Lezione di power metal a Zagabria (2012)

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Autore: Urban Bolta
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Boogaloo / Zagabria / Croazia
Data del concerto: 05.04.2012
Spettatori: 350
Prezzo del biglietto: 19,00€ / 21,00€

Nuovo album, nuovo tour – così gira il mondo della musica! In giro per l’Europa con un nuovo tour in comune ci sono Primal Fear e Brainstorm, due band nate nella seconda metà dei Novanta, quando il power metal viveva una vera rinascita. Poi è arrivato il decennio scorso, un periodo difficile, in cui sono passate in primo piano band più aggressive che, per inseguire il massimo del volume, hanno messo la melodia su un binario morto. Ma i cavalieri più fedeli del power metal non si sono arresi – hanno continuato a pubblicare album, a crescere nuove generazioni di metallari e ad aspettare tempi migliori. E ce l’hanno fatta. Sia i Primal Fear che i Brainstorm hanno pubblicato da poco nuovi album in studio che, con credibilità, proseguono il cammino tracciato da entrambe le band e dicono a voce alta che restano tra i protagonisti della scena power metal tedesca e, più in generale, europea.

L’ultimo tour in comune di queste due band così affini, tre anni fa, ha girato bello largo da noi, quindi la notizia che Primal Fear e Brainstorm sarebbero arrivati nella capitale croata, a un tiro di schioppo, è stata accolta a braccia aperte. La gioia degli appassionati sloveni di heavy metal è diventata ancora più sincera quando si è saputo che come supporto ci sarebbero stati anche i Lene Kosti. La decisione è stata facile – Zagabria va conquistata!

Nonostante gli annunci di un inizio anticipato, la serata si è aperta »solo« verso le sette con gli heavy metaller tedeschi Palace. Una band in attività da ben due decenni, con sei album in studio alle spalle, l’ultimo uscito lo scorso settembre. I Palace seguono con decisione la scuola dell’heavy metal teutonico e infilano nei loro pezzi compatti armonie in terze. Il gioco a due chitarre, sostenuto da tastiere registrate, costruisce un’atmosfera epica, a tratti quasi claustrofobica, e così al Boogaloo l’aria morbosa non è mancata. Certi riff, con la loro monumentalità semplice, ricordavano i tempi d’oro della scuola Accept, mentre verso le acque del power metal li ha portati il frontman Harald Piller con un cantato gutturale alla Chris Boltendahl (Grave Digger). Un inizio di serata più che decoroso, non c’è che dire!

Come ospiti speciali sono saliti sul palco per secondi i Lene kosti – dopo il concerto con Blaze Bayley di tre settimane fa, per la seconda volta con il nuovo chitarrista Edi Sabljakovič (Forgotten Eden) in formazione. Dr. Evil e compagni hanno aperto con la title track del nuovo album »Penetrator« (la recensione la trovi qui) e ci hanno portati su un treno espresso senza freno a mano! I suoni in mezzo al locale non erano i migliori e si sono sistemati un po’ solo con The Cage, dove il frontman Milan ha messo in mostra un bell’arsenale vocale. La sua presenza scenica ha fatto la differenza! Mentre il resto della band difendeva gelosamente il proprio angolo di palco, Dr. Evil si è impossessato del palco con successo e, forte di una personalità carismatica, ha spronato le prime file a partecipare. Nel locale si era radunato praticamente tutto il pubblico, che ha seguito la band e le ha dato nuova carica con urla di sostegno – cosa che la maggior parte delle band di supporto a concerti come questo può solo sognarsi. Il ritmo a razzo è andato avanti con Russian Girl e Iron Dragon, le uniche due dell’esordio »Do or Die« finite nella scaletta. A chiudere la mezz’ora insieme ci ha pensato il singolo di impatto Refuse to Die, e così è finito un set in cui i Lene kosti si sono presentati con un nuovo look. Un’immagine che, con l’addio di Giovanni Kavaš, ha perso il marchio di formazione boogie heavy metal e si è avvicinata al linguaggio della scuola power metal tedesca. Se ti piace o no, giudicalo tu.

Le lancette correvano ed è arrivato il momento dei Brainstorm, quintetto power metal tedesco che fin dalla fondazione ha la coppia di chitarristi Torsten Ihlenfeld e Milan Lončarić; la vera rinascita per i Brainstorm è arrivata con l’inizio del nuovo millennio, quando a rinforzare le fila è arrivato il cantante Andy B. Frank. Rockline li aveva visti dal vivo per l’ultima volta al Bang Your Head!!! dello scorso anno (il report lo trovi qui), ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, portando nel campo dei Brainstorm anche un prodotto freschissimo, intitolato »On The Spur Of The Moment« (la recensione la trovi qui). Per questo tour i tedeschi hanno infilato in scaletta ben quattro pezzi del disco, segno di una fede granitica della band nella qualità dell’album. E hanno ragione! In The Blink Of An Eye e Temple Of Stone si sono inserite già nella parte iniziale del set alla pari con il materiale più vecchio e hanno scaldato il Boogaloo alla giusta temperatura. L’atmosfera, nonostante il locale mezzo vuoto, era sorprendentemente calda, e il suo mattoncino l’ha messo anche la trasferta di qualche decina di fan arrivati dalla Slovenia – dalla prima fila fino alla console del mixer, il pubblico affamato di power metal mangiava letteralmente in mano ad Andy Frank, frontman con la F maiuscola! Frank a ogni concerto sputa fuori fino all’ultima goccia di sudore e lascia il cuore sul palco con una dedizione evidente, ed è per questo che i Brainstorm sono una vera delizia dal vivo! Frank ha sfruttato ancora una volta alla grande le sue doti vocali e ha usato con generosità tutta la sua estensione. Nei ritornelli di solito alzava la voce dai registri medi verso quelli alti, presentando in modo efficace pezzi come Shiver e Shadowland. Ha avuto il suo momento anche il chitarrista sul lato destro del palco: Milan Lončarić ha infatti radici croate, e così, rivolgendosi al pubblico nella lingua di casa durante il set, ha gettato altra benzina sul fuoco di un’atmosfera già ottima. L’implacabile marcia attraverso riff dalla melodia rifinita si è chiusa con Highs Without Lows (»Soul Temptation«, 2003). Con un’esecuzione perfetta, i Brainstorm hanno lanciato il guanto di sfida ai protagonisti della serata, ma purtroppo la loro attuale notorietà nel mondo power metal è probabilmente anche il loro punto d’arrivo – se non fosse così, un posto più importante al sole se lo sarebbero guadagnato da un pezzo.

Le lancette hanno continuato a correre mentre i responsabili preparavano il palco per il nome principale del tour – la macchina da guerra heavy metal tedesca Primal Fear, che molti considerano la copia continentale dei Judas Priest (si parla ovviamente del periodo da »Painkiller« in poi). E come non pensarlo, visto che dopo l’addio di Halford il frontman Ralf Scheepers era già praticamente alla porta dei Priest, ma alla fine l’occasione della vita se l’è presa Tim »Ripper« Owens. Scheepers ha cercato un’alternativa fondando una nuova band – insieme a Mat Sinner ha dato vita ai Primal Fear, dove ancora oggi sono il cuore creativo e operativo.

Su un’intro registrata i musicisti si sono sistemati sul palco e hanno aperto il concerto con Strike, per poi continuare a testare la familiarità del pubblico con il materiale nuovo di zecca con il pezzo successivo, Give ‘Em Hell. Stavolta il duo di chitarre era diverso – per impegni familiari lo svedese Magnus Karlsson ha saltato questo tour, e al suo posto è subentrato il greco Constantine, che si è affiancato al collega più anziano Alexander Beyrodt. Il ragazzo si è trovato bene nel nuovo ruolo, con qualche concerto alle spalle all’inizio del tour si è già liberato dell’ansia da principiante, e così senza grossi problemi è riuscito ad accelerare il battito cardiaco di gran parte dei presenti! Nuclear Fire e Seven Seals, sulle ali di condizioni sonore molto buone, con gli strumenti ben bilanciati, hanno tirato fuori il massimo dai ritornelli melodici e coinvolto le prime file. Ma attenzione, anche i Primal Fear si sono serviti di tastiere registrate, perdendo un pizzico di carica d’adrenalina. Pazienza! L’intensità dell’ingranaggio power metal non è calata neanche con il pezzo successivo, Black Sun. L’uscita dal brano ha portato l’assolo di batteria di Randy Black e, con esso, un momento di pausa per gli altri membri della band.

Il concerto è entrato nella seconda parte, ma Scheepers, protagonista assoluto del palco, non ha mollato di un centimetro! Il tipo raggiunge ancora altezze estreme e con una precisione impressionante passa dai registri medi a quelli alti senza perdere potenza vocale, adattandosi nel frattempo con successo ai pezzi dall’umore più diverso – dalla ballata Where Angels Die fino alla tiratissima Fightning The Darkness. La parte principale del set i Primal Fear l’hanno chiusa, come ci si aspettava, con l’epico assalto Metal Is Forever, lasciando il palco con i sorrisi stampati in faccia. Le richieste a gran voce di un ritorno hanno costretto l’arsenale Primal Fear a rientrare ancora una volta, regalandoci Bad Guys Wear Black e Chainbreaker. Durante quest’ultima è arrivato un grande momento per Milan »Dr. Evil« Krušič, che si è unito sul palco all’amico personale Mat Sinner e compagni e, insieme a Scheepers, ha cantato il ritornello di questo brano dell’esordio dei Primal Fear.

Quattro band, quattro belle esibizioni e un’altra prova che i palati fini del metal non hanno dimenticato la tradizione dell’heavy metal più melodico. Anche se l’affluenza è difficile da descrivere con aggettivi al superlativo, pure il pubblico scatenato ha messo il suo tassello nel quadro di una serata trionfale. Sono contento soprattutto per i nostri Lene kosti, che nonostante avessero le condizioni sonore peggiori tra tutti i gruppi in cartellone sono riusciti a sfruttare un’ottima forma di giornata e a far impazzire i maniaci croati dell’heavy metal.

Scaletta

PRIMAL FEAR:
1. Unbreakable pt. 1
2. Strike
3. Give ‘Em Hell
4. Nuclear Fire
5. Unbreakable pt. 2
6. Seven Seals
7. Black Sun
8. Assolo di batteria
9. Where Angels Die
10. Demons / Angel In Black
11. Metal Nation
12. Fighting The Darkness
13. Final Embrace
14. Metal Is Forever
—bis—
15. Bad Guys Wear Black
16. Chainbreaker

BRAINSTORM:
1. Intro
2. Worlds Are Comin’ Through
3. In The Blink Of An Eye
4. Redemption In Your Eyes
5. Shiva’s Eyes
6. Temple Of Stone
7. Fire Walk With Me
8. Shiver
9. Shadowland
10. Bellow The Line
11. In These Walls
12. All Those Words
13. Highs Without Lows

LENE KOSTI:
1. Penetrator
2. Heavy Artillery
3. The Cage
4. Russian Girl
5. Iron Dragon / Die You Bastard
6. Refuse To Die

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