Attraverso mille laghi e una terra orfana (2010)

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Cvetličarna, Lubiana
Data del concerto: 19.11.2010
Presenze: 700
Prezzo del biglietto: 20€/24€

Il giro di Sindian Undergroung, oltre ai fidati Dihurčki, nell’ultimo anno si prende cura della dose regolare di concerti: stavolta hanno fatto in modo che da noi si fermasse il tour Forging Europe e, con lui, in prima assoluta per la Slovenia ben tre band: i finlandesi Ghost Brigade, gli israeliani Orphaned Land e i padroni di casa del tour, che quest’anno festeggiano vent’anni di attività, i giganti della scena metal finlandese, gli Amorphis.

A avvolgerci in una cortina di fumo e nebbia sono stati i connazionali degli headliner Amorphis, che con spirito candido e patriottico hanno riservato loro il posto di “apripista” per l’intero tour europeo Forging Europe 2010. I Ghost Brigade ci hanno presentato in una buona mezz’ora la loro visione di un mix di death metal melodico con approcci progressive e, soprattutto, un forte retrogusto di sludge metal. Purtroppo, però, i fantasmi finlandesi non sono riusciti a mantenere del tutto le aspettative parecchio alte, soprattutto per una scaletta messa insieme non proprio felicemente. Va detto a loro merito che sentire i Ghost Brigade dal vivo è un’esperienza ancora meglio che ascoltarli in studio, ma resta il fatto che era un boccone troppo grosso avere più di tre quarti di scaletta fatti di pezzi lentissimi e lamentosi, che certo riassumono alla grande i testi su solitudine e disperazione. Se con uno o due pezzi così i Ghost Brigade riescono a costruire una vera atmosfera di malinconia e rovina, mettere in fila brani simili quell’atmosfera l’ha anche rovinata, trasformando l’intera esperienza in un boccone estremamente monotono e indigesto. Il primo vero colpo di sludge metal è comunque arrivato con la bufera uragano di Suffocated, dall’album ancora attuale Isolation Songs. Che genialata dei finlandesi: con soli due riff e un’intro hanno creato un pezzo che ha attirato più gente di tutti sotto il palco e che ti fa a pezzi con la sua forza brutale da ogni lato. Peccato che i Ghost Brigade non abbiano costruito la scaletta con più testa e che per chiudere ci abbiano stremati ancora una volta con pezzi sfiancanti, anche se proprio alla fine con l’ottima A Storm Inside.

Una ripartenza più saltellante si annunciava con l’arrivo sul palco degli israeliani Orphaned Land. Nel 2005 gli israeliani erano arrivati a un tiro di schioppo dal nostro confine, quando a Zagabria (in compagnia dei Paradise Lost) presentavano l’album Mabool, uscito allora. Stavolta gli Orphaned Land sono saliti per la prima volta su un palco sloveno e si sono dati da fare per presentare il disco ancora attuale The Never Ending Way of ORwarriOR. Gli israeliani sono stati un’aggiunta interessantissima ed esotica al tour Forging Europe: l’unico mix di metal progressive con elementi folk ed etnici orientali prometteva un’esperienza varia. Ci ha pensato già il cantante della band, Kobi Farhi, avvolto in una tunica bianca, che ha tenuto a precisare di non essere Gesù Cristo, mentre gli Orphaned Land hanno presentato in tre quarti d’ora buoni brani che vengono per lo più dall’album Mabool e dal disco attuale. Gli Orphaned Land sono saliti sul palco della Cvetličarna con sicurezza e padronanza, ma purtroppo l’esperienza è stata rovinata da un suono pessimo. Batteria e basso hanno coperto del tutto chitarre e voce, e per giunta tutti gli elementi etno/folk erano su base registrata. Nonostante il suono pessimo, gli Orphaned Land hanno tirato fuori un bel live: entusiasma soprattutto l’unico Kobi, frontman con una capacità eccezionale di alternare voce pulita e growl, e il chitarrista Yossi Sassi, carismatico, energico e sempre sorridente. Spero davvero che gli Orphaned Land abbiano presto da noi l’occasione per un esame di riparazione con un suono molto migliore, magari con qualche strumento etnico suonato dal vivo e perfino con la cantante Shlomit Levi, che accompagna regolarmente la band nei concerti in Medio Oriente.

All’ora annunciata si sono finalmente spente le luci e sul palco della Cvetličarna sono saliti uno dopo l’altro i membri della band finlandese Amorphis, che sull’intro acustico registrato di Skyforger hanno preso i loro posti, imbracciato gli strumenti e per un’ora e un quarto ci hanno srotolato davanti la terra dei mille laghi. Molti hanno un’opinione contrastante sulla produzione attuale degli Amorphis, ma ai finlandesi non si può proprio negare un livello di qualità eccezionale lungo tutta la carriera, anche se a parecchi fan dell’old school va di traverso l’influenza sempre minore del death metal e la scrittura di pezzi sempre più “radio friendly”. Gli Amorphis, pur con una musica sempre più morbida, vivono una loro evoluzione tutta personale, che nel 2010 con il tour Forging Europe li ha finalmente portati anche da noi. Con il primo riff suonato gli Amorphis ci hanno spalancato le porte del mondo dell’epopea nazionale finlandese, il Kalevala, che cantano nella maggior parte dei loro testi, e così per un’ora e mezza ci hanno portati in un mondo di magia, fantasia e incantesimi. Aggettivi che brillano forte e prendono vita nella loro luce tutta particolare quando gli Amorphis sul palco si trasformano nei personaggi del Kalevala. Con il primo terzetto di pezzi gli Amorphis ci hanno ricordato il disco ancora attuale Skyforger, e poi abbiamo assistito a una scaletta costruita con abilità, fatta di hit del periodo più recente, di vecchi classici che hanno fatto tremare il cuore a gran parte del pubblico, e senza mancare nemmeno qualche dolce sorpresa. Qualunque epoca esplorassero i finlandesi, l’intensità del concerto non è calata nemmeno per un attimo, e il merito va soprattutto alla prestazione eccellente del frontman Tomi Joutsen, che è riuscito a creare un contatto autentico con il pubblico, pur senza dover pronunciare più di cinque frasi. Ma che frontman è, se non ha anche una bella voce? Proprio qui gli Amorphis hanno fatto un colpaccio colpo da mjolnir, quando dopo l’addio di Pasi Koskinen l’hanno rimpiazzato con Tomi. Un cantante alto un metro e un ćevap compensa l’altezza con una voce splendida, che funziona alla grande sia nelle parti pulite e malinconiche sia nei ritornelli epici, e quando Tomi ci piazza pure un growl brutalmente animalesco, la mascella te la vai a cercare da qualche parte per terra. Si è sentito benissimo nel classico antico Exile of the Sons of Uisliu dal debutto The Karelian Isthmus, e a quel punto non puoi fare a meno di desiderare uno sfruttamento ancora migliore di questo growl fenomenale, magari spolverando anche demolitori come Misery Path, Black Embrace o The Lost Name of God. Sarebbe stato davvero bello sentire ancora qualche pezzo dei dischi di culto Tales From the Thousand Lakes ed Elegy, ma allora gli Amorphis sarebbero dovuti restare sul palco un’ora o due in più. Eppure agli Amorphis è riuscito, in un’ora e un quarto, di stregare il pubblico sloveno con pezzi in cui una volta ti spacchi il collo a dovere, un’altra ti godi l’atmosfera unica e ti sgoli (Magic & Mayhem, hehe). Stavolta la critica può andare solo a un suono un po’ scadente: soprattutto la chitarra ritmica si sentiva malissimo e, almeno all’inizio, erano mixate peggio anche le linee vocali pulite. Anche se la formazione strumentale a cinque si potrebbe liquidare in fretta come piuttosto statica, la band trasmette comunque una sua energia e un carisma particolari, e attraverso la musica una magia senza tempo in cui siamo rimasti intrappolati fino all’ultima nota del finale atteso, ma struggente e fantastico, con la magica My Kantele.

La serata con Ghost Brigade, Orphaned Land e soprattutto Amorphis non cadrà così presto nel dimenticatoio e resterà un bel ricordo. Un concerto come questo, con una buona affluenza, è un bel monito per gli organizzatori di casa: siamo stufi dell’ennesimo concerto di Korpiklaani, Amon Amarth e altre band stra-masticate. Bello invece leggere la notizia che una nuova occasione per ritrovare gli Amorphis arriverà già al Metalcamp 2011. Ci vediamo!

Foto: Nina Grad

Il reportage è nato dalla collaborazione tra Rock Hard Slovenija e RockLine!

Scaletta

GHOST BRIGADE:
1.Deliberately
2.My Heart Is A Tomb
3.Into The Black Light
4.Lost In A Loop
5.Suffocated
6.22:22 – Nihil
7.A Storm Inside

ORPHANED LAND:
1.In Thy Neverending Way (Epilogue) 2.Barakah
3.Sapari
4.Birth of the Three (The Unification)
5.Olat Ha’tamid
6.From Broken Vessels
7.Ocean Land (The Revelation)
8.The Kiss of Babylon (The Sins)
9.Norra el Norra (Entering the Ark)

AMORPHIS:
1. Skyforger
2. Sky Is Mine
3. From the Heaven of My Heart
4. The Smoke
5. Better Unborn
6. Song of the Troubled One
7. Exile of the Sons of Uisliu
8. Silent Waters
9. Alone
10. My Sun
11. Silver Bride
12. Black Winter Day
– BIS –
13. Into Hiding
14. House of Sleep
15. My Kantele

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