Ian Siegal fa il pienone alla Bluesiana per salutare l’anno vecchio (2015)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Velden am Wörthersee (Velden in Carinzia) / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 28.12.2015
Spettatori: 170
Prezzo del biglietto: 19,00€ (in prevendita) / 23,00€ (la sera del concerto)

Ian Siegal è un rappresentante della nuova ondata blues, portata avanti da parecchi chitarristi eccezionali sparsi per il mondo, con in testa, di gran lunga il più chiacchierato a livello commerciale, Joe Bonamassa, ovviamente. Anche Ian Siegal ha portato a casa tanti premi prestigiosi per i suoi traguardi musicali e per un talento insospettabile che, da interprete unico qual è, possiede in abbondanza.

Come una dozzina di musicisti eccellenti e fuori dal comune, che rappresentano la crème dei chitarristi/cantanti più speciali al mondo – con Eric Sardinas, Philip Sayce, Richie Kotzen, Ryan McGarvey e qualcun altro in testa – anche Ian Siegal fa ormai parte dell’arredamento di casa del celebre club carinziano Bluesiana Rock Cafe a Velden. Almeno una volta all’anno Ian passa da questo locale con un nuovo concerto. Con la sua band, oppure da solo. Tutto solo. Con una chitarra acustica a tracolla e, ovviamente, la voce.

Così è stato anche per l’ultimo concerto ufficiale del 2015 organizzato alla Bluesiana. Con le sue serate in questo club Ian si è conquistato una schiera di fan fedeli, e così è successo che a quest’ultimo concerto sono arrivate, scrivilo pure, quasi 200 persone. E proprio in quella sera la padrona del club, la inimitabile Gudrun Kofler, si è ritrovata completamente da sola, senza il personale di servizio (quello che si occupa soprattutto di servire ai tavoli), che in quei giorni era in ferie. Ma con la sua routine e la sua esperienza ha portato a termine da sola tutti i compiti delle mille funzioni. Affascinante, non c’è che dire.

Già prima dell’esibizione Ian Siegal se ne andava tranquillo in giro per il club, vestito a festa dalla testa ai piedi. Non si era dimenticato nemmeno delle scarpe di vernice. Sul palco lo aspettavano due chitarre acustiche, una sedia e un bicchiere di vinello rosso bello corposo. Il pubblico aveva spinto le sedie quasi fino al bordo del palco, cosa che, vista la sua solita compostezza, non è proprio la norma. Si preannunciava una splendida serata di concerto, a chiudere i festeggiamenti pre-capodanno alla Bluesiana. Siegal ha diviso la sua esibizione, come da copione, in due parti. Il materiale che ha suonato era un mix di brani suoi, di pezzi che, come ha detto, sono stati scritti da amici e colleghi musicisti, e ovviamente di cover di qualche classico. L’uomo, votato a una personalissima fusione del blues con country folk e perfino con ragtime e tex-mex, ha attaccato la prima parte poco dopo le nove di sera. Ha entusiasmato con il suo camaleontismo nell’adattare i colori della voce. Allo stesso tempo ha lasciato a bocca aperta per la sensualità e l’intensità con cui vive ogni nota. Ian è prima di tutto un cantante, poi un chitarrista. Di certo, però, la chitarra gli è cresciuta addosso. Spesso con il bottleneck all’anulare, che ogni tanto tirava fuori perfino suoni della vecchia scuola del delta blues.  Scoprire che Ian, in versione solista, cioè accompagnato soltanto dalla chitarra acustica, ti arriva ancora più dentro, sotto la pelle, non ha niente di strano. L’uomo scoppiava di partecipazione e autenticità in ogni brano che ha proposto durante il concerto.

Il fascino speciale dei concerti di Ian sta poi nell’innesto del suo straordinario senso per la creazione dell’umorismo più nero che si possa immaginare. All’inglese, insomma. In realtà le sue esibizioni, come questa pre-capodanno alla Bluesiana, sconfinano ormai nella stand-up comedy. Soprattutto nelle pause tra un pezzo e l’altro non risparmia le battute, specie a sue spese. Così ha ringraziato, tra gli altri, la compagnia aerea Easy Jet, che gli ha rotto la chitarra acustica durante il volo. Alla Bluesiana Ian ha infatti suonato con due chitarre acustiche prese in prestito.

Anche i suoi testi sono pieni di cinismo e autoparodia. Nella parte finale ha conquistato ancora una volta il pubblico, che non voleva proprio lasciarlo scendere dal palco, con un brano il cui ritornello recitava: »Because I can’t get no pussy«. Nella prima strofa il bersaglio era Michelangelo, che per questo preferiva creare opere d’arte, nella seconda Shakespeare, che preferiva scrivere libri. Alla fine Ian ha aggiunto: “Maybe the funniest thing about that is, that Michelangelo was a gay, and Shakespeare probably, too.” Insomma, a quell’uomo la testa va a mille senza sosta. Con l’immancabile accompagnamento di parecchi bicchierini svuotati di vinello rosso corposo, ovviamente.

Ian ha trionfato con il suo ritorno alla Bluesiana. Ha dimostrato ancora una volta di essere uno degli interpreti più forti della nuova ondata blues. Alla fine ha detto che ad aprile torna alla Bluesiana con la band, e pare che per il 22.04.2016 abbia confermato anche un concerto all’hotel Grand Union di Lubiana. Regalati anche tu una serata di divertimento indimenticabile in compagnia dell’eccezionale Ian Siegal. Ora la bella occasione ce l’hai.

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