Gwyn Ashton sul palco non ha bisogno di nessun altro (2015)
Luogo: Lokal Patriot / Novo mesto / Slovenia
Data del concerto: 03.10.2015
Numero di spettatori: 70
Prezzo del biglietto: prevendita 5 € / il giorno del concerto 8 €
Purtroppo capita di rado che sul versante soleggiato delle Alpi faccia tappa anche qualche artista straniero con del blues di qualità. Per fortuna, però, ogni tanto saltano fuori delle belle eccezioni che fanno felici gli amanti del vero blues dal vivo. Una di queste è arrivata a inizio ottobre al Lokal Patriot di Novo mesto, dove si è esibito il bluesman gallese Gwyn Ashton.
Gwyn Ashton è, potremmo dire, un polistrumentista e cantante di origine britannica. Ha passato una parte della vita in Australia, per poi tornare nella natia Gran Bretagna. Nella sua carriera ha collaborato con grossi nomi che negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso hanno fatto la storia della scena blues rock. Finora ha pubblicato 6 album solisti, l’ultimo, intitolato Radiogram, nel 2012. La rivista britannica Guitar and Bass ha eletto il suo album Prohibition album dell’anno nel 2007.
Il Lokal Patriot di Novo mesto si è riempito solo lentamente, ma prima del concerto sotto il palco si è comunque raccolto un discreto numero di appassionati di musica. Già prima dell’esibizione il colpo d’occhio sul palco era interessante: una grancassa, un supporto con 6 chitarre di forme e funzioni diverse e una montagna di amplificatori, casse ed effetti più piccoli.
In tour Gwyn ogni tanto suona in trio, ma molto spesso sale sul palco da solo. Anche stavolta è arrivato a Novo mesto da solo. Alla lettera. Arriva da solo, monta tutto da solo, vende da solo i suoi prodotti, smonta da solo. Un ospite decisamente poco esigente. La sera prima si era esibito allo stesso modo a Žusterna, ed è stata proprio la curiosità di vedere come se la cava un uomo solo sul palco in mezzo a tutto quell’armamentario, e che effetto fa il tutto insieme, a spingerci a vedere questo concerto. Oltre alla buona musica, ovviamente, che avevamo già testato nei video su youtube.
C’è da aspettarsi che per un musicista sia dura stare sul palco da solo a intrattenere il pubblico, con gli occhi di tutti puntati addosso per tutto il tempo. Ma Gwyn ci è abituato, quindi la sua sicurezza sul palco non è mai stata in discussione. Forse è un po’ meno abituato al pubblico sloveno, parecchio riservato, che ha avuto bisogno di un po’ di tempo per sciogliersi almeno un minimo.
Gwyn il suo mestiere lo padroneggia alla grande. Sul palco ai suoi strumenti ha aggiunto anche l’armonica e la voce. E il tutto suonava alla grande. Se all’ingresso nel locale ci avessero bendato gli occhi, non avremmo mai potuto capire che sul palco c’era una persona sola. Un suono pieno di chitarre, batteria, armonica, voce, e in mezzo Gwyn si divertiva anche con i suoi effetti. Il tutto suonava autentico, suonato con l’anima, con una buona dose di improvvisazione. Tra un pezzo e l’altro Gwyn Ashton ha citato più volte il suo idolo, Rory Gallagher, con cui ha anche condiviso il palco in più occasioni, e ha sottolineato di trarre ispirazione anche da Muddy Waters e Johnny Winter. Nel suo repertorio di 90 minuti diviso in due parti ha cambiato chitarra a ripetizione, come se ci fosse una scommessa in ballo: dall’acustica alla resonator, poi la steel guitar e di nuovo l’elettrica. E proprio come cambiava strumento, cambiava stile musicale – dalle note blues romantiche alle versioni rock più ruvide. Il tutto con una grande dose di feeling, passione e amore per la sua musica. Non sorprende affatto che nel 2001 la rivista francese Guitar Part Magazine lo abbia votato terzo miglior chitarrista dell’anno, subito dopo Jeff Beck e Gary Moore.
Un concerto che tutti gli appassionati di musica in Slovenia dovrebbero assolutamente vedere. Non ci resta che sperare che Gwyn Ashton, nonostante la risposta tiepida del pubblico, torni da queste parti.
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