Toto – Simon Phillips e Greg Philinganes a tu per tu con RockLine (2006)

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Data dell’intervista: 19.08.2006

L’intervista a due musicisti di altissimo livello, i Toto Greg Philinganes (voce, tastiere) e il batterista Simon Phillips, è stata fatta poco prima dell’esibizione dei Toto a Graz, il 20.08.2006, poco prima del concerto conclusivo dei Toto nel loro tour europeo estivo del 2006. Mentre me ne stavo lì seduto al tavolo, pensavo già a come avrei bombardato di domande il chitarrista Steve Lukather o il cantante Bobby Kimball, e invece, con mia enorme sorpresa, il primo a sedersi di fronte a me è stato Greg Philinganes. 

Aleš: “Ciao Greg, come va?”
Greg: “Ciao, alla grande, grazie.”

Aleš: “Come ti senti da nuovo membro dei Toto?”
Greg: “Mi sento benissimo!”

Aleš: “Com’è l’esperienza di suonare in una band come i Toto, visto che prima hai collaborato con un sacco di nomi altisonanti e li hai accompagnati sui palchi di tutto il mondo nella tua lunga carriera? Per esempio E. Clapton, B. Streisand, M. Jackson, G. Harrison,…”
Greg: “Per me è una situazione nuova e particolare, una dinamica completamente diversa! In pratica adesso suono in una band che è una star come squadra, mentre prima suonavo in una band che accompagnava la star. Ora suono in una band che è la star!”

Aleš: “Per te è stato difficile entrare nei Toto e integrarti?”
Greg: “No no! Per niente! In carriera mi sono trovato in parecchie situazioni del genere e ci sono abituato, però non mi sarei mai aspettato, nemmeno nei sogni più folli, di finire proprio nei Toto: far parte di una band così è una sensazione davvero enorme.”

Aleš: “Com’è andata la registrazione del nuovo album “Falling In Between”?”
Greg: “Ci sono voluti 10 mesi per registrare il disco! Il primo giorno in studio siamo partiti da un unico spunto, un unico motivo, e l’abbiamo sviluppato. Ognuno ha messo le sue idee. Abbiamo scritto tutto insieme. Siamo tutti autori del materiale, che è cresciuto man mano che registravamo in studio. Per me è un approccio nuovo, perché prima ero abituato a lavorare con autori che il materiale ce l’avevano già pronto, e io mi limitavo a soddisfare le loro richieste. Arrivavo in studio e loro esprimevano solo desideri e pretese del tipo: suonamela così e così,… Qui invece tutto il materiale l’ha messo insieme la band, cioè tutti i suoi membri.”

Nel frattempo si è unito a noi anche il batterista della band, Simon Phillips…

Aleš: “Quanto siete contenti della nuova etichetta?”
Simon: “Abbiamo preso alcune decisioni che di sicuro non sarebbero piaciute alla vecchia etichetta. A dire il vero, quando abbiamo deciso di registrare del materiale nuovo eravamo senza contratto, e lo siamo rimasti anche durante la registrazione dell’album. Non ci siamo fatti nessun problema. Una delle opzioni che avremmo accettato era anche quella di pubblicare l’album in autoproduzione, pagando di tasca nostra tutte le spese. Volevamo fare un album libero da tutte le pretese che oggi dettano le etichette, con l’obiettivo di spremere dagli artisti più profitto possibile. Sono stati proprio i Frontiers Records a mostrare un interesse enorme per il nostro nuovo album, e le loro condizioni ci sono piaciute, così è nata una collaborazione fruttuosa. In pratica si sono buttati sul nostro album a braccia aperte!”
Greg: in realtà avevamo la testa in tutt’altra dimensione. L’obiettivo di base era fare un album che fosse il frutto di una stretta collaborazione tra singoli musicisti. L’obiettivo di base era offrire una qualità che fosse l’espressione più autentica di noi come musicisti. E in tutto questo non ci siamo preoccupati di guadagni e profitti. Giusto quel tanto che basta per garantirsi una vita dignitosa.”

Aleš: “Alcuni brani hanno nuovi arrangiamenti, che suonate nel tour attuale. Perché avete scelto di farlo? Per esempio Rosanna ha un’introduzione completamente nuova e interessante, in stile jazz?”
Simon: “Sai, ai concerti dobbiamo suonare parecchi pezzi più vecchi, che sono stati dei successi, e la gente li pretende proprio ai nostri concerti. Con gli anni, però, ti stufi di suonarli sempre allo stesso modo. Così a molti abbiamo aggiunto inserti particolari, parti iniziali e finali, che per noi rappresentano una nuova sfida da affrontare dal vivo, e allo stesso tempo soddisfano le richieste dei nostri fan. In questo modo il nostro materiale è diventato ancora più attraente e ancora più divertente da suonare. Allo stesso tempo penso che con i nuovi arrangiamenti questi pezzi dei Toto siano più Toto che mai. Il vero riflesso della band di oggi.”
Greg: “Rosanna e il suo nuovo arrangiamento sono nati in pratica un giorno in cui mi stavo divertendo in studio. Così è nata, in modo spontaneo, una versione che mi piaceva moltissimo. L’ho fatta sentire agli altri, che ne sono rimasti subito entusiasti, e quindi abbiamo deciso di trasformare, per i concerti, la versione base di Rosanna nella forma che puoi sentire nei nostri show di adesso.”

Aleš: “E come reagisce il pubblico durante le serate di questo tour a questa veste nuova dei classici della band?”
Simon: “La gente accoglie la novità con entusiasmo, anzi, uno degli scopi è proprio l’effetto sorpresa, che in qualche modo fa saltare ancora di più la gente in piedi ai concerti. Di sicuro i nostri concerti oggi ondeggiano ancora di più, tra dinamica ed energia nell’esecuzione. Semplicemente grazie a tutta questa varietà di motivi e arrangiamenti diversi che proponiamo durante gli show.”

Aleš: “Quest’anno la band compie 30 anni, avete in programma qualcosa di speciale per festeggiare?”
Simon: “Al momento non abbiamo nessun piano per l’anniversario, ma ci stiamo pensando.
Greg: “Le decisioni le prenderemo probabilmente nella pausa tra questo tour e il prossimo. Molto probabilmente già quest’autunno ci sarà qualcosa di più chiaro.”

Aleš: “Si dice che sui palchi usiate una nuova tecnologia digitale per la produzione dei concerti?”
Simon: “Sì, è una novità. Però in questo tour, dove suoniamo esclusivamente all’aperto, cioè nei festival open air, per ora non la usiamo. Quando torneremo in Europa per il tour primaverile del prossimo anno, anche questa nuova attrezzatura verrà con noi nei palazzetti. Devi venire a un concerto al chiuso per vederla con i tuoi occhi. Si tratta di una tecnologia completamente nuova, basata su un sistema P.I. digitale e su un modo del tutto nuovo di proiettare i filmati durante i concerti. La digitalizzazione del sistema ci ha permesso anche di sviluppare una speciale scheda di controllo, comodamente piccola e quindi un enorme vantaggio, anche perché in pratica è molto più maneggevole e, per il trasporto, anche molto più reattiva.”
Aleš: “Come commentate il fatto che agli occhi dei critici diventate sempre più una band “live”, mentre un tempo eravate una vera fabbrica di hit? Oggi vi concentrate di più sull’esprimere voi stessi come musicisti, senza stare necessariamente a caccia di nuovi hit da comporre?”
Greg: “Siamo ancora una fabbrica di hit!”
Simon: “Oggi l’industria musicale è cambiata parecchio. Dobbiamo occuparci di due cose contemporaneamente, che hanno un senso e si completano a vicenda in modo molto interdipendente. Una è il processo di registrazione di un nuovo album, l’altra è la promozione del tour. L’una non va senza l’altra, anche se sono due processi separati, e il risultato raggiunge il successo desiderato e l’obiettivo solo quando lavorano mano nella mano. Anche se a qualcuno può sembrare che diventiamo sempre più una band “live”, il nostro punto focale resta sempre la registrazione di nuovo materiale in studio. Anche oggi.”

Aleš: “Oggi è l’ultima data dei Toto nel tour europeo estivo? Come vi sentite?”
Simon: “Mi sento soprattutto stanco. In tutto abbiamo suonato 68 concerti. Sono contentissimo che il tour sia finito, così possiamo tornare dalle nostre famiglie e finalmente riposarci.
Greg: “Sì, è vero. Anch’io sono contento che sia arrivato alla fine.”

Aleš: “Vi ho visti a Belgrado cinque giorni fa: il concerto di oggi sarà diverso in qualcosa? In fondo è, almeno per un po’, l’ultimo che fate.”
Simon: “No, no. Il repertorio è esattamente lo stesso anche per lo show di stasera.”

Aleš: “Cos’è successo a Steve Lukather durante il concerto di Belgrado, che a un certo punto è schizzato via dal palco in mezzo allo show? Si è sentito male?”
Greg: “Doveva correre in bagno.”

Aleš: “Per finire vi ringrazio di cuore per il vostro tempo prezioso e vi auguro un’ottima serata e un gran finale di tour stasera, qui a Graz. Grazie!”
Simon: “Grazie!”
Greg: “Grazie, speriamo che vi godiate il nostro concerto!”

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