Si sono rotti i tamburi al concerto di Zoran Mišić al MC Krško (2011)

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Luogo: Mladinski center Krško / Krško / Slovenia
Data del concerto: 28.12.2011
Numero di spettatori: 160
Prezzo del biglietto: 5,00€ (in prevendita) / 7,00€ (la sera del concerto)

Vacanze di fine anno e dicembre in festa: la combo perfetta per l’ultimo concerto del 2011. Stavolta l’onore è toccato a Zoran Mišić e alla sua band, venuti a scaldare il pubblico della Posavje al MC Krško.

Il Mladinski center Krško è ormai da anni famoso come “fabbrica di musica alternativa” e dà modo ai giovani gruppi di mostrare sul palco quello che sanno fare. Dopo la ristrutturazione e la riapertura di luglio 2011 può vantare un ostello giovanile ampliato, nuove sale prove e uno studio di registrazione, oltre a un locale e a una sala completamente rinnovati. Stavolta a inaugurare gli spazi rimessi a nuovo con la sua visita è stato Zoran Mišić, finalista del “supershow” croato “Hrvatska traži zvijezdu” (in italiano: “La Croazia cerca una stella”).

Il grande pubblico conosce Zoran Mišić soprattutto come il concorrente arrivato secondo per un soffio a “Hrvatska traži zvijezdu” nel 2009, dove ha fatto impazzire tutti come eccellente interprete di rocker melodici, croati e non. Con le sue doti vocali versatili, negli ultimi anni raccoglie successi in Croazia e dintorni anche con la sua musica originale, ma nel suo repertorio dal vivo non mancano mai le cover di altri grandi musicisti, a cui Zoran Mišić aggiunge un pizzico di sé e che fa rivivere sotto una luce diversa.

Quando sono arrivato al MC Krško, sia nel locale che in sala era già stipata una marea di teenager in fibrillazione, che si erano prese le prime file davanti al palco. Visto che dell’inizio del concerto non c’era ancora traccia, ci siamo prima rifocillati con l’immancabile birra. Verso le 10 di sera la temperatura in sala ha cominciato a salire, insieme al numero di giovani ascoltatrici e ascoltatori. Finalmente, sulle note di The number of the beast, è salito sul palco il grande Zoran Mišić con il chitarrista Vjekoslav Čuljak, molto più basso di lui, il bassista Dražen Djukić e il batterista Alen Valinčić. Il giovane pubblico ha salutato i musicisti sul palco scandendo a gran voce “Zoki! Zoki” (cosa che ricordava parecchio le ultime elezioni), e Zoki ha attaccato con sicurezza il concerto con i pezzi forti del suo primo album Strah od nepoznatog.

Poco dopo è passato a qualche cover più conosciuta e ci ha invitati a partecipare: tutti insieme abbiamo cantato Highway to hell e Immigrant song, poi Zoran è tornato a presentare i suoi pezzi. Nei concerti la cosa più bella è ovviamente qualche sorpresa inaspettata, e anche stavolta non abbiamo dovuto aspettare molto. Durante Vodi me, in cui il batterista faceva anche i cori e dimostrava che le sue doti canore non arrivano nemmeno alla punta dei piedi di Zoran, mentre suonava gli si è bucata la pelle del rullante. La breve interruzione del programma e il cambio del rullante non hanno scomposto l’asso della musica croata: accompagnato da basso e chitarra e con il boato del pubblico, ha cantato l’hit di Opče opasnosti Jednom kad noč, che non era in scaletta. Poi ancora un po’ di cazzeggio con il successo degli Extreme More than words, finché il batterista è stato di nuovo pronto e tutti insieme hanno attaccato deciso con Would (Alice in Chains). Poi è arrivata una bella sequenza di pezzi originali e cover. Abbiamo sentito hit di Deep purple, Down, Majke, Laufer,… La sala ha partecipato sia cantando sia con applausi fragorosi e urla di entusiasmo. Durante il concerto Zoran ha ripetuto più volte di essere felice di essere di nuovo in Slovenia, ha lodato le attrezzature del Mladinski center e ha detto al pubblico di essere grato per tutti gli spazi che il nuovo MC mette loro a disposizione, perché dalle loro parti non ce li hanno. Anche gli altri musicisti sul palco non si sono concessi errori, e il chitarrista Čuljak, con il suo “look da Pantera” e la chitarra signature di Dimebag, la “Razorback”, ha fatto capire di saperci fare anche con i riff più pesanti.  Prima di tutto, però, bisognava accontentare le giovani teenager con il primo singolo Gdje si sad, che la prima fila chiedeva a gran voce fin dall’inizio del concerto. Sono seguiti Rock ‘n’roll degli Zeppelin, Ace of spades dei Motorhead, un’ottima Metallica con Enter sandman e naturalmente i Pantera con Walk. Zoran ha chiuso la prima parte del concerto con il suo ottimo pezzo Dolina suza, poi tutti hanno salutato e lasciato il palco, per tornare dopo circa due minuti e, per il bis, concedersi, vista la simpatia per la musica più dura da parte degli altri spettatori, anche Cowboys from hell dei Pantera, per poi salutare definitivamente con la ripresa del primo singolo Gdje si sad.

Alla fine del concerto l’orologio segnava quasi l’una di notte, e devo dire che è stata una durata più che solida di musica di qualità per un giovane musicista croato. Con la sua voce di valore, la buona scelta dei brani e un’ottima esecuzione, anche Zoran Mišić può aspettarsi di alzare presto l’età media di chi si accalca sotto il palco, se resterà fedele al suo amore per i ritmi più duri. Go, go, Zoki!!

foto: Jože Hvala

Scaletta

1. Moja generacija 2. Izgubljeni raj 3. Hridi samoče 4. Highway to hell 5. Immigrant song 6. Vodi me 7. Would 8. Svoj 9. Are you gonna go myway 10. Hush 11. A ti još plačeš 12. Svijet za nas 13. Mršavi pas 14. Stone the crow 15. Ovo je tvoj dan 16. Man in the box 17. Park 18. Gdje si sad 19. Rock ‘n’ roll 20. Ace of spades 21. Enter sandman 22. Walk 23. Dolina suza —bis— 24. Cowboys from hell 25. Gdje si sad

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