Brutalità par excellence, ma non per tutti! (2013)
Luogo: Lubiana / Channel Zero / Slovenia
Data del concerto: 12.11.2013
Numero di spettatori: 25 – 35
Prezzo del biglietto: 20 € / 24 €
Invece della brutalità promessa, la serata di martedì rischiava di finire presto in modo mesto: la polizia austriaca aveva fermato al confine il furgone con il materiale »backline« necessario per l’esibizione dell’intero tour package di band: Morthem, Beheaded, Internal Bleeding e Disgorge. Dopo un’ora buona di attesa, l’arrivo del furgone ha finalmente spazzato via l’incertezza dei presenti, e il concerto è partito, anche se con un po’ di ritardo.
Andiamo con ordine – ironia della sorte, a salire per primi sul palco sono stati gli austriaci Morthem, e se prima dell’inizio stavamo ancora dicendo che di sicuro ne avremmo sentite di cotte e di crude sulla loro polizia, già dal pezzo d’apertura ci hanno tolto quel pensiero dalla testa. I cinque che formano i Morthem si vedono come cinque dita che, insieme, in un pugno stritolano tutto e tutti quelli che si trovano davanti. E la loro esibizione è stata proprio così: tesa, veloce, fragorosa. Da primi sul palco hanno alzato parecchio l’asticella della serata, ed era chiaro che per le band successive sarebbe stato difficile raggiungerli o addirittura superarli.
I primi a non riuscire a centrare lo standard fissato sono stati i Beheaded. Visto che avevamo assistito ai lunghi preparativi del batterista, è arrivata la delusione, perché tutto suonava monotono e senza picchi di sorta. Era evidente però che anche a lui qualcosa non andava giù, visto che continuava a sbirciare dietro la tenda del backstage e a confabulare o a lamentarsi tra un pezzo e l’altro, chi lo sa. La musica, che dovrebbe essere una fonte di energia, è diventata un buco nero che l’energia la risucchiava, lasciandomi indifferente e stanco.
Lo standard l’hanno invece superato alla grande gli Internal bleeding, vecchie volpi che, con qualche pausa, vanno avanti dal 1991 e che insieme ai Suffocation molti indicano come i padri del cosiddetto »slam death metal«. Nella loro musica si sente il groove di New York, che le band di tutto il mondo si sforzano di copiare, senza grandi risultati. “O sei newyorkese o non lo sei!” Il frontman Keith DeVito ripete più volte che la loro musica è “New York style” e si aspetta un casino selvaggio sotto il palco. Si vedeva che si aspettavano molto dal pubblico sloveno scatenato, di cui però, purtroppo, non c’era traccia. Abbiamo avuto solo un piccolo circle pit, che ha fatto spuntare un sorriso sulla faccia dei membri della band. Il grande applauso finale ha comunque fatto capire loro che, nonostante il pubblico tranquillo, avevano raggiunto il loro scopo e accontentato i presenti.
Visto che era una serata di alti e bassi, con l’esibizione dei Disgorge l’onda è tornata a scendere negli abissi. L’energico frontman Angel Ochoa e gli altri membri, tutti saltellanti e scatenati nello slam, non hanno convinto né me né qualcun altro, perché come per i Beheaded, tutto suonava gracchiante e monotono. Erano solo le mie orecchie a essere stanche e quindi incapaci di reggere la brutalizzazione grind che ci hanno servito?! Non lo so. Spero però che gli altri presenti siano stati più soddisfatti di me.
La serata in sé è stata comunque una bella dose di brutalità, anche se tutti avremmo voluto più pubblico e più sostegno per questo genere. Purtroppo le mode musicali di oggi puntano sull’ascesa di band istantanee che crescono a razzo e copiano i pionieri del massacro di batterie, mentre ci si dimentica di chi ha portato per primo grind e death sulla scena. Spero con ottimismo che un giorno i giovani daranno una chance anche ai pionieri del death metal, così che l’età media del pubblico sia 20 e non 30+ anni. E allora saremo ancora di più a godercela nei piccoli club che regalano sensazioni di prima classe ascoltando questa musica.
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