Spirits In The Night con i Manfred Mann’s Earth Band a Feldkirchen (2011)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Stadtsaal / Feldkirchen / Austria
Data del concerto: 26.05.2011
Presenze: 1300
Prezzo del biglietto: 32,60€ / 40,50€
I Manfred Mann’s Earth Band sono una di quelle reliquie del rock le cui radici affondano nelle origini stesse del genere. Il capobanda Manfred Mann ha costruito il suo nome durante tutti gli anni Sessanta con la formazione omonima, già allora celebre per le sue interpretazioni dei brani di altri. Quando però, a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, ha dato vita ai Manfred Mann’s Earth Band, il mondo si è ritrovato tra le mani un vero eccentrico, in un’epoca in cui il genio creativo e l’ispirazione autoriale venivano premiati e incoraggiati come si deve.
Negli ultimi anni i Manfred Mann’s Earth Band sono ospiti fissi dei palchi europei. Nei paesi di lingua tedesca le loro visite sono sempre accompagnate da un sostegno fortissimo del pubblico, che accorre a spingere la band ai concerti in numeri più che generosi. Sono date che di regola riempiono sale da mille posti e oltre.
Feldkirchen non è esattamente una tappa frequente per le scorribande concertistiche europee della ciurma di RockLine, ma la località è simpaticissima e comodissima da raggiungere: da Lubiana ci vogliono appena un’ora e venti di viaggio, solo andata. Io e Bojan eravamo già belli lavati quando siamo finalmente arrivati nei paraggi della sala cittadina, in pieno centro. Era uno di quei giorni in cui le nuvole si squarciano senza mezze misure. E meno male che la terra ha finalmente potuto bere a sazietà e che le nostre teste, bollite da tutta l’intensità concertistica di maggio, si sono rinfrescate a dovere.
Il diluvio scatenato non ha fermato in alcun modo il fedele pubblico austriaco, che anche stavolta è venuto a dimostrare il suo sostegno alle leggende. Per questo maggio i Manfred Mann’s Earth Band avevano annunciato solo tre date in Austria. La prima c’è stata in pacchetto con Uriah Heep e Nazareth, il 13.05.2011 a Leoben (reportage di RockLine QUI), poi è arrivata quella di Feldkirchen, e solo un giorno dopo i ragazzi avevano in programma un’esibizione nella periferia di Vienna, all’aperto e a ingresso libero.
A scaldare la sala stracolma ci hanno pensato i campioni locali del blues rock Blues Breakers, guidati dal bonaccione Dieter Themel, un tipo con l’aria da tricheco simpatico. Una formazione di grandissima esperienza, rodata e famosa per la compattezza sul palco e la qualità dell’esecuzione. Per questo, in Carinzia austriaca, è una band molto richiesta, e i promoter locali le offrono volentieri il posto d’onore di spalla a rock band affermate. Dieter Themel e i suoi Blues Breakers hanno coccolato il pubblico con qualche celebre classico della storia del rock, ma soprattutto hanno brillato grazie alla voce, dal timbro denso, virile e succoso, con la giusta dose di grana in gola. Una base che garantisce interpretazioni solide, sicure e competenti. Il quintetto, che non nasconde nemmeno l’uso dell’armonica, si è rivelato una scelta più che azzeccata e perfettamente in tema per i primi tre quarti d’ora della serata a Feldkirchen, ed è stato per questo accompagnato giù dal palco da un fragore di ovazioni.
I Manfred Mann’s Earth Band sono saliti sul palco alle nove in punto. L’atmosfera intima della piccola Stadtsaal, piena zeppa, li ha messi a loro agio alla grande. Accompagnati da luci da cabaret, con qualche faretto tremolante, i vecchi marpioni hanno aperto la serata con la atmosferica Spirits In The Night, facendo salire la tensione con mano maestra, da un morbido intreccio strumentale fino al “crescendo” del ritornello.
Quello che si era intuito a Leoben il 13.05.2011, Feldkirchen l’ha solo confermato. I Manfred Mann’s Earth Band restano un’attrazione da palco affascinante anche nel 2011. Robert Hart è un degno sostituto dell’insostituibile Chris Thompson. Ha quella voce calda e corposa, con un’estensione curatissima, che tiene testa con autorevolezza a ogni posizione. Peter Cox, il suo predecessore, faticava con i registri più alti, mentre Robert Hart li affronta alla grande. L’uomo che si è temprato nei Bad Company dopo l’addio di Paul Rodgers ha dimostrato di essere fatto della pasta giusta e che il suo timbro e il suo stile sono la scelta perfetta per i Manfred Mann’s Earth Band di oggi.
Del resto, fascinazione a pieno regime. Lo spazio intimo è tagliato su misura per eventi come questo, il concerto di perfezionisti del suono, raffinati e maniacali, con una temperatura sul palco sottile e laboriosa. Jazz, ragtime, un bel po’ di retorica blues, spinte folk e riff rock aggressivi. Il tutto infilato in alcuni celebri evergreen di nomi noti, da Bob Dylan a Bruce Springsteen, Hendrix, The Beatles, The Animals,…
I Manfred Mann’s Earth Band hanno suonato così per quasi due ore piene. Allungare gli arrangiamenti in modo contagioso è il loro territorio. Sono maestri nell’intrecciare una serie di spunti improvvisati in una successione che resta melodica, compatta e piacevole da ascoltare. Questa forma regge il confronto con i generi musicali più disparati.
Una curiosità assoluta è stata l’apertura del brano Dancing In The Dark, che è scivolata attraverso le melodie guida stravolte di House Of The Rising Sun (The Animals) e Little Wing (Jimi Hendrix) fino alla melodia appena riconoscibile dell’hit di Springsteen Dancing In The Dark. Un maestro della chitarra fuori dal comune, di vecchia scuola e improvvisatore sui generis, a cui il diavolo di certo non lascia mai a secco le idee: Mick Rodgers si è preso un bel po’ di tempo per un intreccio solista che sapeva fortemente di fantasie ragtime, per poi sbucare all’improvviso (sempre con il finger picking) nella popolarissima Shake Rattle And Roll, che ha rimesso il pubblico in partecipazione, a dettare il tempo del brano a colpi di battimani.
Father Of Day, Father Of Night resta ancora uno dei vertici del concerto dei Manfred Mann’s Earth Band. Un brano condotto da capo a piedi da Mick Rodgers, sia vocalmente sia strumentalmente, che si dispiega nel finale, quando sul palco arriva anche Manfred Mann con le tastiere appese alle spalle e impreziosisce la parte conclusiva con un dialogo solista sui tasti. Verso la fine, come da copione, i ragazzi si sono tenuti in serbo i successi più grandi e hanno portato l’atmosfera del concerto al culmine prima con Blinded By The Light di Springsteen e poi con Davy’s On The Road Again. La sala si è trasformata letteralmente in una sauna finlandese, tanto era il vapore che si respirava alla fine della parte regolare.
Per il bis obbligatorio abbiamo avuto ancora Mighty Quinn, il classico di Dylan, che è sbocciata da un’introduzione birichina di Hey Jude (The Beatles) e in cui, come di consueto, da qualche parte nel finale tra le evasioni solistiche, i ragazzi hanno infilato anche il celebre riff di Smoke On The Water dei Deep Purple.
Il concerto è stato eccezionale. Nemmeno un errore, il suono eccezionale, la chitarra di Rodgers sensibile e dal timbro organico, il suono del moog di Manfred come sempre marcato e incrollabile. Dopo il concerto il pubblico era in ipnosi. Non voleva proprio saperne di lasciare la sala. L’energia positiva era straordinaria. A fine serata la gente si è accampata direttamente al banchetto del merchandising della band, dove, per dire, i vinili sono finiti in un attimo.
Se vi capita di vedere un concerto dei Manfred Mann’s Earth Band annunciato vicino a casa vostra, diciamo in un raggio di 400 km, non esitate nemmeno un secondo ad andarci. Vi ripagherà alla grande. Il concerto dei Manfred Mann’s Earth Band a Feldkirchen è stato stavolta un centro pieno per tutti gli appassionati ardenti di questa band e per tutti i perfezionisti del suono che nel sound devono cogliere ogni singolo dettaglio del quadro costruito dall’interpretazione sul palco. Suonato, ovviamente, tutto senza errori. E così è stato.
foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta
1. Spirits In The Night 2. Castles Burning 3. Martha’s Madman 4. Captain Bobby Scout 5. For You 6. Dancing In The Dark 7. Shake, Rattle & Roll 8. Father Of Day, Father Of Night 9. Don’t Kill It Carol 10. Blinded By The Light 11. Davy’s On The Road Again —bis— 12. Mighty Quinn
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