Dalla Croazia con furore: i Father a Lubiana (2006)

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Autore: Sandi Sadar Šoba

Data dell’intervista: 22.11.2006

Giovedì. La pioggia si era già calmata un po’. Con la troupe di RTV siamo arrivati al club K-4 come d’accordo: alle cinque. Abbiamo preparato tutto il necessario e aspettato l’arrivo dei Father. Nella sala accanto i tecnici stavano montando le luci per il concerto della sera. Il palco era ancora completamente nudo, senza strumenti, senza batteria e senza amplificatori. Un po’ di ritardo. I ragazzi sarebbero dovuti arrivare da un momento all’altro. Pare che abbiano avuto qualche grana al confine. Un classico! Toccherà aspettare. Pensavo che se la sarebbero tirata alla grande, visto che alle spalle avevano un tour inglese di enorme successo e di grande risonanza. I critici li portano alle stelle. I fan cantano le loro lodi. Hanno pubblicato un debutto di successo commerciale intitolato Inspirita. Lo ammetto! Avevo qualche dubbio su tutto, ma sono stati spazzati via ben presto. Davanti al club si ferma un furgone bianco. Stavolta ne scende un sestetto, il nucleo dei Father di stasera. Verso di noi si avviano due ragazzi sorridenti, spiritosi e super positivi. Il bassista Franjo Jardas è parecchio diverso da come me lo immaginavo. Soprattutto, a differenza della foto sull’album, gli sono cresciuti i capelli. Il cantante Mihael Prosen invece sembra tranquillo, ma anche un filo timido. Come se non fosse abituato alle attenzioni dei media. Ci stringiamo la mano e capisco subito che l’energia di questa intervista è carica di positività, sincerità e disponibilità da entrambe le parti…

Sandi: Prima di tutto, bentornati in Slovenia. Ultimamente avete suonato parecchio dal vivo. L’ultimo concertone l’avete fatto in Inghilterra. Che impressioni avete?

Franjo: Le nostre o quelle degli inglesi?

Sandi: Le vostre, ovviamente…

Franjo: Le nostre impressioni sono ottime. Abbiamo visto un po’ di mondo: in questa Mecca del rock’n’roll chiamata Inghilterra abbiamo suonato quattordici… No! Scusa, tredici concerti in tredici città diverse. Siamo stati accolti benissimo. Gran festa, grandi risate, e in primavera o in estate, molto probabilmente, ci torniamo in Inghilterra. Il nostro impegno ha dato i suoi frutti e ne siamo felicissimi… Eh sì!

Sandi: Da parte vostra c’era un po’ di ansia da palcoscenico? In fondo non capita tutti i giorni di suonare in Inghilterra…

Mihael: Sì, certo, un po’ di ansia c’era, e la paura di non reggere tutti quei concerti di fila. Abbiamo suonato per cinque giorni di seguito, poi un giorno di riposo, e poi di nuovo quattro giorni di concerti… Una roba così non l’avevamo mai fatta, quattro concerti in cinque o sei giorni. La nostra prima vera tournée, in realtà, l’abbiamo fatta proprio in Slovenia… Io avevo paura soprattutto per la voce, se avrei retto quel ritmo e se ce l’avrei fatta a cantare. Poi però… Ci siamo preparati bene, ci siamo guardati le spalle a vicenda e abbiamo fatto attenzione a tutto il resto. E è andato tutto liscio! Davvero: dal primo all’ultimo concerto abbiamo tenuto lo stesso livello. Ogni singolo concerto l’abbiamo suonato come se fosse l’ultimo della nostra vita. Abbiamo dato tutto, e la gente se n’è accorta eccome!

Sandi: Continuate a suonare dal vivo per supportare il vostro debutto Inspirita, accolto in modo fenomenale da critica, media e ascoltatori. Potete dirci due parole sul concept, sulla filosofia che si nasconde dietro il disco? Quali sono le vostre convinzioni personali, il vostro modo di pensare? Qual è la filosofia dei Father?

Franjo: (risate) Beh, insomma… In sostanza ruota tutto attorno a una cosa sola, ed è questa: sii te stesso, credi in te

Mihael: …e nelle zebre (risate)

Franjo: …Credi nell’amore e continua a rockare! (risate)

Mihael: Cioè, la filosofia… L’album è bello, e volevamo che fossero così anche i concerti: con un inizio e una fine, con una loro tematica. Come i testi, del resto… La cosa principale attorno a cui gira tutto è che facciamo qualcosa di nostro, di personale. Che siamo genuini e originali. Qualsiasi cosa facciamo, proviamo a farla a modo nostro: non vogliamo suonare come qualcun altro. Cerchiamo di spremere fuori da noi stessi quella sincerità che abbiamo dentro, quello che c’è in noi. È anche la ragione per cui siamo nati. Prima avevamo tutti le nostre band in Croazia, ed è stato proprio in Slovenia, ed ecco di nuovo il legame con la Slovenia, che sono nati i Father. Poco dopo aver visto a Ilirska Bistrica una band, i Laddio Bolocko…

Franjo: …che purtroppo non esistono più…

Mihael: Già… Sono i ragazzi che suonavano nei Mars Volta e negli At The Drive-In. Quel concerto ci ha letteralmente distrutti. Ci è successo di allargare i nostri orizzonti sulla musica e di provare a tirare fuori da noi il meglio, più o meno, e tutto questo è finito su questo album. E lavoreremo così anche in futuro, sul prossimo disco. Quanto alla promozione dell’album: questi sono gli ultimi due concerti che avevamo pianificato per promuovere il disco. Siamo riusciti a fare praticamente tutto quello che avevamo in programma. L’abbiamo presentato anche fuori dal nostro paese, nei territori dell’ex Jugoslavia, quindi per ora qui non possiamo fare altro. Non resta che pubblicare un nuovo disco e suonare in tutti i paesi in cui bisognerebbe suonare: Italia, Austria, Germania. Ci siamo dati l’obiettivo di suonare il più possibile in Europa fino all’uscita del prossimo disco, per far vedere alla gente del materiale che ormai non si trova più… Sai com’è la distribuzione…

Sandi: Gran parte del materiale, anzi la maggior parte, arriva dal demo Vasaii, il predecessore diretto dell’album.

Franjo: Sull’album ci sono in sostanza sette brani del demo…

Sandi: E la scrittura del nuovo materiale, la preparazione del nuovo disco, come procede? Finora avete avuto un sacco di impegni dal vivo: come siete messi a tempo per scrivere?

Franjo: In realtà in tutto questo periodo di tempo ce n’è stato pochissimo. Durante la presentazione dell’album ancora meno. Abbiamo cominciato a raccogliere idee per un sacco di pezzi, ci sono tante idee, tante ambizioni per i pezzi nuovi, ma il tempo non c’era e non c’era. Adesso abbiamo chiuso il tour britannico. Ci restano ancora quattro concerti per celebrare il ritorno dal tour. Dalle nostre parti: a Zagabria, a Fiume, a Lubiana e a Pola. Dopodiché ci chiudiamo nel nostro rifugio, in garage… Dobbiamo! Così! Solo acqua, pane e un po’ di salame… Niente altro! Ci chiudiamo dentro e gas a tavoletta. Voglia ne abbiamo tanta. Lo sai che non abbiamo scritto neanche un pezzo nuovo, per intero, completo e concreto, da due anni interi? E poi le idee ti escono dalla testa e dalle orecchie… Non riesci proprio a tenertele dentro. Schizzano da tutte le parti, ma noi non abbiamo potuto fare proprio niente. Davvero! Tra i viaggi, i concerti, ognuno ha i suoi…

Mihael: L’università, il lavoro… È difficile far combaciare tutto, ma bisogna…

Sandi: Inspirita suona in modo fenomenale. Vi siete scelti una vostra strada e la state percorrendo. Avete un’idea di fin dove potreste spingervi con gli esperimenti, restando comunque i Father? Dove sono i confini per cui si potrebbe dire “Di qua siamo ancora i Father, di là i Father semplicemente non esistono più”?

Franjo: Noi non ci pensiamo neanche. Già adesso, mentre lavoriamo, ci lasciamo trasportare e dove ci porta, qualunque parte sia, quella è la nostra strada. E lì ci fermiamo, parlando dei pezzi… Mettersi a speculare adesso sui limiti… Boh. Ecco!

Mihael: Ci metteremo insieme. Ci troviamo in due o tre e tiriamo fuori qualcosa… Poi gli altri due… Anch’io ho qualche pezzo allo stato embrionale che aspetta solo di essere messo in piedi. Da tutta la vita seguiamo quello che ci interessa, ascoltiamo musica, ci spingiamo fino a certi estremi. Di confini in realtà non ce ne sono, e chi lo sa come verrà fuori alla fine… Magari ne esce fuori un disco emo… (risate) Scherzo.

Franjo: Alla base siamo… Suoniamo musica dura. Questa è la cosa, oltre a tutto il resto: un’esperienza unica e fisica che ci ripulisce quando suoniamo forte e pesante. Poi, in linea di principio, ognuno di noi ascolta di tutto, da Björk ai Pantera, dai Beatles a Halid Bešića… Lo conosci?

Mihael: Tanto lo sai.

Franjo: Siamo dentro a tutto questo. A tutto insieme. Lo mettiamo alla prova attraverso il nostro… Prisma… Prendiamo e facciamo qualcosa di nostro, ma con la consapevolezza di tutte le influenze. Come hai detto tu: non so dove ci porterà. Spero nella direzione giusta.

Mihael: La differenza si sente da un pezzo all’altro. Direzioni diverse che formano un tutto. Vedremo…

Franjo: Magari verrà ancora meglio di Inspirita…

Sandi: E i piani, i progetti per i Father, a breve e a lungo termine?

Mihael: Il piano è questo: dopo il concerto al K-4 abbiamo a Pola il concerto finale del cosiddetto tour del ritorno dall’Inghilterra. Poi, come ha già detto Franjo, ci seppelliamo in sala prove, suoniamo, scriviamo pezzi nuovi. Qualche concerto è già fissato. È in programma anche una Beatles revival band. Suoneremo i Beatles, più qualche festivalino, ma la priorità sono i pezzi nuovi, e a marzo torniamo in Inghilterra per un tour, perché siamo stati invitati da tutti quei club, e c’è interesse anche da parte di alcune persone, quindi forse venderemo la licenza di Inspirita. Ci sono dei segnali in questo senso. A luglio siamo di nuovo invitati in Inghilterra, a un festival dove saremo addirittura headliner. Quindi… Questo è quello che abbiamo messo in programma: anche l’anno prossimo proveremo a realizzare tutto e a suonare più concerti possibile in giro per l’Europa. Questo, credo, è il nostro obiettivo principale: Inghilterra, Germania, Austria… Provare a suonare lì il più possibile per più gente possibile e vedere le reazioni dal vivo.

Franjo: Questi sono i piani a lungo termine. Quelli a breve termine invece sono che adesso andiamo tutti insieme a bere una birra! (risate) Ecco… Ecco… Sarebbe bellissimo!

Sandi: Grazie per l’intervista!

Franjo: Grazie a voi!
Mihael: Vorrei salutare ancora Dejan Radičević, che ha mixato il nostro disco. A lui va tutto il merito.

Franjo: Yessss!!!

Sandi: Grazie ragazzi!

Franjo: E grazie anche a voi tutti! (risate) Danke schön!

foto: Jani Lah

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