Richard Thompson, a caccia di tredici fiumi, scopre il lago di Bled (2018)

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Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Bled / Jezerska promenada / Slovenia
Data del concerto: 02.08.2018
Pubblico: 600
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso gratuito!!!)

Il leggendario maestro della chitarra inglese e pioniere del folk rock Richard Thompson, che è salito alla ribalta come membro fondatore delle indimenticabili icone del folk rock Fairport Convention, con cui nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso ha dato vita al folk rock inglese, finché non se n’è andato ‘per conto suo’, pubblicando prima qualche album a due con l’allora moglie Linda e poi anche un’invidiabile collezione di dischi solisti, ha suonato per la prima volta in Slovenia nella sua straordinariamente ricca e movimentata carriera musicale. Richard è salito sul palco a due passi dal lago di Bled nell’ambito del tradizionale festival bledese Okarina, dedicato per lo più alla promozione di artisti della world music.

Richard, che non si è fatto mancare il suo inconfondibile baschetto nero, ha imbracciato per tutto il concerto sia la chitarra elettrica sia quella acustica, con a fianco gli altri due membri del suo ‘trio elettrico’, il bassista americano Taras Prodaniuk e il batterista americano Michael Jerome. Richard, che il 14 settembre pubblicherà il suo nuovo, attesissimo album in studio intitolato »13 Rivers«, a Bled ha snocciolato un’assortita raccolta di brani solisti pescati da quasi tutti i capitoli della sua carriera solista, più una serie di esecuzioni sicurissime di pezzi del disco in arrivo. Con gli anni il suo stile musicale ha ampiamente superato i confini del folk rock tradizionale, tanto che alcuni brani di Richard, oltre al folk, contengono parecchi elementi di blues e ogni tanto anche di rock’n’roll, jazz e country: insomma, un miscuglio di stili davvero variegato. Forse a qualcuno ha fatto strano che quella sera non abbia suonato nemmeno un brano dei Fairport Convention, ma ai concerti di Richard succede piuttosto di rado, di solito solo in occasioni speciali come i vari anniversari.

Richard, che tra le chitarre elettriche giura soprattutto sulla Fender Stratocaster, ha aperto il concerto con tre brani nuovi, »Bones of Gilead«, »Her Love Was Meant For Me« e »The Rattle Within«, che si trovano sul già citato album solista in arrivo, »13 Rivers«. Tutti e tre sono risultati molto promettenti e, a quanto pare, »13 Rivers« sarà un altro disco decisamente interessante nella ricca carriera solista di Richard. Con l’esecuzione del brano successivo, »Take Care the Road You Choose«, Richard è tornato all’album »Sweet Warrior« del 2007, dimostrando di essere uno di quei musicisti di culto che non si fanno schiacciare dal proprio imponente passato creativo, ma sanno bene anche quanto valgono le creazioni più recenti. Le sue opere d’arte chitarristiche, con quella tecnica tutta particolare, erano un vero pascolo per le orecchie, mentre certi assoli suonavano come se arrivassero da ‘un’altra galassia’. La rievocazione dei vecchi evergreen, per lo più riuscitissima, è proseguita con una versione energica di »Can’t Win« dall’album »Amnesia« (1988), che Richard ha completato con astuzia con »Dry My Tears and Move On«, contenuta in »Mock Tudor« (1999). I pezzi più vecchi sono stati per lo più tenuti da parte per la fase finale, quando il pubblico, all’inizio piuttosto trattenuto e con parecchi stranieri, soprattutto turisti, si era ormai bello che sciolto.

All’improvviso il concerto di Richard è stato interrotto da un ospite speciale, il nostro noto cantautore Andrej Šifrer, che con un gran sorriso si è vantato del fatto che la sua amicizia con Richard dura da venticinque anni. In onore di questa amicizia di lunga data, Šifrer ha suonato il brano acustico »Vsaj za en dan« dal suo album »Srce in pogum« (2014). In studio, su quel pezzo, aveva collaborato come ospite speciale anche Richard, che stavolta sul palco ha accompagnato l’amico Andrej con la chitarra acustica. Alla fine Šifrer, che non aveva alcuna fretta di scendere dal palco e probabilmente avrebbe suonato ancora qualche suo pezzo se Richard non avesse cominciato a mostrarsi visibilmente impaziente, ha cantato ancora un verso del suo brindisi diventato popolare, »Za prijatelje«. Tutto l’onore e la gloria a questa loro amicizia di lunga data, ma il numero solista inatteso di Šifrer, dal punto di vista musicale e di atmosfera, ha tagliato di netto il concerto di Richard, perché si tratta di due caratteri musicali completamente diversi. Le reazioni del pubblico sono state di conseguenza piuttosto contrastanti.

Richard, le cui doti vocali sono rimaste praticamente invariate rispetto ai decenni passati, ci ha poi sorpresi con l’esecuzione di »Guitar Heroes«, che si trova sull’album »Still« (2015) ed è dedicata ad alcuni eroi della chitarra della sua infanzia, che hanno avuto un’influenza decisiva sullo sviluppo del suo stile musicale. Il brano è costruito come un collage di interpretazioni abbreviate di evergreen appartenenti a eroi della chitarra jazz e rock’n’roll come Django Reinhardt, Chuck Berry e Hank Marvin, che da ragazzo erano i suoi idoli.

»The Storm Won’t Come« è stato un altro brano nuovo, che a breve si potrà ascoltare su »13 Rivers«, mentre l’esecuzione di »Put It There Pal«, uscito nel 1996 sul secondo album di Richard nominato ai Grammy, »You? Me? Us?«, è stata una bella sorpresa. Dopo »Trying«, un altro pezzo di »13 Rivers«, Richard con una versione appassionata di  »I’ll Never Give It Up« è tornato a »Sweet Warrior«. Era arrivato il momento della parte finale del concerto e di alcuni dei capolavori più amati di Richard dagli inizi del suo percorso solista, che ha aperto con lo standard di Richard & Linda Thompson »Wall of Death«, uscito nel 1982 sull’album di successo commerciale »Shoot Out the Lights«, l’ultimo di Richard registrato con la sua ex moglie.

Richard ha chiuso la parte regolare del concerto con il classico solista »Tear-Stained Letter«, uscito nel 1983 sul suo secondo album solista »Hand of Kindness«. Nel bis, un po’ a sorpresa, visto che molti si aspettavano ancora qualche brano più vecchio degli inizi della sua carriera solista (quella sera non ha suonato nemmeno un pezzo di Richard & Linda Thompson degli anni Settanta), ha eseguito due brani relativamente poco rappresentativi, »Sally B« dall’album »Electric« (2013) e »Take a Heart«, cover della meno nota band beat/rock and roll inglese The Sorrows. Nonostante la scelta del bis non fosse proprio quella che la maggior parte dei fan si aspettava, non c’era un solo motivo per le emozioni negative, perché Richard e i suoi compagni di musica, con le loro versioni perfezioniste della maggior parte dei brani, ci hanno più che entusiasmato, ci hanno caricato di energia e hanno dimostrato che Richard, nonostante tra poco compirà settant’anni, è ancora in splendida forma, sia alla chitarra sia alla voce.

Richard Thompson, che a Bled ci ha entusiasmato con esecuzioni regali di brani nuovi e vecchi pescati dal suo ricco tesoro musicale, è uno di quei giganti della chitarra che ogni amante della buona musica dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. Non solo Richard, ma anche gli altri due membri del trio hanno dimostrato durante il concerto un’affiatamento eccezionale, una preparazione tecnica invidiabile e soprattutto un’enorme generosità nel suonare musica senza tempo, fatta davvero ‘col cuore e con l’anima’. L’affluenza è stata più che soddisfacente per gli standard di casa nostra, grazie anche all’afflusso di curiosi stranieri. Sembra che quest’anno gli organizzatori si siano impegnati di nuovo di più rispetto ad alcuni anni passati, con un palco più grande e la scelta azzeccata di una location dall’atmosfera piacevolissima proprio sulla riva del lago di Bled, mentre in passato certi concerti dell’Okarina festival erano stati spostati in posti meno suggestivi. Perfino i veterani e le icone del giornalismo musicale sloveno, che quella sera si sono visti in numero maggiore e che di solito non è facile accontentare, sono rimasti più o meno soddisfatti di quello che hanno sentito e visto.

Scaletta

1. Bones of Gilead
2. Her Love Was Meant for Me
3. The Rattle Within
4. Take Care the Road You Choose
5. Can’t Win
6. Dry My Tears and Move On
7. Vsaj za en dan (con Andrej Šifrer)
8. Guitar Heroes
9. The Storm Won’t Come
10. Put It There Pal
11. Trying
12. I’ll Never Give It Up
13. Wall of Death
(cover di Richard & Linda Thompson)
14. Tear Stained Letter
——–bis——–
17. Sally B
18. Take a Heart

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