Gothic Kabbalah
Autore: Rok Klemše
Artista: Therion
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 2007
Therion è sinonimo di qualità. I Therion sono una band che in 20 anni di carriera non ha ancora sfornato una vera delusione e che ogni volta sorprende con progressi pazzeschi nel suono e con un’altissima qualità, sia nella musica in sé, sia nelle parti vocali che nei testi. Gli anni del death metal li hanno lasciati alle spalle da un pezzo, ma stavolta hanno messo un po’ in disparte anche il suono sinfonico che ha segnato il periodo di mezzo della carriera dei Therion, più o meno dall’album Theli in poi. E proprio il fatto che stavolta i Therion abbiano quasi abbandonato il loro suono inconfondibile porterà a recensioni parecchio contrastanti da parte dei fan. Un colpo ancora più duro per tutti i fan è stata la notizia che la figura centrale e principale autore del materiale dei Therion, Christofer Johnsson, dice addio al canto e si dedicherà solo a scrivere, comporre e suonare la chitarra. Ancora più alta era quindi la curiosità per il successore dell’ottimo doppio del 2004 Lemuria/Serius B, tanto più che avrebbe dovuto essere il capitolo conclusivo di una trilogia. Ma stavolta Christofer ha cambiato idea e ha spostato la conclusione chissà dove nel futuro, ed è nata Gothic Kabbalah. Il titolo in realtà inganna un po’ chi conosce la musica dei Therion solo in superficie, perché questo è il disco meno “gotico” della band, anzi, il nome non ha nulla a che fare con alcuna etichetta di genere: si tratta infatti di un concept album sul mistico e studioso di rune svedese Johannes Bureus e sul movimento fondato in Svezia nel XVI secolo, la Gothic Kabbalah.
Basta con le mie elucubrazioni, andiamo al sodo. Era difficile credere che Gothic Kabbalah avrebbe raggiunto l’eccellenza del doppio del 2004, Lemuria/Serius B, e invece questo nuovo doppio disco, con ben 85 minuti di musica ottima, lo raggiunge senza fatica, se non addirittura lo supera. Va detto subito che è un disco che magari non ti colpisce al primo colpo. Servono più ascolti per scoprire tutti gli strati che Gothic Kabbalah ha da offrire. Lo ammetto, anche a me dopo il primo ascolto il disco non sembrava niente di speciale, anzi, mi ha pure deluso, perché mi mancava quel vero suono Therion. Ma lo scopo della buona musica è non darti tutto subito, no? E anche Gothic Kabbalah dopo qualche ascolto ti entra sotto pelle e lì resta! Imponente, emotivo, assassino, magico, fantastico: sono gli aggettivi che mi vengono in mente ascoltando questo lavoro.
Il vuoto lasciato dalla decisione di Christofer di smettere di cantare è stato colmato più che egregiamente, e per giunta con due vocalist. Le parti vocali stavolta se le sono prese il polistrumentista Snowy Shaw (Dream Evil, Mercyful Fate, King Diamond) e Mats Leven (At Vance), considerato uno dei migliori cantanti svedesi, cosa che dimostra anche in questo disco. Dalle cantanti ospiti Katarina Lilja e Hannah Holgersson, poi, non ci si poteva aspettare altro che la massima qualità. Stavolta Christofer e Kristian Nieman sono riusciti a scrivere alcuni dei migliori riff che ci sia mai capitato di sentire dai Therion, e la parte del leone nella scrittura l’ha messa anche il batterista Petter Karlsson. Se sommiamo tutto, i Therion si presentano stavolta forse per la prima volta come una vera band, non solo come Christofer più gli altri. Per spiegarmi meglio: stavolta i Therion funzionano come un vero blocco unico, c’è meno enfasi sulle parti sinfoniche e il disco è opera dell’intera band, non solo di Christofer, e a sentir lui è una cosa che ha sempre desiderato.
E la musica in sé, i pezzi? Si dice che il meglio si lasci per la fine 🙂 L’album ha davvero un tocco magniloquente ed epico, che non sono in molte le band a offrire. Anche se i Therion hanno leggermente deviato dalla loro strada sinfonico/operistica, restano comunque una delle band più uniche del metal, solo che stavolta si sentono più influenze rock, soprattutto il suono del disco strizza l’occhio al rock degli anni Settanta. Queste influenze si mescolano benissimo in “Tuna 1613”, la cui intro ricorda le armonie vocali dei Queen, mentre il suono dell’hammond aggiunge ancora più feeling vintage. Anche gli elementi folk si inseriscono alla grande, non nella misura di Secret of the Runes, ma comunque abbastanza da farsi sentire e da essere un ottimo upgrade e un’aggiunta all’atmosfera folle del disco. Soprattutto in “Trul”, con le sue linee di chitarra incredibili, i cori e il flauto che dà al pezzo un vero sapore Jethro Tull. La title track è sicuramente una delle migliori del disco, ti si pianta subito in testa e già qui si sente l’incredibile voce di Mats, che si intreccia con quelle delicate femminili, una cosa che nel disco ricorre più volte. Impossibile non citare le parti di chitarra eccellenti, soprattutto gli assoli incredibili di Christofer e Kristian e i riff magici. Una vera benedizione per le orecchie! Uno dei pezzi più belli del disco è sicuramente “The Perrennial Sophia”, di nuovo con voci indescrivibilmente folli, sia maschili che femminili. Un vero rocker alla Uriah Heep ce lo serve “The Falling Stone”, e non c’è da stupirsi, visto che nel disco ha collaborato anche Ken Hensley. Ma tranquillo, i Therion sono ancora una vera metal band, come dimostra per esempio la bomba “T.O.F. – The Trinity”, con arpeggi e assoli da paura alla Symphony X, solo che qui il pezzo è ancora più maestoso e imponente di qualunque cosa avrebbero scritto i Symphony X stessi. A ricordarci che i Therion non hanno certo dimenticato del tutto il loro lato sinfonico ci pensa la bombastica “Three Treasures”, con possenti cori maschili e inserti sussurrati. Come se tutto questo non bastasse, per chiudere i Therion ci servono anche il magnum opus del disco da 15 minuti, “Adulruna Redivivia”. Un’epopea nel vero senso della parola, con un’atmosfera folle e un sacco di svolte e intrecci.
A rendere davvero buono il disco contribuisce l’ottima produzione cristallina uscita dalle mani di Stefan Glaumann (Evergrey, Europe, Rammstein) e, di nuovo, gli splendidi testi di Thomas Karlsson, che offrono più che abbastanza materiale da approfondire, per chi è un po’ più curioso, ovviamente.
Con Gothic Kabbalah si apre un nuovo capitolo nel libro dei Therion. Come detto, un disco che richiede più ascolti, ma una volta che lo fai tuo, ti prende e non ti molla più. Consumarlo nel lettore è garantito. Come suonano dal vivo i “nuovi” Therion, potremo verificarlo molto presto: il 31 gennaio arrivano infatti insieme a Grave Digger e Sabaton al VPK Media Park di Lubiana. Fino ad allora hai ancora tempo perché Gothic Kabbalah ti conquisti e ti faccia venire la scimmia!
Formazione
Christofer Johnsson – chitarra, tastiere, organo
Kristian Niemann – chitarra solista e ritmica
Johan Niemann – basso, chitarra, chitarra acustica
Petter Karlsson – batteria, chitarra, tastiere, voce solista e cori, percussioni
Mats Levén – voce solista e cori, chitarra
Snowy Shaw – voce solista e cori
Katarina Lilja – voce solista e cori
Hannah Holgersson – voce solista e cori, soprano
Produzione
Stefan Glaumann
Tracklist
CD 1:
1. Der Mitternachtlöwe – 5:38
2. The Gothic Kabbalah – 4:32
3. The Perennial Sophia – 4:53
4. Wisdom and the Cage – 5:13
5. Son of the Staves of Time – 5:10
6. Tuna 1613 – 4:21
7. Trul – 5:11
8. Close up the Streams – 3:55
CD 2:
1. Wand of Abaris – 5:50
2. Three Treasures – 5:30
3. The Path to Arcady – 3:53
4. TOF – The Trinity – 6:17
5. Chain of Minerva – 5:28
6. The Falling Stone – 4:50
7. Adulruna Rediviva – 14:36
Durata:
CD1 – 38:53
CD2 – 46:24
Totale – 85:17