WinterStrike festival IV (2011)

0 12

Autore: Urban Bolta

Luogo: Kompleks / Ravne na Koroškem / Slovenia
Data del concerto: 27.01.2011
Numero di spettatori: 130
Prezzo del biglietto: 7€ (con prenotazione) / 10€ (senza prenotazione)

L’anno è volato e rieccoci al primo mese di quello nuovo. Il solito letargo concertistico di gennaio, come al solito, si è risvegliato nella seconda metà del mese, quando in programma c’è tradizionalmente anche il WinterStrike festival carinziano, che stavolta è arrivato alla quarta edizione di fila. I ricordi dell’avventura invernale dell’anno scorso sulla tratta Lubiana – Ravne na Koroškem sono ancora vividi: quel pomeriggio prima del concerto era venuta giù una quantità enorme di neve e di conseguenza anche l’affluenza era stata sotto le aspettative. Quando io e Aleš ci siamo rimessi in marcia sulla strada ormai nota, tra le interminabili curve carinziane, stavolta per fortuna ad accompagnarci c’era un meteo clemente.

Ogni anno il WinterStrike festival mette in cartellone una selezione dei nomi più caldi della scena slovena, con un occhio di riguardo ai generi più aggressivi del metal. Stavolta a fare da headliner erano i Negligence, che nel 2010 hanno piazzato un colpo grosso con l’uscita del loro secondo disco per la rinomata Metal Blade. Il cartellone originale era completato da The Scourge, Dalkhu, Keller e Vigilance, ma i The Scourge, per la rottura con il batterista due settimane prima del concerto, hanno dovuto rinunciare. Come se non bastasse, appena un giorno prima di venerdì si sono defilati per malattia anche i Keller. Il taglio drastico della line-up ha costretto gli organizzatori a cercare un sostituto in tempi record: l’hanno trovato, ma il nome non l’hanno svelato fino all’ultimo. Beh, mano sul cuore, diciamo piuttosto che il nome del sostituto era solo un segreto di Pulcinella, eheh.

A salire per primi sul palco sono stati i Vigilance, nuova incarnazione heavy metal di Postumia guidata da Giga, ex chitarrista dei Rager. Vestiti in pieno stile retrò, con pantaloni di spandex sopra la braghetta e gli “high top” sotto, hanno messo subito in chiaro che i Vigilance navigano nelle acque dell’heavy/speed metal old school. Una presenza scenica vivace, strappi sui riff, riffeggiare spalla a spalla su strutture di brani dall’impianto melodico: tutto questo ha attirato sotto il palco i fan del metal classico. Visto che quella carinziana era appena la seconda esibizione in assoluto per i Vigilance, non si può certo fargliene una colpa se non sono ancora rodati: sezione ritmica e chitarra suonavano ognuna nel proprio mondo, ma niente paura, a furia di prove piene di grinta questo scollamento da principianti sparirà col tempo. La band è ben consapevole di quanto conti l’immagine complessiva del proprio show, e infatti spende un sacco di energie sulla messa in scena, sulle coreografie del duo di chitarre e su un’attitudine carica. Nello stile degli anni d’oro dell’heavy metal britannico, il quartetto di Postumia ha sfrecciato a velocità della luce tra i primi pezzi originali e i classici del trio britannico Maiden / Saxon / Priest fino alla fine del primo atto della serata, che ha ricaricato le batterie per il proseguimento di una serata variegata. Lunga vita all’heavy metal!

Il sostituto per le due defezioni risponde al nome di Scepsis. Si tratta di un side project dei membri di Thraw & Wartune, che suona ogni tanto, una o due volte l’anno, ed è pensato esclusivamente per il puro divertimento nel tempo libero dei suoi membri, visto che non scrivono musica propria. I padroni di casa hanno radunato sotto il palco della sala del Kompleks la folla più numerosa dell’intera serata e l’hanno intrattenuta con i più grandi trionfi del metal dal taglio più estremo. Esecuzioni precise al millimetro delle versioni in studio di Sepultura, Death, Slayer e altri giganti del thrash/death metal hanno confermato ancora una volta il quartetto formato da Tilen (basso), Ozzy, Doman (entrambi alla chitarra) e Bubba (batteria) come musicisti tecnicamente preparatissimi.

Terzi sul palco sono saliti i blackster Dalkhu, anche loro di casa da queste parti, nella Carinzia di casa nostra, e così le prime file si sono riempite già poco dopo l’inizio con i fan più fedeli della band, anche se, complice il sound estremo, la sala concerti non scoppiava come prima di loro per gli Scepsis. I Dalkhu sono al momento uno dei nomi più caldi della nostra scena metal, visto che hanno da poco pubblicato l’esordio “Imperator” (recensione qui), che comprensibilmente ha costituito la parte principale del repertorio. Il black metal crudo e senza compromessi dei Dalkhu, dal mood spiccatamente atmosferico, tra quattro mura ha acquisito una componente ancora più cupa e ha messo paura nelle ossa a tutti i presenti! Il suono possente della chitarra di Sorg e la voce brutale di Berstuk hanno costruito l’ossatura di un black metal primordiale, resa dinamica dalla sezione ritmica formata da Jurij / Kalki, mentre le fondamenta sonore le ha portate avanti Berstuk con un vero approccio da frontman in stile dei grandi, a dimostrazione che i Dalkhu sono una formazione che, lavorando con questa grinta, in futuro può guardare apertamente al trono del black metal sloveno.

E finalmente è arrivato il momento delle coordinate della confusione! Sul palco sono saliti i campioni sloveni del thrash Negligence e il Kompleks, con il brano Addicted to Agression, ha imboccato una strada senza ritorno! Se il loro show di ottobre sul palco enorme del Kino Šiška (reportage qui) era servito da presentazione in anteprima del nuovo materiale, nel frattempo il nuovo disco “Coordinates of Confusion” si è ormai ben piantato nelle orecchie dei fan della band, e così sotto il palco (come previsto) è scoppiata una vera guerriglia. L’arma più potente dei Negligence sono i riff contagiosi, e nel dispensarli stavolta il duo Jey/Aljo è sembrato molto più convincente che al Kino Šiška; il motivo sta soprattutto nell’approccio più sicuro di Aljo, che nel frattempo si è ormai abituato a stare nella band. Tra i pezzi dell’album attuale e i vecchi Threshold Of Society, Options Of A Trapped Mind e No Brain No Pain, i ragazzi di Jesenice hanno veleggiato per tutto il concerto sulle ali di Alex. Alex si sta facendo strada piano piano, ma con testardaggine e costanza, verso il ruolo di cantante sempre più convincente, mascherando così almeno in parte la mancanza di un carisma che per un frontman sarebbe più che gradito. Il pezzo The Q Box verso la fine, oltre ai soliti marchi di fabbrica dei Negligence, ha servito anche una lunga parte strumentale che, con lo scambio di assoli a raffica, ha sparato fuori ancora una volta tutte le capacità del duo di chitarre. I Negligence hanno portato a casa lo show in modo corretto e professionale e possono essere un esempio luminoso per le band metal slovene e la prova evidente che anche sul lato soleggiato delle Alpi, nell’orto del metal, può crescere qualcosa di commestibile.

Al successo dell’intera serata ha dato un bel contributo chi stava al mixer, perché il suono è stato perfetto per tutto il tempo, come uscito dalla scatola. L’evento è riuscito in pieno, e anche il numero di spettatori rispetto all’edizione dell’anno scorso è praticamente raddoppiato (!!), merito anche di un pullman pieno arrivato in pellegrinaggio nel cuore dei boschi carinziani dall’Alta Carniola.

foto: Aleš Pobrežnik

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie