Cannibal Corpse, ormai solo una pallida ombra del passato (2016)
Autore: Primož Novak
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data del concerto: 29.04.2016
Prezzo del biglietto: 28€/32€
I Cannibal Corpse sembrano proprio inarrestabili. In più di 25 anni di carriera hanno accumulato un mucchio di album e non hanno mai smesso di girare in tour. Di membri ne hanno cambiati parecchi, ovvio, ma per fortuna nell’ultimo decennio la formazione è stabile. L’ultimo album »A Skeletal Domain« (2014) è stato accolto bene e la band lo sta ancora promuovendo. Durante quello che con ogni probabilità è l’ultimo tour europeo per questo disco, il gruppo si è fermato anche in Slovenia. Ad accompagnarli in giro, i sempre spietati brasiliani Krisiun e gli italiani Hideous Divinity.
Ad aprire le danze sono stati proprio gli italiani Hideous Divinity, che in mezz’ora hanno sfoderato la loro versione del death metal, senza dubbio intensa e moderna. Il primo paragone che viene in mente è con gli Hour Penance, anche se gli HD sono parecchio meno brutali e non fanno tutto allo stesso modo. Soprattutto non sono pacchiani, e questo li stacca dallo stereotipo della band metal italiana. Però di particolarmente originale negli HD non si è sentito granché. Insomma, i ragazzi hanno ancora un bel po’ di lavoro da fare per riuscire a spiccare un po’ di più. Le basi comunque ci sono, e sono buone.
I Krisiun sono ormai vecchie conoscenze dei palchi sloveni. Dopo 25 anni di attività alla band l’energia non manca, anche se non sono più dei ragazzini. Nel loro set hanno di sicuro dimostrato di essere un gruppo scafato, capace di tirare fuori uno show davvero intenso. Hanno portato in giro l’album dell’anno scorso, Forged in Fury, con cui volevano mostrare un passo avanti, anche se di particolarmente distintivo non si nota nulla. I Krisiun hanno portato a casa il loro set in modo solido, ma la loro musica suona un po’ masticata e rimasticata. La band può vantare un’esecuzione precisa, ma i pezzi sono tutti tagliati con lo stesso stampo. Il celebre batterista Max Kolesne si dimostra ancora velocissimo, ma la sua fantasia si esaurisce dopo due pezzi. Tutto diventa prevedibile. I Krisiun suonano piuttosto asciutti durante gli assoli di chitarra: manca una seconda chitarra che copra quel vuoto tra un assolo e l’altro. I fan li hanno senza dubbio accontentati, ma per entusiasmare il pubblico che oggi si esalta per il death metal serve qualcosa di più. Non è tutta questione di velocità e di ritmi sempre uguali.
Per i Cannibal Corpse le aspettative erano senza dubbio alte. Già al concerto dell’anno scorso al festival Metaldays la band aveva mostrato un’ottima forma. Ma evidentemente stavolta i Cannibal Corpse avevano la giornata storta. Il pubblico ha comunque avuto un repertorio solido, fatto di novità e di evergreen come Stripped, Raped and Strangled, I Cum Blood, Hammer Smashed Face, Devoured by Vermin e via dicendo. Sull’affiatamento dei chitarristi non c’è niente da ridire. I riff del duo Barrett/O’Brien sono senza dubbio potenti, e spicca anche Alex Webster con le sue linee di basso eccezionali, che purtroppo non si sentivano per tutto il tempo. Il problema è stato l’onnipotente vocalist »Corpsegrinder«, già noto per la scarsa comunicazione con il pubblico e per l’atteggiamento freddo, ma stavolta si vedeva ancora di più che questo concerto per lui era semplicemente di troppo. Corpsegrinder è sulla scena più o meno da quanto i Krisiun, eppure i Krisiun hanno messo molto più impegno ed energia. Insomma, giornata storta o no, Corpsegrinder ha fatto il suo »turno« in modo piuttosto poco professionale. Qualcosa si inceppa anche con il batterista Paul Mazurkiewicz, rimasto evidentemente da qualche parte all’inizio dei Novanta, quando il suo blast beat era ancora interessante e brutale. Oggi il suo stile lo evitano praticamente tutte le band che vogliono fare death metal. Soprattutto, il problema è che Mazurkiewicz, oltre alla mancanza di fantasia, non riesce a tenere il tempo, perché evidentemente ha litigato con il metronomo. I Cannibal Corpse non sono ancora da buttare, ma sarebbe sensato che la band si fermasse un attimo a riflettere se può tenersi i fan e conquistarne di nuovi con un approccio datato, che si trascina da troppo tempo.
Se Krisiun e Hideous Divinity hanno entusiasmato, i Cannibal Corpse con il loro show di routine hanno deluso, cosa che da una band così riconosciuta e leggendaria non ci si sarebbe proprio aspettati. Resta solo la speranza che la prossima volta si facciano perdonare.
Scaletta
CANNIBAL CORPSE:
1. Evisceration Plague
2. The Time to Kill Is Now
3. Scourge of Iron
4. Death Walking Terror
5. Stripped, Raped and Strangled
6. The Wretched Spawn
7. Pit of Zombies
8. Kill or Become
9. Sadistic Embodiment
10. Icepick Lobotomy
11. Covered With Sores
12. Born in a Casket
13. I Cum Blood
14. Unleashing the Bloodthirsty
15. Make Them Suffer
16. Hammer Smashed Face
17. Devoured by Vermin
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