Status Quo: il gran finale di una grande storia! (2014)
Autore: Urban Bolta
Foto: Urban Bolta
Luogo: O2 Arena / Dublino / Irlanda
Data del concerto: 12.04.2014
Spettatori: 14.500
Prezzo del biglietto: da 54€ in su
Oggi noi fan della tradizione rock classica non ci ritroviamo a piangere solo ogni anno, ma ormai ogni mese, anzi ogni settimana, per le notizie dell’addio di musicisti e band che decenni fa hanno posato le fondamenta della storia del rock. Da questo punto di vista, noi appassionati più giovani siamo qui a raccogliere le ultime briciole dei dinosauri sopravvissuti del genere, e tra qualche anno ci mancheranno da morire. Proprio oggi il mondo ha ricevuto la notizia che gli AC/DC si ritirano dopo quarant’anni. Ehi, ma il pianeta Terra può davvero esistere senza di loro?
Tra i vecchietti del rock che ancora scalciano ci sono gli Status Quo, leggendari boogie rocker britannici le cui radici affondano nei lontani anni Sessanta. Gli Status Quo hanno toccato l’apice commerciale nella prima metà dei Settanta e, nel corso dell’intera carriera, sono addirittura la band di maggior successo di sempre sul suolo britannico per numero di singoli nella top 20: in questa statistica hanno superato persino i Beatles e i Rolling Stones. Esiste un dato che incuta ancora più rispetto?
La scorsa primavera, dopo ben trent’anni, gli Status Quo si sono riuniti nella formazione classica con Francis Rossi (chitarra, voce), Rick Parfitt (chitarra, voce), Alan Lancaster (basso, voce) e John Coghlan (batteria) e hanno portato a termine un tour in patria accolto alla grande, il cui successo li ha convinti a ripeterlo quest’anno. A marzo e ad aprile si sono quindi rimessi in marcia per un giro più breve nella classica formazione »frantic four«, e il tour si è chiuso sabato scorso nella più grande arena coperta d’Irlanda, la O2 Arena di Dublino, che ospita quasi 15.000 spettatori. Un motivo più che valido per esserci anch’io! C’è forse qualcosa di più bello che assistere al concerto di leggende della musica nel loro ultimo show in formazione classica di sempre, e per di più, come ciliegina sulla torta, su un terreno dove sono da sempre popolarissimi?
Ma partiamo dalle abitudini concertistiche degli irlandesi. Qui gli eventi live seguono una tabella di marcia stabilita in anticipo. Alla lettera, senza eccezioni. Quando la coppia di sloveni è arrivata davanti all’Arena, l’atmosfera era sospettosamente tranquilla. Ovvio: la marea di gente aveva già riempito da un pezzo il palazzetto a est del centro città, e fuori c’eravamo rimasti solo noi, gli ultimi ritardatari. La O2 Arena si trova vicinissima al ponte Talbot, dove a metà anni Ottanta gli U2 girarono il video di Pride (In the name of Love), e quando siamo entrati, alle otto e mezza di sera, gli Status Quo stavano già servendo al pubblico sold out una vera cena a base di rock’n’roll!
Il batterista John Coghlan, al momento della reunion dell’anno scorso, aveva detto che la vecchia alchimia era tornata e che si stavano divertendo un mondo. Ed è proprio la voglia di divertirsi che li ha rimessi insieme un’ultima volta! I vecchietti sul palco hanno affrontato il concerto in totale scioltezza e, con vere capriole da palcoscenico e il sorriso stampato in faccia, hanno veleggiato attraverso il loro materiale classico, ovviamente con il sostegno rumoroso e costante di un pubblico per lo più già di lunga data.
Anche se ha perso da anni il suo celebre codino, il signor Francis Rossi, capelli grigi, ha governato la barca con leggerezza da piuma, realizzando quasi alla lettera i versi del pezzo suonato nella prima parte del concerto, Most Of The Time »May I be younger most of the time…«. Come ormai d’abitudine con gli Status Quo, Rossi ha ceduto una fetta della torta vocale a Rick Parfitt e stavolta anche ad Alan Lancaster, che ha impugnato il microfono per la prima volta in Backwater. Nonostante l’età, entrambi i cantanti principali hanno avuto abbastanza vitalità da portare a casa la serata senza svarioni troppo gravi. Del quartetto, quello che è sembrato più in difficoltà è stato il batterista Coghlan, oggi sessantasettenne, che però, grazie a una lunga esperienza, nonostante la stanchezza di una vita ha seguito con mestiere il ritmo del terzetto di chitarre davanti a sé.
Lo scopo principale del tour era riportare in vita il materiale degli Status Quo degli anni in cui, dagli esordi psichedelici, si sono trasformati in giganti del boogie / blues rock, cioè la prima metà dei Settanta, fino all’album »Blue For You« (1976). Il quartetto ha corso senza un attimo di pausa attraverso pezzi spaccatutto dai ritmi spiccatamente saltellanti, come Little Lady, fino a brani dal pedigree blues più leggero come Railroad. Dopo la tipica, potente ouverture di riff di chitarra, sul palco è infatti comparso il quinto membro non ufficiale, Bob Young, che ha riempito il quadro sonoro con l’erotismo giocoso dell’armonica a bocca. I suoni del blues pesante hanno riportato con passo leggero la folla, quasi sterminata, indietro alla giovinezza, costringendola a un sostegno da inno, di quelli che di solito si sentono solo nelle partite di calcio più infuocate. Uno dei momenti clou del concerto è arrivato con la cover del classico dei The Doors, Roadhouse Blues. Le improvvisazioni giocose del duo di chitarre, condite da un raffinato contributo di armonica e dal coinvolgimento del pubblico nel mezzo, con Rossi e Parfitt che spingevano sull’acceleratore, sono esplose in un compatto assalto di boogie fatto di riff, che dopo l’uscita della band dal palco ha letteralmente costretto la platea a una standing ovation. I due pezzi d’addio, Caroline e Johnny Bye Bye, non hanno fatto che confermare la tesi che la macchina del tempo esiste davvero, visto il riuscitissimo salto di quattro decenni nel passato!
A giudicare da quanto dichiarato all’inizio della serie di sedici concerti, il viaggio appena concluso è stato l’ultimo tour degli Status Quo nella formazione classica. Il concerto conclusivo del tour a Dublino ha così chiuso un altro capitolo della saga del rock, e le star di sabato sera ne sono state protagoniste indiscusse. Quindi grazie per tutta la musica e arrivederci!
Setlist
1. Junior’s Wailing
2. Backwater
3. Just Take Me
4. Is There a Better Way
5. In My Chair
6. Blue Eyed Lady
7. Little Lady
8. Most of the Time
9. Rain
10. (April) Spring, Summer and Wednesdays
11. Railroad
12. Oh Baby
13. Forty-Five Hundred Times / Gotta Go Home
14. Big Fat Mama
15. Down Down
16. Roadhouse Blues
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17. Caroline
18. Bye Bye Johnny
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