Il ritorno vincente di Billy Idol sul luogo del delitto (2014)
Autore: Urban Bolta
Foto: Sebastijan Videc
Luogo: Hala Tivoli / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 24.06.2014
Spettatori: 6000
Prezzo del biglietto: 39€ (tribune) / 44€ (parterre)
Nei giorni in cui i media sloveni erano monopolizzati dalle notizie sul più grande carcere del Paese e dal calcio brasiliano, la gente del rock aveva in testa tutt’altro. A Lubiana, a quasi esattamente quattro anni dalla prima volta, è tornata la rockstar britannica Billy Idol, icona musicale di 58 anni che è riuscita a tenersi stretta la popolarità dei primi anni Ottanta fino a oggi. Anzi, essere fedele a sé stesso e restare sulla strada tracciata tanti anni fa gli garantisce ancora oggi il tutto esaurito, e infatti anche nella sala sotto il Rožnik lo ha accolto un pubblico da sei mila persone.
E cosa è cambiato nel campo di Billy Idol dall’ultima volta che è passato da noi? In realtà, non granché. Il tipo sta preparando un nuovo album in studio, in uscita quest’autunno, insieme a un libro autobiografico in cui, senza dubbio, troveranno posto parecchi gustosi aneddoti da quasi quattro decenni di carriera musicale di Idol.
Il concerto, senza band di supporto, è partito qualche minuto prima delle otto e mezza di sera. Si è cominciato con un pezzo nuovo, Postcards from the Past, che finirà nel prossimo album, e Idol ha subito condito la serata con alcuni dei motivi più riconoscibili della sua carriera: Cradle of Love, Dancing With Myself e Flesh for Fantasy hanno fatto alzare in piedi già in apertura una bella fetta di entrambe le tribune, mentre il supporto quasi estatico da ogni angolo della sala non è calato fino alla fine della serata insieme. A spalleggiare Billy c’erano i vecchi amici Steve Stevens e Billy Morrison alle chitarre, il bassista Stephen McGrath e due new entry in formazione, il batterista Erik Eldenius e il tastierista Paul Trudeau.
Billy Idol, nonostante i sessant’anni ormai in arrivo, resta fedele all’immagine che l’ha fatto diventare famoso. L’eterno mix di fascino e machismo, rafforzato dall’aspetto da cattivo ragazzo che tanto tempo fa gli portò un sacco di passaggi su MTV, vive e lotta ancora oggi e continua a ipnotizzare le folle, soprattutto quando Billy tira fuori dal cilindro una delle sue celebri smorfie. I ripetuti cambi d’abito (e spogliarelli) hanno mostrato che sulle sue attrezzature fitness di casa la polvere non si accumula ancora; a giudicare dal fisico scolpito e dalla postura sempre energica, a Billy darebbero senza problemi una decina d’anni in meno.
I brani Love and Glory e One Breath Away, all’ingresso nella parte centrale del concerto, sono serviti come novità nel repertorio dal vivo per mostrare in che acque si muova oggi Billy. La retorica chitarristica ruvida di Steve Stevens e Billy Morrison testimoniava la volontà di seguire il suono senza compromessi che Idol aveva già piantato con il suo lavoro precedente, »Devil’s Playground«, forse l’album più duro di tutta la sua carriera solista. Di ammorbidirsi, insomma, nemmeno a parlarne! Dopo il nuovo pezzo dei Generation X Ready Steady Go, Billy ha preso in mano una chitarra acustica e ha sparato un nuovo hitone carico di sesso, Sweet Sixteen. Anche se le sue dita sul manico sono ancora lontane dallo scivolare fluide come quelle del suo storico chitarrista Stevens, la prova strumentale di Billy ha raccolto, come da copione, ondate di entusiasmo. Le più grandi star della musica hanno la filosofia dell’intero showbusiness stampata nel mignolo, e sanno esattamente quando e con quali ossa buttare in pasto al pubblico ciò che serve per ottenere la reazione desiderata. Simili frasi fatte populiste hanno attraversato anche i discorsi di Billy tra un pezzo e l’altro, ma a uno che ripete sempre le stesse formule da concerto, con tutti i chilometri che ha alle spalle, non si può certo rimproverare di essersi annoiato.
Nella seconda metà della serata sono stati sempre più spesso i fan del virtuoso della chitarra Steve Stevens a prendersi la loro parte, riconoscibile già da lontano per la folta capigliata che negli ultimi trent’anni non ha cambiato forma in modo significativo. Il flirt con un leggero motivo flamenco all’inizio di un altro hit arcinoto, Eyes Without a Face, è servito solo da riscaldamento prima di un assolo più lungo, ormai tradizionalmente incastrato nei motivi della cover dei The Doors LA Woman. Stevens nel corso del concerto ha mostrato un’ampia tavolozza del suo sapere, non è mancato naturalmente nemmeno il suonare dietro la schiena, e la dose di funambolismi chitarristici era giusta giusta perché le spalle del suo capo non restassero troppo a lungo senza il cono dei riflettori.
La potenza live di Billy si è rivelata nel finale del set regolare con Rebell Yell, durante la quale il canto a squarciagola del ritornello da inno ha qua e là coperto l’impianto audio, per l’occasione comunque resistente, della Hala Tivoli. Al rientro sul palco sono comparsi prima solo Billy e il suo braccio destro Steve Stevens, che hanno srotolato il motivo acustico del successo di oltre trent’anni fa White Weding, a cui sul finale gli altri musicisti hanno dato la sua riconoscibile veste ruggente. Per salutare, dopo un’ora e tre quarti di show, Idol ha servito ancora una cover di Tommy James, Mony Mony; un finale identico a quello della volta scorsa che, pur con un’esecuzione divertente, ha riaperto la domanda: perché diavolo Billy resta fedele a una prassi consolidata negli anni, invece di sostituirla con un po’ più di libertà artistica? Comunque sia, alla fine va detto che il nuovo spettacolo rock ha saziato l’appetito della Hala Tivoli stracolma, anche se, rispetto al concerto di quattro anni fa, il pubblico sloveno nel riproporre le hit degli anni Ottanta si sarebbe meritato un po’ più di freschezza.
Scaletta
1. Postcards from the Past
2. Cradle of Love
3. Dancing with Myself (brano dei Generation X)
4. Flesh for Fantasy
5. Love and Glory
6. One Breath Away
7. Ready Steady Go (brano dei Generation X)
8. Sweet Sixteen
9. Whiskey And Pills
10. Eyes Without a Face
11. L.A. Woman (cover dei The Doors) assolo di chitarra
12. King Rocker (brano dei Generation X)
13. Love Like Fire (brano dei Generation X)
14. Blue Highway
15. Rebel Yell
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16. White Wedding
17. Mony Mony
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