Il ritorno trionfale dei bardi a Lubiana! (2015)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: CUK Šiška, Lubiana
Data del concerto: 21.05.2015
Sono passati vent’anni tondi dall’uscita di Imaginations From the Other Side, uno dei momenti migliori di una carriera ormai lunga tre decenni per i portabandiera del power metal (anche se loro stessi quel genere l’hanno superato da un pezzo, scrivendo la propria visione a modo loro), gli eterni Blind Guardian. Nel brano conclusivo dell’album, And the Story Ends, il protagonista della storia, un ragazzino, prescelto e salvatore, si trova davanti alla scelta se compiere il passo fatale e attraversare lo specchio magico verso un mondo parallelo dove lo attende un ruolo da re. I tedeschi hanno deciso di portare avanti questa storia nel loro decimo album in studio, uscito da poco, Beyond the Red Mirror, che dimostra come la fonte d’ispirazione dei Blind Guardian non si esaurisca affatto, e non succederà tanto presto. Il tour di presentazione del nuovo disco ha finalmente riportato i leggendari bardi tedeschi anche nella capitale slovena, dove avevano suonato l’ultima volta nel 2006. Anche se nel frattempo li abbiamo ospitati ben tre volte al Metalcamp, sembrava che dall’ultimo incontro fosse passata un’eternità, e stavolta il pubblico si è buttato attraverso lo specchio rosso con tutte le sue forze.
All’ora esatta annunciata è salita sul palco la formazione di power metal sinfonico di Lubiana ShadowIcon, scelta come spalla dagli stessi Blind Guardian, il che non sorprende più di tanto, visto che la ragazza e i ragazzi hanno affidato il loro debutto Empire In Ruins, come pure l’attuale EP Smoke And Mirrors, almeno per quanto riguarda il mastering, a Charlie Bauerfeind, storico collaboratore dei tedeschi. La band ha salutato la sala già bella piena con If I Was the One, dall’EP. La pioggia ha spinto dentro la maggior parte del pubblico ed era bello vedere che la band di supporto non suonasse solo per se stessa e per il fonico. Il quale però stavolta non ha fatto un lavoro soddisfacente: il suono era semplicemente pessimo, gli strumenti soffocati, mentre la voce dolce di Ana Prijatelj risultava affogata e spenta. La loro visione del power metal sinfonico, pieno di bombasticità e pomposità barocca, non ne è uscita nella luce migliore, nonostante l’impegno e una prova sicura. Per i miei gusti personali, quello che propongono suona fin troppo morbido e leccato, anche se i due chitarristi ogni tanto ravvivano gli orpelli sinfonici con qualche passaggio più cattivo, quindi mi limito ad aggiungere che in futuro non guasterebbe allontanarsi un po’ dai cliché consumati del genere. Detto questo, agli ShadowIcon vanno i complimenti per un’esibizione sicura: aprire per una band del calibro dei Blind Guardian non è una passeggiata.
È anche vero, però, che la sala aspettava una cosa sola. Il ritorno dei leggendari bardi tedeschi nella capitale, che dal loro primo concerto da noi abbiamo atteso per quasi nove anni. L’anno prossimo i Blind Guardian festeggeranno già i 30 anni di attività (se togliamo i due anni sotto il nome Lucifer’s Heritage), ma per loro vale davvero il detto del buon vino. Anche se qualcuno rimpiange (o rimpiango io stesso) i vecchi tempi speed metal, probabilmente non c’è nessuno che possa rimproverare alla band una mancanza di qualità. Di qualità ne sanno ancora servire in porzioni abbondanti, come ha già dimostrato l’iniziale The Ninth Wave, che forse non è un »opener« potente come Sacred Worlds, ma il pubblico ha cantato a gran voce già durante il pezzo, guadagnandosi subito i complimenti di Hansi. Se poi ho parlato dei vecchi inizi speed metal, i tedeschi ce li hanno ricordati da soli con una vertiginosa Banish From Sanctuary, confermando di essere in una forma eccellente, forse la migliore della loro vita. Con Hansi in testa, che per tutte e due le ore ha entusiasmato con eccezionali acrobazie vocali, sia nei momenti calmi e sommessi sia in quei ritornelli epici che fanno rizzare i peli. Di momenti così ce ne sono stati a bizzeffe dall’inizio alla fine, il primo già in apertura con l’epica Nightfall, e poi i Blind Guardian, con un turbine, ci hanno portati a Oz con un ottimo assortimento di novità, che si inseriscono bene nella scaletta, e di vecchi classici su cui le gole di un pubblico di ottimo umore hanno sofferto di più. La band se n’è accorta e si vedeva anche il loro ottimo umore, visto che i sorrisi sui loro volti sono comparsi più di una volta. Hanno servito alla grande la vecchia The Last Candle, è venuto splendidamente il duetto acustico Miracle machine/Skalds And Shadows, e a chiudere la prima parte, probabilmente il culmine del concerto: prima il classico Lord of the Rings eseguito in modo magistrale, poi il canto epico di oltre dieci minuti sulla profezia di Cassandra sulla caduta di Troia, And Then There Was Silence. Qui i Blind Guardian mostrano davvero tutte le loro abilità nella luce migliore: lo spettacolo epico è pieno di svolte inaspettate, di soluzioni complesse e di momenti così belli che è senza dubbio una delle cose migliori mai create in musica, a cui si avvicinano giusto The Odyssey dei Symphony X e Hallowed By Thy Name. Sono risuonati nell’immortalità nel primo bis con Valhalla e nel secondo con The Bard’s Song – In the Forest, che con il canto fragoroso del pubblico infuocato ha fatto alzare il tetto del Kino Šiška, come pure nella conclusiva Mirror Mirror, così che ai Blind Guardian alla fine non è rimasto altro da fare che regalare a Šiška anche la fenomenale Majesty: era da tanto, tantissimo che da noi una band non concedeva ben tre bis, e dopo due ore piene l’addio è stato dolce. Alla prossima, quando ci ritroveremo con gli immortali bardi in una notte di pioggia e loro, attorno al fuoco, tireranno fuori dal loro ricco forziere nuove storie immortali.
Scaletta
BLIND GUARDIAN:
1. The Ninth Wave
2. Banish From Sanctuary
3. Nigthfall
4. Fly
5. Tanelorn (Into the Void)
6. Prophecies
7. The Last Candle
8. Miracle Machine
9. Skalds And Shadows
10. Lord of the Rings
11. And Then There Was Silence
— bis 1 —
12. War of Wrath/Into the Storm
13. Twilight of the Gods
14. Valhalla
— bis 2 —
15. Wheel of Time
16. The Bard’s Song – In the Forest
17. Mirror Mirror
— bis 3 —
18. Majesty
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