Helmet sulle ali dell’apocalisse tornano a tuonare al CUK Kino Šiška (2017)
Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data: 01.03.2017
Incredibile come passi il tempo. Non sono passati nemmeno due anni e mezzo da quando i metallari alternativi americani Helmet si erano fatti vedere al CUK Kino Šiška, in tour a suonare per intero il loro album «Betty». Tutto, dalla prima all’ultima nota. Stavolta sono tornati in Europa e di nuovo nella capitale slovena, portandosi dietro materiale fresco di zecca. Lo scorso ottobre è uscito infatti l’ottavo album in studio della band, intitolato «Dead to the World».
Due anni fa o poco più Page Hamilton e compagnia avevano suonato senza gruppo spalla. Stavolta se lo sono portati dietro. Anzi, le radici dei Local H affondano, proprio come quelle degli Helmet, negli anni Ottanta. Oggi la band è un duo, rappresentato dal membro fondatore e originale, il cantante e chitarrista Scott Lucas, e dal batterista Ryan Harding. Una formazione longeva con una serie di album all’attivo, anche se in passato i Local H non sono sempre stati un duo. Lo show di questi due musicisti esperti e armati fino ai denti di energia, che sotto i riflettori della sala piccola del Kino Šiška si sono dannati l’anima sudando ettolitri, ha conquistato subito per la grinta, tra riff pesanti che rotolavano come macigni e Ryan che lasciava a bocca aperta con una furia indomabile ai limiti dell’animalesco, mentre menava senza pietà sui piatti e sul resto della batteria. Lucas ha tirato su un muro sonoro affilatissimo, valanghivo, pieno di riverbero e di sporcizia, che si gonfiava tra le sfuriate indomabili delle frasi di chitarra, mentre lui completava lo spettacolo con un’esecuzione vocale pazzesca. Alternative rock con la premessa di un ruvido garage sporco, in cui chi quella sera non stava attento in sala rischiava di restare tramortito senza fatica.
Gli Helmet si sono presentati con la stessa formazione dell’ultima visita al Kino Šiška, nell’ottobre 2014. Anche se la scaletta era dedicata soprattutto ai nuovi pezzi di «Dead to the World», il quartetto non si è fatto pregare per condire il repertorio anche con brani più vecchi, in particolare quelli dei primi quattro album, oggi di culto, della loro carriera. Nella musica degli Helmet ci senti dentro un sacco di cose, ma la cosa bella è che ben pochi gli assomigliano, se non nessuno.
Perché gli Helmet sono così apprezzati anche oggi, come ha confermato il Kino Šiška stracolmo, con tanto di italiani nelle prime file, particolarmente carichi durante il concerto? Per Hamilton, ovviamente. Mica da ridere essere un chitarrista così speciale e stratificato da farsi scegliere come membro della propria band di accompagnamento da sua maestà David Bowie in persona.
Page ha fatto capire già dal suo ingresso sul palco che chitarrista eccezionale può essere, scaldando le dita con variazioni soliste dai colori jazz. Poi la band ha tuonato all’unisono in Give It. Un rimbombo mostruoso di riff d’acciaio incattiviti e di sporcizia estrema che si liberava all’improvviso nella sala: dovevi seguirlo più o meno dal centro, oppure dal centro verso il palco. Ipnosi! All’estrema destra o sinistra potevi rimanere sordo per un attimo, tanto i monitor sparati sputavano decibel a profusione. Hamilton in un attimo usava una voce bella, pulita, vagamente mistica, e un attimo dopo si trasformava in un invasato che, con la rabbia della sua poesia, ruggiva gutturale e nasale contro la svalutazione dell’individuo in questa società, e in ultima analisi civiltà, crollata da tempo. Strato dopo strato, rinforzato anche dal contributo del chitarrista ritmico Dan Beeman e da una sezione ritmica estremamente vivace e movimentata, a tratti ispessita da momenti di groove, sopra la quale vegliavano riff in sincope. A tratti ipnotico, anche inquietante e straniato, poi di nuovo ravvicinato con la dolcezza di finezze sottili. Postapocalisse e catarsi, quella sera, in compagnia degli Helmet, sono finalmente cominciate!
autore: Aleš Podbrežnik
foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta:
- Beauty / Give It
- Life or Death
- Birth Defect
- Broadcast Emotion
- Bad News
- Enemies
- Drunk In the Afternoon
- I Love My Guru
—bis— - On Your Way Down
- Welcome to Algiers
- Red Scare
- Life Or Death (slow)
- Wilma’s Rainbow































