Thomas Vikstrom: “Stare nei Therion è una parte naturale della mia crescita artistica” (2010)
Luogo: Lubiana – Stoccolma (intervista telefonica)
Data dell’intervista: 07.09.2010
Thomas Vikstrom è il cantante dei Therion, gli svedesi del metal sinfonico. Un vocalist eccellente, diviso tra tantissimi progetti musicali, legati soprattutto al metal classico, all’hard rock melodico, al metal progressivo, ma anche alla recitazione e alle esibizioni a teatro. Thomas, per di più, suona diversi strumenti: oltre al canto, il suo grande amore sono le tastiere. I Therion, in giro dal 1987, hanno pubblicato da poco il nuovo album in studio “Sitra Ahra”, che chiude la tetralogia concettuale inaugurata dal genio musicale e leader della band Christofer Johnsson con gli album “Lemuria”, “Sirius B” e “Gothic Kabbalah”. Era pomeriggio quando è squillato il telefono…
RockLine: “Pronto?”
Thomas: “Pronto? Mi senti?”
RockLine: “Sì. La linea è ok. Thomas? Come stai?”
Thomas: “Bene. Sono seduto fuori: qui da noi in Svezia è settembre e fa ancora caldo, sono in giardino dal mio vicino.”
RockLine: “Ci racconti com’è andata quando sei entrato nei Therion?”
Thomas: “La storia è iniziata nel 2007. Ero in cucina quando mi è arrivata una telefonata. Dall’altra parte c’era Christofer Johnsson. Allora Christofer non lo conoscevo ancora. I Therion, ovviamente, sì. Christofer aveva sentito la mia voce sull’album che avevo fatto con i Mehida. Mi ha chiesto con molta gentilezza se mi andasse di unirmi alla band per un tour. Avevano fretta, perché il tour era alle porte e Christofer aveva urgente bisogno di un cantante. Io della loro musica non avevo la minima idea. Ho chiesto a Christofer di mandarmi un po’ di roba da studiare. E lui è stato rapidissimo: un pacco con l’intera discografia dei Therion, spedito in espresso. Ho ascoltato solo “Lemuria” e “Sirius B”, che mi hanno conquistato all’istante, così ho accettato la proposta senza pensarci due volte. Il battesimo del fuoco coi Therion l’ho avuto al Wacken Open Air. Una follia! Da lì ho capito che andare in tour con i Therion è un lavoro durissimo, ma anche un enorme piacere e un gran divertimento. L’estate scorsa siamo andati a pranzo insieme, Christofer e io. In quell’occasione mi ha chiesto se per caso mi andava di diventare un membro stabile dei Therion. Gli ho risposto subito: “Certo che mi va!” Da allora i Therion sono la mia priorità numero uno in tutto quello che faccio con la musica.”
RockLine: “Sei coinvolto in un sacco di altri progetti musicali, tra cui suonare le tastiere e cantare a teatro. Per te è stato abbastanza naturale entrare in una band che unisce elementi classici e metal?”
Thomas: “Sì. Meglio di così non potrei dirlo. Per me questa posizione nei Therion è l’ideale. Quando sono nei Therion posso usare una gamma vocale enorme. Posso sfruttare tutta la tavolozza dei colori della voce e sperimentare, e questo mi diverte e mi ispira da matti.”
RockLine: “Sul nuovo album “Sitra Ahra” ci sono più voci soliste. Usi mai le voci estreme, tipo il “growl da death metal”?”
Thomas: “No. Mai. Perché non lo so fare. Non ci riesco. Rischierei di rovinarmi la voce o di farmi male. Le voci estreme le ha messe Snowy Shaw, la voce femminile è di Lori Lewis, io mi occupo delle parti maschili pulite, e su quattro pezzi dell’album ha cantato anche mia figlia Linnea, come voce principale, e ne sono incredibilmente orgoglioso. Parlando con Christofer, per caso è venuto fuori che anche mia figlia canta. Christofer si è entusiasmato e ha detto che l’avrebbe chiamata per vedere come funzionava la sua voce sui pezzi, così l’ha invitata in studio. Quando erano lì mi ha chiamato e mi ha detto di raggiungerli. Certo, la presenza del padre può mettere a disagio una figlia mentre registra le parti vocali, ma la ragazza ha fatto tutto alla grande. Christofer è rimasto così soddisfatto del risultato da affidarle il ruolo di voce principale addirittura su quattro pezzi.”
RockLine: “”Sitra Ahra” è un nuovo passo per i Therion. Insieme a “Lemuria”, “Sirius B” e “Gothic Kabbalah” è l’ultimo capitolo della tetralogia e la chiude. Che ne pensi?”
Thomas: “Secondo chi ha già ascoltato qualche pezzetto dell’album, dovrebbe evocare di nuovo lo spirito dei vecchi album dei Therion. D’altra parte, è anche un disco in cui c’è stata parecchia sperimentazione sonora, e questa è sicuramente una novità. Allo stesso tempo volevamo mantenere e mettere in risalto un feeling vivo, o meglio, il più naturale possibile, per sottolineare anche l’atmosfera della storia che l’album racconta. Alla fine eravamo tutti molto soddisfatti e orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare in studio.”
RockLine: “Ti aspetti di dover dedicare parecchio tempo alla preparazione che richiedono la vostra ricca scenografia e l’interpretazione musicale?”
Thomas: “Noi Therion ci vedremo una settimana prima della partenza per il tour, e proveremo il materiale come vogliamo che suoni sul palco. Per ora ognuno si prepara per conto suo e si allena sul materiale che suoneremo in tour. Quella settimana prima della partenza ci servirà solo per far combaciare alla perfezione i ruoli sul palco, una specie di calibrazione e rifinitura dello show che stiamo preparando per i nostri fan. Per il resto, i pezzi li ascolto di continuo. Quando lavoro, quando guido, tutto il giorno… ti devono entrare nel sangue.”
RockLine: “Quando sei in tour per periodi lunghi, c’è una formula utile che segui per tenere la voce il più fresca e sana possibile, e per non rovinarla durante il tour?”
Thomas: “In realtà non c’è niente di sconvolgente da aggiungere. È importante evitare di parlare troppo quando sei in tour e non esporsi troppo al freddo, per esempio con le bevande ghiacciate. Se ti prendi un raffreddore o ti fai male alla voce, c’è il rischio serio che il danno peggiori. Se il calendario è fitto, può andare davvero a finire male e perfino danneggiarti la voce in modo permanente. Ma con l’esperienza si riesce a superare molte cose. Mio padre, che era un cantante lirico, dice sempre: “Finché riesci a parlare, riesci anche a cantare! Ah, ah, ah…!”
RockLine: “Che tipo di musica e quali artisti ti hanno ispirato in particolare a scegliere la carriera di musicista professionista?”
Thomas: “Parto dal primo contatto con l’heavy metal. La prima cosa che mi ha attirato e, di fatto, spinto a fare musica è stato l’incontro con i Kiss in televisione. Da noi in Svezia c’erano solo due canali. TV1 e TV2. Quando ho visto questi “mostri” saltare sul palco in TV, la mia vita è cambiata di colpo. Pensavo addirittura che venissero dallo spazio. Volevo fare esattamente quello che facevano loro. Volevo vivere esattamente la vita che vivevano loro. Ovviamente non è andata proprio così, perché più tardi sulla mia carriera ha influito anche mio padre. Per il resto, ascolto molto volentieri tanto hard rock melodico, AOR. La melodia per me conta moltissimo nella musica, seguire il senso della melodia.”
RockLine: “Hai la fama di musicista iperimpegnato. A quale altro progetto musicale stai lavorando in questo momento, oltre a cantare con i Therion?”
Thomas: “Al momento i Therion sono la mia priorità. Però sto già mettendo insieme idee per un nuovo album in studio tutto mio. Un album in studio da solista. Sarà il mio secondo album solista in dieci anni. Mi ci metterò seriamente appena finiamo il tour dei Therion. Poi canto nei Covered Call, un’ottima band AOR melodica svedese che l’anno scorso ha pubblicato il debutto in studio, e c’è anche la mia collaborazione con i Mehida. Loro sono dei metallari progressivi guidati dall’ex tastierista dei finlandesi Sonata Arctica, Mikko Härkin. Con loro stiamo preparando, con ogni probabilità, un album acustico. E poi c’è un’altra storia, legata alla Slovenia. I Fireine sono una band slovena, per cui ho messo la voce sul debutto “Maya”. Sono stato a Radovljica per le registrazioni dell’album, il capo della band è Dali Sterniša. È stato lui a contattarmi. Ricevo proposte da band di ogni tipo, ma la musica che mi ha presentato Dali mi ha colpito in modo particolare e ho accettato di cantare. È davvero un approccio diverso al metal, l’album “Maya” è qualcosa di speciale. Quando sono stato in Slovenia ho visto un sacco di posti interessanti. Lubiana, Bled, eccetera… Ho assaggiato perfino il burek. E sai che cosa mi ha sempre fatto ridere? Non riuscivo a capire come si possa mangiare il burek e bere lo yogurt allo stesso tempo, ah, ah, ah,…”
RockLine: “Ho notato che su “Sitra Ahra” suona anche il bassista dei Treat, Nalle Pahlsson. Com’è nata questa collaborazione tra i Therion e Pahlsson?”
Thomas: “Nalle in Svezia è praticamente una leggenda del basso. Una specie di Bob Daisley svedese, se posso fare un po’ di caricatura, ah, ah, ah… Qui lo conoscono tutti. Ha suonato praticamente con chiunque. Poco tempo fa ha registrato il basso anche per il nuovo album in studio di Brian “Robbo” Robertson…”
RockLine: “Quali sono i piani per il dopo, una volta che i Therion avranno finito il tour?”
Thomas: “Il nostro tour sarà lungo. Suoneremo per ben due mesi e mezzo. Praticamente ogni giorno. So che sarà faticoso, ma anche tremendamente divertente. Spero che, dopo aver chiuso la parte americana ed europea del tour, l’anno prossimo riusciremo a fare anche un giro in Asia.”
RockLine: “I Therion hanno già suonato in Asia?”
Thomas: “Sì. In Giappone. Era un festival. In compagnia degli Heaven And Hell. È stato indimenticabile. Nel backstage avevamo i camerini insieme agli Heaven And Hell e ho potuto incontrare di persona Ronnie James Dio.”
RockLine: “Come vivi le reazioni del pubblico quando suoni nei vari paesi del nostro pianeta?”
Thomas: “Ci sono paesi, come il Giappone, dove la gente ti aspetta a ogni angolo. All’aeroporto, davanti all’hotel, ti seguono letteralmente ovunque. Vanno matti per te e per la tua musica. Però stanno fermi e ti guardano da lontano. Solo quando sei tu a rivolgere loro la parola, capiscono che possono parlarti. Poi ci sono paesi dove la gente urla letteralmente quando ti vede e ti rincorre per strada. E reagisce in modo altrettanto scatenato anche sotto il palco. Poi, per dire, sali sui palchi della Germania e trovi di nuovo una reazione completamente opposta. Lì la gente non vive la cosa con tutta quell’euforia. Si lascia andare all’ascolto, sono un pubblico molto più tranquillo.”
RockLine: “A Lubiana potremo vedere i Therion il 07 novembre di quest’anno.”
Thomas: “Sì. Noi Therion non vediamo l’ora di incontrare i nostri fan nel vostro paese. Come ho detto, alla Slovenia mi legano ricordi bellissimi e sono felice di poter rivedere i tanti amici che ho lì. So che sarà un’altra esperienza indimenticabile e una gran serata di concerto insieme!”
RockLine: “Thomas, grazie per il tuo prezioso tempo. Ti auguro tanto successo, salute e divertimento nel tour che sta per partire. In bocca al lupo.”
Thomas: “È stato un vero piacere scambiare due parole. Grazie anche a te e un caro saluto!”
foto: Nuclear Blast Records (archivio)
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