I Lačni Franz salpano con Ladja norcev al Kino Šiška (2016)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška
Data del concerto: 22.10.2016
Numero di spettatori: 500
Prezzo del biglietto: 14 € / 16 €

Poche band sono entrate negli annali della musica slovena a caratteri cubitali senza bisogno di pompa inutile. Tra queste ci sono sicuramente i Lačni Franz. La band, nata nel lontano 1979 nella capitale stiriana per iniziativa di Zoran Predin e Oto Rimele, ha riempito lo spazio culturale del rock sloveno con 14 dischi e poi, nel 1997, ha deciso di prendersi una pausa più lunga. Dopo diciassette anni, nel 2014, a ripescarla dalle ceneri è stato ancora Zoran Predin, a cui la carriera solista durante lo stop dei Lačni Franz non aveva certo fatto male. Zoran si è messo intorno una formazione completamente ringiovanita (Anej Kočevar – basso, Boštjan Artiček – tastiere, Luka Čadež – batteria e Tine Čas – chitarra), restando così l’unico membro fondatore. All’inizio di quest’anno la formazione rinnovata dei Lačni Franz ha pubblicato anche il 15° album, e la presentazione di quel disco abbiamo avuto la possibilità di goderla il 22 ottobre al CUK Kino Šiška.

Il compito di scaldare il pubblico i Franz l’hanno lasciato alla band alter rock di Kamnik Kalaia (Grega Kotnik – voce, Tilen Vake- chitarra solista e voce, Luka Šarc – chitarra e voce, Marko Klobčar – basso, Janez Spruk – batteria). Davanti a un pubblico piuttosto scarso, ma comunque con un fan club di ragazze in crescita, i ragazzi si sono presentati con i pezzi del loro esordio, intitolato Psiholom.  Limano la loro carriera rock già dal 2009, e il batterista Janez Spruk l’avevamo già visto dietro le pelli con i Billy´s. Esibizione piuttosto interessante: con la loro energia sul palco i ragazzi vogliono evidentemente puntare su un’immagine rock´n´roll genuina, e non è una cosa da prendere male. Ci è riuscita così anche Big Foot Mama. Musicalmente suonano molto solidi e secondo noi si meritano una fetta più grossa della torta musicale slovena.

Verso le 21.00, dopo più di mezz’ora di set e qualche minuto di pausa dei Kalaia, il palco è passato al piatto forte della serata. La sala si è riempita per circa tre quarti di gente affamata di buona musica slovena. I Lačni Franz hanno aperto l’ouverture con la title track dell’ultimo disco, Ladja norcev. Dopo l’intro di tastiere di Boštjan Artiček sono saliti sul palco anche gli altri membri della formazione ringiovanita. L’alfa e omega della band – Zoran Predin – è entrato come vera star della serata solo poco prima della parte cantata del pezzo d’apertura. Il pubblico i Franz l’hanno portato al ritmo giusto già con il brano successivo. La leggendaria »Naj ti poljub nariše ustnice« ha sciolto le gole dei nostalgici e la serata è partita alla grande. Hanno continuato ancora con l’ultimo disco e il pezzo Aleluja. Poi hanno acceso la luce con »Žarnica za boljši jutri« e sono tornati ai classici con »Na svoji strani«. Tra un pezzo e l’altro ci siamo beccati gli intermezzi umoristici che, come da tradizione, Zoran ci ha servito col suo tono lento, regalandoci anche una spassosa ouverture per »Muca na klobaso!«. In »Naš novi bog« e »Filma je konec« si è unita ai Franz sul palco la già affermata cantante di Psycho path e Warefox – Melee. Un interessante contrasto di stile musicale, sia nel canto che nell’impostazione, ha lasciato a questi due pezzi un tocco particolare, ma non riuscivamo a scrollarci di dosso la sensazione che il pubblico fremesse di più per l’altro ospite annunciato. I Lačni Franz hanno proseguito la presentazione del nuovo disco, tra le battute scherzose di Zoran, con tre brani di fila: »Jebiveter junior«, »Cmokfehtar« e il socialmente tagliente »Naj zadnji ugasne luč«. Proprio questi tre pezzi hanno confermato che i Lačni Franz non hanno mollato di un millimetro sullo stile. Sono rimasti fedeli alle loro radici, il che nel panorama musicale sloveno è più un’eccezione che la regola. Nessuno scarto di stile, e ne siamo contentissimi. Sui testi comunque non c’era niente da dubitare; l’unica domanda che ci frullava in testa prima del disco era: »Riusciranno i ragazzi a stare nel solco degli album degli anni ’80 e ’90?«. Evidentemente su questo non avevano dubbi. Questi tre pezzi sono stati accolti alla grande dal pubblico. È seguita la notissima »Čakaj me«, con la giusta carica emotiva, che si sentiva nel canto a squarciagola del pubblico nostalgico. Il ritmo i Franz l’hanno spezzato ancora con »Hudič«, poi al microfono si è unito a Zoran, per »Bolj star, bolj nor«, Robert Pešut – Magnifico, cosa che, come da copione, ha dato un’ulteriore spinta al pubblico. Sul palco due leggende della musica slovena, ciascuna a modo suo e di stile completamente diverso, hanno portato la serata al culmine e con l’atteso approccio scherzoso hanno condito ancora di più l’atmosfera. »Okupatorka« in questo duetto è stata per la maggior parte dei presenti addirittura il culmine della serata, perché è stata eseguita alla perfezione. Se vogliamo fare i pignoli, in questi due pezzi avremmo dato un filo più di spazio a Magnifico, visto che è l’ospite. Più che altro suonava come un corista più che decente. Ma comunque due pezzi eseguiti bene. È seguito un trio di brani da cliché, senza i quali ovviamente una serata dei Lačni Franz non esisterebbe, e giustamente. I brani »Ne mi dihat za ovratnik«, »Zadnja večera« e, di gran lunga la più nota a tutti gli sloveni, »Zarjavele trobente« hanno chiuso la parte ufficiale del concerto. Nel bis la band, dopo aver suonato di nuovo »Ladja norcev«, ha chiuso la serata ancora con »Praslovan« e la tradizionale »Zdravljica«, sul cui palco si sono uniti alla band Melee, Magnifico e il gruppo spalla Kalaia.

Al Kino Šiška il pubblico, con Ladja norcev, ha avuto quello per cui era venuto. Una serata di nostalgia del buon vecchio rock sloveno di qualità, con un pizzico di novità dell’ultimo disco, che resta comunque fedele alla linea del vero Lačni Franz come lo conosciamo. La formazione ringiovanita fino al midollo non ha fatto il minimo danno alla band. Ha solo aggiunto, in positivo, la giusta dose di energia alla voce inconfondibile di Zoran Predin. I ragazzi li conosciamo già tutti e sulla loro qualità non ci sono dubbi. Nell’intervista che abbiamo fatto ai membri della band prima dell’inizio del concerto, il gruppo ha annunciato che dopo il nuovo anno li aspettano nuove date in Slovenia e all’estero (soprattutto nell’area dell’ex Jugoslavia). Puoi leggere l’intervista sul nostro sito. I ragazzi hanno in programma anche un’ospitata acustica da Jure Longyka, cosa di cui siamo sinceramente felicissimi. Allo stesso tempo speriamo che Ladja norcev non sia solo un fuoco di paglia dei Lačni Franz risorti dalle ceneri, perché con band così il rock sloveno torna a prendere il valore giusto. Cent’anni ai Lačni Franz!

testo & foto: Klemen Udovč

Scaletta

  1. Ladja norcev
  2. Naj ti poljub nariše ustnice
  3. Aleluja
  4. Žarnica za boljši jutri
  5. Na svoji strani
  6. Muca na klobaso!
  7. Naš novi bog
  8. Filma je konec
  9. Jebiveter junior
  10. Cmokfehtar
  11. Naj zadnji ugasne luč
  12. Čakaj me
  13. Hudič
  14. Bolj star bolj nor
  15. Okupatorka
  16. Ne mi dihat za ovratnik
  17. Zadnja večerja
  18. Zarjavele trobent

Bis

  1. Praslovan
  2. Zdravljica

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