Bort Ross e Samo Budna presentano i nuovi dischi all’8° festival Godibodi (2015)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Hostel Celica / Slovenia
Data del concerto: 06.06.2015
Numero di spettatori: 60
Prezzo del biglietto: 10,00€

La quarta e ultima giornata del festival GodiBodi di quest’anno è toccata a due cantautori. Un abbinamento davvero azzeccato tra uno della Dolenjska e uno della Prlekija, da cui nasce anche il divario di fondo nei valori della loro musica, anche se la visione creativa di partenza è parente stretta. Parliamo di Borut Antončič aka Bort Ross e di Samo Budna. Entrambi hanno pubblicato i nuovi album in studio nell’ultima decade di maggio per l’etichetta Celinka, ed era giusto che li presentassero a dovere anche dal vivo.

Il primo a salire sul palco è stato Bort Ross con la sua squadra di musicisti. Il suo debutto in studio »Sančo Pansa« è un album dal fortissimo peso espressivo, sia nei testi che nelle composizioni. Lo collochiamo nei territori di un alternative rock leggero, che fa l’occhiolino al contagio del pop e che quindi si presta senza problemi alla rotazione radiofonica. In un ambiente mainstream sano – che nel caso della creatività slovena è un tema discutibile e pieno di punti interrogativi – le radio dovrebbero innamorarsene in un baleno.

Bort Ross ha un timbro vocale bellissimo. Con la sua interpretazione si cala nei testi in modo straordinariamente sentito, morbido, vissuto fino in fondo. I versi prendono vita quando ci si mette a dialogare con loro.  Alla destra di Bort c’era anche la simpaticissima cantante di Kočevje Lea Likar, che con la sua voce ha colorato con efficacia quella di Bort: grazie all’armonia vocale e a un chiaro contrasto di ampiezza, i due cantanti hanno creato un’intesa fusa alla perfezione. Bort Ross era circondato anche da una pattuglia di musicisti (tastiere, chitarra, basso, batteria), tra cui è finito perfino il percussionista degli El Kachon Primož Malenšek »PimpS«, mentre in un brano ha fatto correre le dita anche il fisarmonicista Marko Šuštaršič. La band di Bort suonava compatta e affiatata. Il suono era ottimo, con tutti i tasselli del quadro sonoro dosati nel giusto equilibrio.

È una musica di rara dolcezza e fragilità, intrisa della inconfondibile malinconia della Dolenjska. Ed è incredibile come la voce di Bort a tratti ricordi il timbro di Tokac (Dan D), cosa che non fa che sottolineare quel fascino malinconico per cui i musicisti della Dolenjska sono così riconoscibili. Bort Ross ha presentato esattamente dieci brani, tutti presenti nell’album »Sančo Pansa« – la recensione di RockLine la trovi QUI. Non li ha però suonati nello stesso ordine del disco. È stato un concerto bellissimo, a cui il fantastico debutto in studio ha dato ovviamente una base solida. Durante l’esibizione di Bort Ross, intanto, sulla tela prendeva forma un nuovo dipinto, realizzato da Tilen Mihelič Kurent.

Samo Budna ha portato con la sua band un repertorio live un po’ più lungo: in tasca ha due album in studio. La scaletta, ovviamente, si è basata sul nuovissimo »Za nazaj in za naprej« – la recensione di RockLine la trovi QUI. Accanto a Samo, che si occupava della voce solista, della chitarra acustica e del violino, sul palco c’erano il chitarrista Kristian Majcen, il tastierista Davor Klarič, il bassista Rok Škrlj e il batterista Jože Zadravec. Per l’album »Za nazaj in na naprej« Budna si è »preso in prestito« l’intera band Elevators. Sul palco, però, tra loro si è unito a lui solo Davor Klarič (ex-Šank Rock), considerato uno dei virtuosi più apprezzati dei tasti bianchi e neri in Slovenia.

Anche Samo Budna ha un marchio di fabbrica vocale, che con l’interpretazione dei versi – dove non puoi non notare le “O” strette tipiche dei cantanti della Prlekija (e anche del Prekmurje) – impressiona alla grande. Già prima dell’uscita del nuovo album, tre brani nuovi avevano attecchito piuttosto bene in radio: Dnevu se slabo piše (suonata nel bis obbligato, con Samo che ha imbracciato il violino), la musicata Sončna hiša (che in originale è un pezzo di Feri Lainšček) e Kje si. Samo Budna è un musicista rodato e si è presentato con grande sicurezza. Come Bort Ross prima di lui, anche questo prleko imponente e sicurissimo di sé è incredibilmente devoto all’interpretazione della poesia, così piena di passione e di emozioni in ebollizione che l’ascoltatore viene tirato dentro all’istante. Ovviamente il fascino di base è ancora una volta quella spiccata melodia malinconica, ereditata dalle distese della pianura slovena attorno a Ljutomer. Da qui, all’inizio di questo reportage, il discorso sul divario di vibrazioni e musicalità tra i due, anche se la loro visione creativa è affine.

Anche Samo Budna con la sua squadra ha regalato un concerto eccellente. Come per Bort Ross, posso scrivere che a dargli un’ottima base è la sua produzione solista di due lavori bellissimi, che mostrano la graduale maturazione e l’evoluzione di Samo Budna, soprattutto come compositore ma anche come interprete. L’esibizione di Samo Budna è stata accompagnata sulla tela, a colori pastello, dal pittore Stanko Makuc.

Con le esibizioni di Bort Ross e Samo Budna l’8° festival Godibodi si è dunque chiuso ufficialmente. Una piccola replica del festival c’è stata comunque, quando all’Hostel Celica, il 09.06.2015, su un palchetto improvvisato più piccolo si sono esibiti Aleš Hadalin e a seguire Sandra e Adam Klemm.  

Scaletta

BORT ROSS:
1. Moja jutra
2. Da si tu
3. Sama je
4. Še na tisti dan
5. Ostajaš
6. Ko bo julij
7. Led
8. Grem
9. Sančo Pansa
10. Namesto sonca 

SAMO BUDNA:
1. Intro
2. Brez skrbi
3. Včasi ne veš
4. Komu boš rekla
5. Vse se spremeni
6. Greva v tišino
7. Sončna hiša
8. Kje si
9. Manj je več
10. Mi smo edini
11. Hvala ti mala
12. Sanje so večne
13. Da si ob meni
14. Rdeče oči
15. Za nazaj in za naprej
—bis—
16. Dnevu se slabo piše 

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