Music Hole
Artista: Camille
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 2008
Voto: 3.5/5
Camille è una giovane cantante francese che, nonostante l’età, ha già parecchia esperienza sulla scena musicale. Stavolta si presenta con il nuovo album Music Hole, che mostra il suo amore per uno degli strumenti migliori in assoluto – la voce umana. E non si poteva desiderare un biglietto da visita migliore, perché per tutto il disco Camille brilla come una cantante meravigliosa.
Il peso maggiore, con Camille, ce l’hanno le voci, costruite sempre a più strati. A volte non c’è nemmeno un altro strumento, un po’ come ascoltare Bobby McFerrin. E nonostante Camille sia un’artista piuttosto giovane, l’esecuzione è di una perfezione fenomenale. In primo piano c’è sempre una melodia vocale principale, ma sullo sfondo ci sono tante piccole melodie intrecciate che a volte è impossibile contarle. Se vuoi capire davvero questo album, devi impegnarti un po’ di più che con una qualunque roba pop.
La musica è piena di influenze di ogni tipo. Si sente un sacco di cantautorato, alla Tory Amos o anche alla Kate Bush. Poi c’è parecchio soul e r’n’b, sempre presenti. La grossa sorpresa è l’inserto operistico su The Monk, e più avanti nello stesso pezzo saltano fuori anche altri stili. Con Camille ci sono anche tante parti sperimentali, come in certe cose di Bjork o Tori Amos, ma costruite in modo diverso e tutto suo. Proprio perché le parti sperimentali sono così tante, farei fatica a infilarla in un qualche pop alternativo: la metterei quasi più volentieri nell’avanguardia, anche se pure quella non è l’etichetta più azzeccata. Intendiamoci, non si tratta di un vagare senza senso nel paese degli effetti, per niente. La musica è sempre estremamente melodica, ma gli arrangiamenti sono così fuori dall’ordinario che hanno molto in comune con certi artisti d’avanguardia.
Oltre alla voce, Camille suona anche il piano, che però resta sempre in secondo piano rispetto alle voci, con arrangiamenti curatissimi. Ogni tanto si sentono dei musicisti ospiti alle percussioni, e ogni tanto qualcun altro presta anche le corde vocali. Quella che si fa notare di più è ovviamente Camille, con un’estensione fuori dal comune. In un brano prende un po’ in giro anche Mariah Carey, dicendo che vuole essere come Mariah e poi sparando una serie di note altissime da non credere. La cosa più divertente è che sembra non faticare nemmeno troppo. Insomma, Mariah Carey non è l’unica che sa cantare note altissime, è solo la più in vista.
Credo di poter dire senza esitazioni che Camille è davvero unica. Si sentono sì alcune influenze, ma lei lega tutto in un insieme completamente nuovo, aggiungendoci poi una montagna di idee sue. Anche se nella musica c’è un po’ di pop, soul e r’n’b, per tutto il tempo hai la sensazione di avere in mano un prodotto alternativo, sperimentale e d’avanguardia. Da consigliare a chi apprezza le voci belle e tecniche e non ha paura di sperimentare e mescolare i generi. Non ve ne pentirete.
Formazione
Camille – voce, piano, percussioni
Majiker – piano, percussioni, voce
Sly Johnson – voce
Fernando Barba – percussioni
Marcello Pretto – voce
Jamie Cullum – piano, percussioni
Katherine Sowerby – percussioni
Vicent Milner – effetti sonori
Produzione
Camille e Majiker
Tracklist
1. Gospel with No Lord
2. Canards Sauvages
3. Home Is Where It Hurts
4. Kfir
5. The Monk
6. Cats And Dogs
7. Money Note
8. Katie’s Tea
9. Winter’s Child
10. Waves
11. Sanges Sweet