I trovatori del power metal confermano ancora di essere una delle band metal più grandi del momento! (2011)
Autore: Rok Klemše
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Boogaloo / Zagabria / Croazia
Data del concerto: 28.04.2011
Numero di spettatori: 800
Prezzo del biglietto: 27,49€
I giganti tedeschi del power metal Blind Guardian, arrivati dalla piccola cittadina di Krefeld, nel nord della Germania, dopo un quarto di secolo di carriera non mostrano nemmeno il minimo segno di cedimento o stanchezza. L’anno scorso hanno pubblicato il loro nono album in studio, At the Edge of Time, e con questo, a mio parere, hanno toccato il vertice della loro produzione sinfonico-metal, quella già accennata su Nightfall in Middle-Earth e portata alla perfezione su A Night At the Opera. Questo disco dall’impianto maestoso e pomposo lo stanno portando in giro nell’attuale tour The Sacred Worlds and Songs Divine 2011, che in primavera è entrato nella sua seconda parte. Dopo il concerto di Vienna dello scorso ottobre i Blind Guardian si sono fermati di nuovo nelle nostre vicinanze, al Boogaloo di Zagabria, e il richiamo magnetico dei Blind Guardian è semplicemente troppo forte per lasciarsi scappare una delle metal band più personali e uniche del momento.
Stavolta, prima dei tedeschi, non abbiamo dovuto subirci gruppi spalla tipo gli Steelwing, che l’anno scorso ci hanno martoriato i timpani: come unici a scaldare il palco hanno suonato i padroni di casa, i death metaller tecnici Infernal Tenebra, che però, tra grane al confine (contrabbando di clandestini) e una birra invitante, fresca al punto giusto e a buon mercato nei dintorni della sala, ci siamo purtroppo persi.
Per la prima volta in tutta la loro lunga carriera i Blind Guardian hanno fatto tappa in Croazia e, nonostante la mia previsione – sbagliata – di una sala con 500, 600 persone al massimo, sono entrato al Boogaloo e già all’ingresso mi sono schiantato contro un muro di gente che riempiva il locale fino all’ultimo angolino. Il Boogaloo pieno zeppo ha accolto i tedeschi già con l’opener Sacred Worlds con un’atmosfera e un’energia che ai concerti si vivono raramente – e quel sostegno fragoroso, che ha quasi portato via il tetto, non è calato fino all’ultima nota della conclusiva Mirror Mirror. Durante il tour i Blind Guardian suonano esclusivamente davanti a locali sold out e anche stavolta non è andata diversamente, quando per la prima volta in carriera hanno salutato il pubblico di Zagabria con la potenza epica dell’opener del nuovo disco, Sacred Worlds. Ti vengono i brividi da soli lungo il corpo quando dalle casse esplode l’intro sinfonico e bombastico e i membri della band prendono posto. E dal palco si sente davvero che la formazione è rimasta praticamente invariata fin dall’inizio, con l’eccezione del posto dietro le pelli, dove nel 2005 Frederik Ehmke ha sostituito Thomen Stauch: da ogni singolo musicista sul palco emana una positività speciale, che i Blind Guardian traducono in linguaggio musicale in modo fantastico da così tanti anni. L’occhio si ferma subito sul carismatico frontman, l’insostituibile Hansi Kürsch, che con degli ottimi discorsi tra un pezzo e l’altro (per fortuna il concerto non si è svolto in un paese di lingua tedesca e abbiamo avuto tutti gli interventi serviti in un inglese fluente) ha tenuto insieme alla grande i silenzi tra i brani e con la sua voce potente e corale ci ha fatto rizzare i peli per tutta la serata. Hansi è davvero in forma vocale smagliante: non c’è più quella voce graffiata che lo tormentava fino a un anno o due fa, la limpidezza del suo timbro è perfetta, e durante i passaggi strumentali non beve più nemmeno gli intrugli per le corde vocali, ma resta sul palco tutto il tempo. Un po’ di aiuto dal mixer, visibile e udibile, lo riceve solo nei passaggi più alti, quando lo aiutano a spingere la voce nei registri più acuti, ma per il resto Hansi dal primo all’ultimo minuto offre una prestazione di altissimo livello e basta. E quando nei ritornelli fenomenali e indimenticabili si uniscono a lui, alla maniera dei Queen, altri quattro coristi e un pubblico da mille teste che si prende ogni singolo verso direttamente dalla bocca di Hansi, il risultato può essere solo l’unica, inimitabile magia dei Blind Guardian. Chi ha visto anche solo un concerto dei tedeschi sa esattamente di cosa parlo! Ma l’esplosivo gioco vocale non sarebbe niente senza l’eccezionale quintetto strumentale, preciso come solo i tedeschi sanno essere, che ha costruito un’atmosfera straordinaria e trasmesso potenza epica, con in testa il mago della chitarra Andre Olbrich. Andre, in duetto con Marcus Siepen, si è occupato dell’inconfondibile tremolo-sega alla Guardian, e da solo ha sfoggiato la sua maestria negli assoli spettacolari, che porta a casa come niente fosse, anche se un attimo prima era impegnato con i pomposi cori. Il bombardamento a cannonate di Ehmke all’inizio sporgeva ancora parecchio dal sound e inghiottiva gli altri strumenti, ma poi per fortuna si è assestato, lasciando più spazio anche alle parti atmosferiche di tastiera sotto le dita di Mi Schüren, la cui sfuriata sui tasti è sempre bella da vedere. In un vortice del genere ti accorgi fin troppo presto di essere già ai bis, che i Blind Guardian in questo tour aprono con l’incredibile epopea dal sapore orientale (una novità assoluta anche per i Blind!) Wheel of Time, per proseguire con il sempre magico canto bardico, The Bard’s Song – In the Forest. E non importa minimamente quante volte tu abbia già vissuto in questa parte acustica il canto corale tra band e pubblico: ogni volta ti viene la pelle d’oca quando arriva questo momento del concerto. Una grossa sorpresa i Blind Guardian l’hanno regalata continuando con la “saga bardica” e suonando anche la sua seconda parte, The Bard’s Song – The Hobbit, che parla degli “eroi preferiti” di Hansi. La chiusura classica è stata, come sempre, la conclusiva Mirror Mirror. A parte rare eccezioni – una è stata l’ottimo schiacciasassi speed metal Traveler in Time – stavolta i Blind Guardian hanno proposto una scelta di brani piuttosto prevedibile, ma visto che era la loro prima visita dai nostri vicini, c’era da aspettarselo.
I Blind Guardian hanno mostrato e confermato ancora una volta che anche dopo venticinque anni di attività sono in forma smagliante! La magia è ancora viva e da un concerto dei tedeschi esci sempre con una sensazione positiva nel cuore. Oso dire addirittura che i Blind Guardian sono probabilmente l’unica band in questo momento capace e degna di raccogliere il testimone quando giganti del calibro di Judas Priest e Iron Maiden andranno in pensione. Con l’aiuto dello straordinario pubblico croato i Blind Guardian hanno messo a segno un altro di una lunga serie di concerti indimenticabili, ma da egoista continuo a sperare di poterli rivedere presto da noi in un vero show da headliner in una sala.
foto: Aleš Podbrežnik
Il report è nato dalla collaborazione tra la trasmissione RockLine e Rock Hard Slovenija.

Scaletta
1. Sacred Worlds 2. Welcome To Dying 3. Nightfall 4. Fly 5. Time Stands Still 6. Turn The Page 7. Lord Of The Rings 8. Tanelorn 9. Traveler In Time 10. Valhalla 11. Imaginations From The Other Side —bis— 12. Wheel Of Time 13. The Bard’s Song – In The Forest 14. The Bard’s Song – The Hobbit 15. Mirror Mirror
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