In The Aeroplane Over The Sea
Autore: Sandi Sadar Šoba
Artista: Neutral Milk Hotel
Etichetta: Merge Records
Uscita: year
Quando ho scoperto questo disco, mi si è letteralmente cambiata la vita. Certi dischi nelle nostre vite hanno questo potere. Queste due frasi non sono nemmeno particolarmente originali, visto che le ho incrociate più volte su internet, in combinazioni di parole diverse ma con lo stesso identico senso, in relazione a In the Aeroplane Over the Sea. Eppure valgono anche per la mia esperienza: non nel senso che grazie a questo disco mi sia successo chissà cosa nella vita, ma di sicuro nel senso che da quando l’ho ascoltato non la penso più del tutto come prima. Per questo, nelle righe che seguono sarà probabilmente difficile essere obiettivi, anche se con questo album l’obiettività forse non conta nemmeno più di tanto.
La musica dei Neutral Milk Hotel, il progetto del carismatico cantante, poeta e musicista Jeff Mangum, parla infatti soprattutto al lato emotivo di come viviamo le cose. Al primo incontro con l’album, ispirato dall’esperienza di Jeff con il Diario di Anna Frank, questa impressione magari non è immediata, ma si approfondisce letteralmente a ogni secondo d’ascolto.
Già il primo pezzo, ‘King of The Carrot Flowers Part One’, che parte con un miscuglio di ricordi sognanti e traumatici di un’infanzia qualunque, cantati da Jeff con la sua voce inconfondibile, tirata su da giù in fondo, quasi dalla pancia, annuncia qualcosa che non siamo abituati a sentire tutti i giorni. Poi la cosa non fa che salire e diventa intensissima. Nel terzo brano, la title track dell’album, a un certo punto entra per la prima volta il suono malinconico di una tromba, ed è lì che in qualche modo diventa chiaro che questa musica ha a che fare con qualcosa di vitale fino al midollo; è lì che magari torniamo a drizzare le orecchie su quello che Jeff canta, e nelle sue parole ci troviamo subito davanti, tutte insieme, una violentissima voglia di vivere e una tenerezza velata, insieme a immagini di morte intense e potenti. E la canzone si chiude con il verso: “how strange is to be anything at all.”
Segue ‘Two-Headed Boy’, un pezzo in cui Jeff pesta sulla chitarra acustica e canta, ogni tanto quasi urlando, uno strano testo su dei mostriciattoli fusi insieme in un barattolo di vetro, che all’improvviso si sposta su una storia d’amore affamata, vorace e disperata, sopra la quale sembra incombere qualcosa di oscuro e minaccioso. Insomma, in modo strano rivivi la sensazione del Diario di Anna Frank, e probabilmente in modo piuttosto diverso da come lo vivevamo quando a scuola lo leggevamo perché era obbligatorio.
Con questo stile, che intreccia chitarre “lo-fi” strappate, organi che suonano come uno sfondo sentimentale, parti di chitarra acustica e fiati di ogni tipo, il disco va avanti fino alla fine senza mai perdere intensità. ‘Holland 1945’ suona come una festa messicana surreale e scatenata, dove si celebrano insieme l’amore e la morte, mentre verso la fine la tuba diventa addirittura circense. Poi arriva ‘Communist Daughter’, dove si intrecciano un’innocenza distante e una lussuria sognante, mentre il momento forse più intenso dell’album è la traccia di oltre otto minuti ‘Oh, Comely’, in cui Jeff letteralmente “cade fuori” mentre reinterpreta, e dalla sua voce si sente che per lui è davvero intenso fino allo sfinimento, la storia di due gemelli siamesi in fuga, che si confrontano su come hanno vissuto questo mondo mentre, abbracciati, aspettano la morte.
Anna Frank, che ha ispirato il disco, qui non compare quasi mai, se non forse come un’allusione (e non ce n’è nemmeno bisogno), e in generale c’è ben poco che sia comprensibile alla lettera o facile da mettere in parole. Dal punto di vista musicale il disco è un mix di stili che oggi band come Black Heart Procession, Arcade Fire o Decemberists cercano di rifare con la stessa intensità, senza però riuscire nemmeno ad avvicinarsi, e questo nonostante siano band di prim’ordine. Forse è anche per questo che i giornalisti musicali americani, ormai quasi dieci anni dopo l’uscita del disco, sono ancora così ossessionati da Jeff Mangum, che poco dopo si è ritirato dalla scena pubblica. Per quanto mi riguarda, ha fatto più di quanto avesse mai bisogno di fare, perché In the Aeroplane Over the Sea è, almeno secondo la mia modesta opinione, un classico e uno di quei rarissimi dischi eccezionali che il tempo non riuscirà a scalfire.
autore: Uroš
Formazione
Jeff Mangum – chitarra, voce, organo, effetti ecc.
Jeremy Barnes – batteria, organo
Scott Spillane – tromba, corno, trombone, tuba
Julian Koster – banjo, fisarmonica, effetti ecc.
Produzione
Neutral Milk Hotel
Tracklist
1. The King of Carrot Flowers Pt. One – 2:00
2. The King of Carrot Flowers Pts. Two and Three – 3:06
3. In the Aeroplane over the Sea – 3:22
4. Two-Headed Boy – 4:26
5. The Fool – 1:53
6. Holland, 1945 – 3:12
7. Communist Daughter – 1:57
8. Oh Comely – 8:18
9. Ghost – 4:08
10. Untitled – 2:16
11. Two-Headed Boy Pt. Two – 5:13
Durata dell’album: 39:51