Doppietta svedese-finlandese in un Orto sold out (2018)
Autore: Rok Klemše
Foto: Sebastijan Videc
Video: Sebastijan Videc
Luogo: Orto bar, Lubiana, Slovenia
Data del concerto: 30.03.2018
Se questo report live prende forma scritta solo a due settimane buone dall’evento, la colpa è soprattutto della stanchezza pigrizia primaverile. Eppure la serata non è ancora finita nel dimenticatoio, cosa che con un’offerta live così ricca succede un po’ troppo spesso. Stavolta no, soprattutto perché il concerto cadeva di venerdì, era sold out già da qualche giorno e, prima di tutto, perché c’era la doppietta svedese-finlandese Tribulation/Insomnium: non saranno certo degli sconosciuti sui nostri palchi, ma il pubblico sloveno ha sempre accolto entrambe le band a braccia aperte. Stavolta ancora di più, visto che già alle nove di sera l’Orto era strapieno.
Stavolta ha vinto la qualità sulla quantità: niente maratona di gruppi spalla inutili da sorbirsi, ma solo i due headliner. Sul palco sono arrivati per primi, direttamente dalle loro bare, i vampiri svedesi Tribulation, che avevano convinto il pubblico sloveno per la prima volta quasi tre anni fa, presentando l’album The Children of the Night. Stavolta i tenebrosi svedesi sono tornati a Lubiana con il nuovo disco, Down Bellow, e hanno salutato con l’opener Lady Death un pubblico che aspettava il loro set con impazienza. In linea di massima, quelli che seguivano i Tribulation avevano qualche anno in più sul groppone rispetto a quelli che poi hanno accolto gli Insomnium. Su Down Bellow gli svedesi hanno ammorbidito ancora un po’ il loro sound, allontanandosi parecchio dalle radici death/black metal, ma senza perdere il loro marchio di fabbrica: un heavy metal retrò con spruzzate di black metal e un’essenza gotica che è lontanissima dal kitsch e affonda invece le radici nell’estetica gotica del Nosferatu di Murnau e nell’orrore vittoriano di Mary Shelley. Il quartetto allampanato, infilato in pantaloni a zampa e corpse paint, dal vivo spinge ancora di più su questo aspetto. Tutte quelle piroette da balletto (soprattutto del chitarrista Jonathan Hulten) erano forse un filo troppe, ma i Tribulation hanno convinto anche stavolta con un affiatamento eccezionale e uno splendido intreccio di riff e assoli di chitarra. Anche stavolta il cantante Johannes ha parlato poco, ma si è fatto valere con il suo growl ringhiante, che sta a meraviglia con i temi della morte e dell’orrore. I Tribulation hanno detto l’ultima parola con Strange Gateways Beckon un po’ troppo presto, lasciando il palco ai loro colleghi finlandesi.
Gli Insomnium, rispetto ai Tribulation, sono ospiti più frequenti dei nostri palchi e, di conseguenza, avevano davanti un pubblico un po’ più numeroso, che ha riempito la sala inferiore dell’Orto bar fino all’ultimo angolino e, insieme alla band, ha portato la temperatura rapidamente a ebollizione. Circa due anni fa i finlandesi hanno pubblicato il concept album Winter’s Gate, accolto con grande favore e composto da un’unica traccia di quaranta minuti, e hanno deciso di giocarsela in modo audace: suonarlo per intero in questo tour. La scelta ha pagato, perché l’esecuzione era di altissimo livello, cosa che il pubblico ha capito subito, seguendo la band con entusiasmo, headbanging e persino qualche moshata. La band, di ottimo umore, o meglio il frontman Niilo, ha ringraziato l’Orto più volte in un bellissimo sloveno. Il viaggio di quaranta minuti attraverso le porte dell’inverno è volato via, e nella seconda parte del set gli Insomnium hanno piazzato una serie di hit come The Primeval Dark, While We Sleep, Down With the Sun e The Promethean Song. Personalmente, il melodic death metal finlandese, con tutta la sua malinconia esagerata, non mi ha mai fatto impazzire, ma bisogna ammettere che stavolta gli Insomnium hanno fatto il loro lavoro alla grande.
Scaletta
INSOMNIUM:
1. Winter’s Gate
2. The Primeval Dark
3. While We Sleep
4. Mortal Share
5. Down With the Sun
6. Weather the Storm
7. Ephemeral
8. The Promethean Song
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9. Only One Who Waits
TRIBULATION:
1. Lady Death
2. Melancholia
3. In the Dreams of the Dead
4. Randa
5. Ultra Silvam
6. Nightbound
7. The Lament
8. Strange Gateways Beckon
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