Ten Years After: a 40 anni suonati non mollano un colpo (2008)

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Data dell’intervista: 04.09.2008

Quando l’entusiasmo dopo il concerto dei Ten Years After, leggendari esponenti del “white blues boom” della fine degli anni Sessanta britannici, si è calmato, Leo Lyons, il bassista della band, si è concesso per una breve chiacchierata con RockLine. I Ten Years After avevano appena chiuso un set che, anche dopo più di 40 anni, resta intenso e carico di energia. Dopo il concerto Leo e gli altri tre membri della band, Joe Gooch (chitarra/voce), Ric Lee (batteria) e Chick Churchill (tastiere), si sono messi a firmare autografi. Quando la folla si è sparpagliata per le altre faccende della serata (soprattutto bere e mangiare) in attesa dell’esibizione di Mitch Ryder, io e Daniel ci siamo avvicinati al leggendario bassista e….

RockLine: L’anno scorso avete festeggiato i 40 anni della band.
Leo Lyons: Esatto. E l’anno prossimo saranno 40 anni da quando abbiamo suonato a Woodstock…

RockLine: Insomma, per i Ten Years After succedono di continuo un sacco di cose interessanti.
Leo Lyons: Siamo sempre in giro a suonare dal vivo. Come 40 anni fa. Oggi non so nemmeno con precisione dove abbiamo suonato.

RockLine: Come fate a tenervi in forma?
Leo Lyons: Ci tiene insieme l’amore per quello che facciamo. Ci piace e basta suonare, salire sul palco. Ovunque siamo e ovunque arriviamo. Mi lascio andare, esibirmi mi rilassa un sacco.

RockLine: L’arrivo di Joe Gooch nella band al posto di Alvin Lee è stato più che un successo.
Leo Lyons: Esatto. È un musicista eccezionale. Siamo molto contenti di averlo trovato e sul palco ci intendiamo a meraviglia.

RockLine: Tante band che hanno fatto il vostro stesso percorso non sono riuscite a rilanciarsi. Avete usato una qualche formula speciale?
Leo Lyons: No. Dietro non c’è nessuna formula. È semplicemente successo. Siamo stati fortunati. Il vantaggio di questi cambi è che il nuovo arrivato porta sempre energia e freschezza nella band, e questo influisce positivamente anche sugli altri membri, perché il gruppo prende slancio e punta alla creatività. Molte band che si sono rimesse insieme hanno scoperto che quell’energia tra i membri non c’era più. Per questo non sono riuscite a durare.

RockLine: Finora con Joe Gooch avete pubblicato un solo disco, “Now”, nel 2004. State già lavorando a del materiale per un nuovo album?
Leo Lyons: Abbiamo pubblicato due dischi, il secondo era un live, “Roadworks”. E il nuovo album è pronto. Dovrebbe uscire questo ottobre, si intitolerà “Evolution” e insieme ci sarà anche un DVD.

RockLine: Come suonerà il nuovo album?
Leo Lyons: Sarà diverso dal precedente. Questo è certo. Ma sarà un tipico album dei Ten Years After. Tutti gli album dei Ten Years After sono molto diversi l’uno dall’altro e anche quello nuovo porterà con sé queste differenze. Speriamo che piaccia alla gente.

RockLine: Leo, ti ricordi del vostro concerto in Slovenia, a Postumia, di due anni fa?
Leo Lyons: Sì. Me lo ricordo.

RockLine: Qui a St. Veit Joe Gooch mi è sembrato ancora più sicuro di sé e convincente rispetto a due anni fa a Postumia. Avete suonato parecchio in questi due anni?
Leo Lyons: Sì. In questo periodo abbiamo fatto un sacco di serate. Ne suoniamo circa 150 all’anno e Joe, nel frattempo, si è calato ancora meglio nella band. In generale, come anello di congiunzione tra pubblico e band si muove con molta più sicurezza.

RockLine: Signor Leo Lyons, grazie per la chiacchierata, spero che la prossima volta ci vedremo di nuovo in Slovenia.
Leo Lyons: Grazie a voi. Grazie per essere venuti a trovarci stasera al concerto qui.

intervista a cura di: Daniel Pavlica e Aleš Podbrežnik
testo tradotto e curato da: Aleš Podbrežnik

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