro classico più riconoscibile, Don’t Break The Circle (“The Unexpected Guest”, 1982), che si è guadagnato di gran lunga il maggior baccano dal pubblico.

Siccome il Bang Your Head!!! festival di quest’anno si è svolto nel segno del ricordo di Ronnie James Dio, le band hanno infilato nel proprio repertorio almeno un pezzo dei Rainbow, dei Black Sabbath o di Dio, oppure hanno dedicato a Ronnie almeno qualcuna delle loro canzoni. I Demon hanno così sfoderato la cover dei Rainbow Starstruck. Con il loro concerto eccellente e un repertorio classico unico hanno quindi sfidato frontalmente la più grande band N.W.O.B.H.M. sopravvissuta sull’attuale scena dei club – parlo ovviamente dei protagonisti dello show di warm up, i Saxon!

SAXON: 23.45 – 01.15 

Tra tutte e tre le band britanniche dello show di “warm-up”, oggi i Saxon sono i più forti e di gran lunga i più amati in Germania. Semplicemente perché pubblicano di continuo nuovi album in studio, che negli anni Novanta hanno adattato del tutto al gusto tedesco. E le cose per i Saxon stanno proprio così: senza il sostegno del pubblico tedesco, dopo il naufragio commerciale con “Destiny” (1986), non sarebbero di certo sopravvissuti. Visto il tema dedicato al movimento “New Wave Of British Heavy Metal”, anche i Saxon si sono rimboccati le maniche e hanno adattato la scaletta, composta per lo più dai classici dei loro album di culto della prima metà degli anni Ottanta. Così hanno preso due piccioni con una fava. Hanno evitato che i Demon gli “rubassero” lo show e hanno soggiogato in un attimo il pubblico, che per tutto il concerto ha belato fedelmente e saltellato sotto il palco.

Seguo i Saxon da un bel po’, ma tanto casino a un concerto, su cinque visti in Germania, in questa parte d’Europa non l’avevo ancora vissuto. Spintoni nelle prime file, perfino scontri aggressivi tra i fan, che hanno richiesto più di un intervento della sicurezza. Gli addetti alla sicurezza, molto servizievoli, hanno tirato fuori dal pubblico perfino qualche persona che era “rimasta senza fiato” e si era accasciata sotto il palco, e, ormai per tradizione, “pescavano” i “crowd – surfer” scatenati.

Per questo show i Saxon hanno riportato in scaletta il cult Dallas 1PM, che non sentivo dal vivo dal 2001, quando andai a vedere la band per la prima volta a Vienna. La band ha rimesso in scaletta anche la fantastica And The Bands Played On, che pure oggi non suona spesso, e l’inno Dogs Of War (“Dogs Of War”, 1995). Nonostante in repertorio ci fosse The Eagle Has Landed, la band non ha mantenuto la promessa annunciata di arrivare a Balingen accompagnata da una struttura luminosa a forma di aquila d’acciaio. Il palco è stato allestito con una scenografia “Battalions Of Steel”, che ricordava il semplice fatto che si stava promuovendo l’ultimo album in studio. In scaletta i ragazzi hanno tenuto appena due pezzi nuovi, e ha fatto molto bene.

Duemila persone quella sera si sono scatenate senza sosta sull’impianto fenomenale della leggendaria band, che ha magnificato la routine di un approccio altamente professionale. Anche stavolta ha dettato un’affiatamento unico e una macchina ben oliata. I Saxon in fondo sono sempre in giro per tour e questa attività li mantiene in forze e in grande forma. E questo vale ovviamente anche per la voce di Biff Byford. Un po’ di aiuto gliela dà sempre il mixer. La voce smorfiosa nella parte iniziale di Crusader è uno di quei momenti, e mi chiedo ancora se anche quel famoso fischio durante Motorcycle Man sia un campione registrato o se Biff sia davvero sempre così in forma quando fischia con precisione tra pollice e indice della mano destra. Suona infatti sempre identico.

La band, portata in alto dalle ali del pubblico tedesco quella sera, ha coronato la sua brillante presenza scenica del 2010 con un’esecuzione particolarmente sentita del classico Denim And Leather, dedicata sia a Ronnie James Dio sia al pubblico. Per la magia e l’intensità dell’intesa tra band e pubblico, la serata ha offerto una compattezza in cui non c’era spazio per errori o cali di qualità nell’esecuzione. A tratti a cantare era l’intera sala, che al cenno di Biff alzava fedelmente le braccia al cielo. Il colpo d’occhio sembrava a tratti un mare infinito di braccia levate.

Ma i bagordi della serata non erano affatto finiti quando i Saxon hanno salutato il palco. Sul bancone del bar, tra le note civettuole ed erogene di una colonna sonora di autentici vizi edonistici, ben presto hanno iniziato a ondeggiare i fianchi delle “coniglietta corruttibili” dall’abbigliamento ridotto all’osso.  Ai metallari in coppia versavano whisky direttamente dalle bottiglie in bocca. Mentre si trangugiavano liquori di origine alcolica, era concesso al massimo guardare, come hanno raccontato poi alcuni tizi che la colonna sonora di sottofondo, con lo sfottente “Touch Too Much” degli AC/DC, ha portato un filo troppo oltre. Una serata unica, un riscaldamento unico con musica unica, degna apertura della tradizionale offerta ricchissima del festival Bang Your Head!!!, che ha così compiuto la bellezza di 15 anni.

 

foto: Aleš Podbrežnik

Scaletta

SAXON: 1.)Heavy Metal Thunder 2.)Dogs Of War 3.)To Hell And Back Again 4.)Live To Rock 5.)Dallas 1 PM 6.)Motorcycle Man 7.)And The Bands Played On 8.)Demon Sweeney Todd 9.)Strong Arm Of The Law 10.)The Eagle Has Landed 11.)20,000 Ft 12.)747 (Strangers In The Night) 13.)Wheels Of Steel 14.)Princess Of The Night —bis— 15.)Crusader 16.)Solid Ball Of Rock 17.)Denim And Leather DEMON: 1.) Full Moon (intro registrato) 2.)Night of the Demon 3.)Into the Nightmare 4.)Blue Skies In Red Square / Commercial Dynamite / Blue Skies In Red Square 5.)Blackheath 6.)Blackheath Intro 7.) Sign of a Madman 8.) Liar 9.) Remembrance Day 10.) Standing On The Edge 11.) Life on the Wire 12.) Don’t Break the Circle 13.) Starstruck (cover dei Rainbow) BLITZKRIEG: 1.) The Phantom 2.) Dark City 3.) Theatre Of The Damned 4.) Unholy Trinity 5.) My Life Is My Own 6.) Escape From The Village 7.) Pull the Trigger 8.) Tortured Souls 9.) The Mob Rules (cover dei Black Sabbath) 10.) Blitzkrieg ROXXCALIBUR: 1.) Running for the Line (cover dei JJ Powerhouse) 2.) Gates Of Gehenna (cover dei Cloven Hoof) 3.) Rainbow Warrior (cover dei Bleak House) 4.) Lady of Mars (cover dei Dark Star) 5.) Destiny (cover dei Trident) 6.) Seven Days of Splendour (cover dei Jameson Raid) 7.) Witchfinder General (cover dei Witchfinder General) 8.) See You in Hell (cover dei Grim Reaper) 9.) Emergency (cover delle Girlschool) 10.) If I Were King (cover dei Vardis) 11.) Neon Knights (cover dei Black Sabbath)

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie