La nave di Boston approda finalmente anche nel nostro porto (2012)
Luogo: Kino Šiška / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 05.06.2012
Spettatori: 900
Prezzo del biglietto: 29,00€ / 33,00€
Chi l’avrebbe mai detto a inizio anno che ci aspettava un giugno così ricco. Mentre uno dei pochi sloveni di cui in questo momento possiamo davvero andare fieri, Anže Kopitar, con un’armata di Kings alle finali dei playoff dell’hockey insegna l’educazione ai diavoletti del New Jersey, da noi sono finalmente sbarcati i popolari buontemponi di Boston, nonché vicini di casa, Dropkick Murphys. Vero, Boston dista dal New Jersey un 300-400 km, ma per gli standard americani si può dire che Boston e il New Jersey siano porta a porta.
La formazione a sette di musicisti americani con radici irlandesi e scozzesi, che coltivano melodie tradizionali irlandesi con l’aggiunta di ritmi rock e punk, dopo sedici anni di carriera si fa finalmente vedere più spesso dalle nostre parti. La prima volta li avevamo visti a Zagabria (il report lo trovi QUI), ora invece, con il nuovo tour Summer Tour 2012, hanno deciso di far tremare per bene anche il Kino Šiška di Lubiana. E per la nostra gioia, con un concerto tutto loro, perché in questo tour suonano per lo più nei festival rock europei.
https://www.youtube.com/watch?v=QBV7Wu3ggX8
Lo show della serata l’hanno aperto, alle nove meno un quarto e in una sala quasi vuota, The Parkington Sisters, o meglio le sorelle Rose, Nora, Sarah e Ariel Parkington. Vengono dal Massachusetts e anche loro coltivano la musica tradizionale irlandese con spruzzate di country americano. Rose è nota anche come volontaria devota e raccoglitrice di fondi per i bambini malati del distretto di Boston. In segno di solidarietà e a ringraziamento delle donazioni, qualche giorno fa al festival Rock Am Ring a Norimberga si è rasata a zero davanti a una folla da centomila teste. Le sorelle sono state adottate dai Murphys, loro vecchie conoscenze, che se le sono portate dietro in tour. Perché, ci è stato chiaro subito. Le ragazze hanno un bell’aspetto, in più padroneggiano alla grande vari strumenti, con i violini in netta maggioranza. L’esibizione, all’inizio un po’ timida, le ragazze l’hanno fatta crescere in modo fenomenale, e la sala si è riempita sorprendentemente in fretta. Era impossibile non notare quelle belle ragazze, che con le loro interessanti armonie vocali hanno sorpreso tutti i presenti. Hanno qualcosa di speciale. Non c’è da stupirsi, quindi, se i tipi accaldati e già belli carichi (parecchi in kilt scozzese) sotto il palco correvano a rinfrescarsi con la birra. Per un pezzo è salito sul palco con loro anche il bassista dei Dropkick Murphys – Ken Casey, e il set l’hanno condito in modo più che brillante anche con la cover di Ring Of Fire – classico di Johnny Cash. Non capita spesso che il pubblico, a fine set di una band di supporto, urli entusiasta »We want more!«. La prima di una serie di sorprese, come si è visto più tardi…
Dopo i cori di battaglia sempre più forti di chi sotto il palco aveva una gran voglia di far festa, »Let’s Go Murphys, Let’s Go Murphys« verso le 22 in punto dal palco ancora coperto è risuonata la musica tradizionale irlandese, sostenuta da una voce femminile dal vivo. Ricordi delle navi dei poveri e disperati antenati irlandesi e scozzesi che a inizio del secolo scorso salpavano verso la terra promessa. Lo spirito degli avi, pieno di nostalgia e speranza in un nuovo inizio. A me, almeno, è sembrato un omaggio bellissimo agli antenati e alla loro tradizione.
Con il sipario che si alzava ci aspettava un’altra sorpresa. The Parkington Sisters erano infatti rimaste sul palco, e a loro si sono uniti i membri dei Dropkick Murphys. Credo che in quel momento in sala fosse chiarissimo a tutti che ci aspettava una indimenticabile festa a base di birra e allegria. Hanno cominciato con il pezzo botta e risposta ‘Hang ‘Em High’ dall’ultimo album Going Out In Style. Dritto, a tutta, nel loro stile, con suoni di banjo e cornamuse scozzesi. Poi hanno infilato senza pause, come una specie di medley, qualche successo da vari album, come ‘The Gang’s All Here’, ‘Bastards On Parade’, ‘Going Out In Style’. Il primo vero picco della serata è arrivato di sicuro con il brano tradizionale irlandese ‘The Irish Rover’. Il pubblico si è sciolto definitivamente. E in generale va fatto un applauso al pubblico sotto il palco, per lo più giovane, che stavolta era davvero di ottimo umore.
La sorpresa successiva è stata un blocco di tre pezzi che i Murphys hanno suonato in versione acustica: la da noi ben nota ‘The Warrior’s Code’ (dal film The Fighter), che il pubblico sapeva cantare a memoria, ‘Take ‘Em Down’ e Boys On the Docks. Durante ‘The Dirty Glass’ si è unita al canto anche Nora. La parte ufficiale del concerto l’hanno chiusa con il picco successivo, ‘I’m Shipping Up to Boston’.
https://www.youtube.com/watch?v=R0KpMQHt0ic
L’ottimo clima di festa si sentiva dall’inizio alla fine, sia sul palco che sotto. I Murphys stavolta si sono presentati in formazione completa (il concerto di Zagabria era filato senza il cantante Al Barr per problemi di salute) e pure in ottima forma fisica, visto che nella faticosa serie del tour di un mese questa era solo la loro terza data su ventitré in tutto. Al è un membro più che indispensabile della band, perché da frontman ha un carisma più che sufficiente, sostenuto da un vero potenziale vocale, con cui ha fatto alzare in piedi il pubblico presente senza fatica. Il pubblico gli mangiava in mano ed era pronto a scatenarsi dall’inizio alla fine. Più di settecento teste, per lo più giovanissime, il che è in realtà un’altra sorpresa della serie. Un pubblico che non ha deluso e che sapeva cantare la maggior parte dei loro pezzi. Ogni tanto è volata timidamente qualche birra, come d’abitudine, ma senza esagerare. Gli sloveni, invece, si sono messi in luce nello stage diving, quando ogni tanto qualche temerario è salito sul palco a sfoggiare i propri talenti da saltatore. Una vera Planica in miniatura, con distanze sì corte ma stile invidiabile e telemark sorprendentemente buoni – di testa. Vale la pena lodare anche l’impianto audio, che è stato ovviamente un tassello importante del mosaico che ha contribuito allo spettacolo perfetto.
Il bis, ovviamente, era d’obbligo. Casey ha invitato sul palco le ragazze dal pubblico, per cantare insieme ancora il successo ‘Kiss Me, I’m Shitfaced’, e mentre i più coraggiosi e accaldati si arrampicavano sul palco tutti insieme hanno suonato anche ‘Skinhead in the MBTA’. Con più di cento persone sul palco hanno poi chiuso la festa di più di un’ora e mezza con la cover del pezzo ‘T.N.T.’ (AC/DC).
https://www.youtube.com/watch?v=EZ63dbKVpJk
È stata la serata in cui lo Šiška ha tremato per bene. Una serata che ricorderemo ancora a lungo e che vorremmo si ripetesse. Forse ha contribuito anche il bacio tra Venere e Sole nei vivaci Gemelli, che succede molto di rado, ma nell’aria di quel martedì sera si sentivano una giocosità incredibile, energia positiva e magnetismo.
Scaletta
1. Hang ‘Em High
2. Captain Kelly’s Kitchen
3. Sunday Hardcore Matinee
4. The Gang’s All Here
5. Sunshine Highway
6. Bastards On Parade
7. Going Out In Style
8. Which Side Are You On?
9. Forever
10. The Irish Rover
11. Fields of Athenry
12. Do or Die
13. Road of the Righteous
14. Warrior’s Code (acustica)
15. Take ‘Em Down (acustica)
16. Boys on the Docks (acustica
17. The State of Massachusetts
18. The Dirty Glass (con Nora Parkington)
19. Barroom Hero
20. Johnny, I Hardly Knew Ya
21. Citizen C.I.A.
22. Broken Hymns
23. I’m Shipping Up to Boston
———– bis ————
24. Kiss Me, I’m Shitfaced
25. Skinhead On the MBTA
26. T.N.T. (cover degli AC/DC)
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