19
Autore: Jernej Vene
Artista: Adele
Etichetta: XL Recordings
Uscita: 2008
La britannica con radici gallesi Adele Laurie Blue Adkins fa parte della cerchia di cantanti che stanno riportando in vita la scena cantautorale che un tempo andava fortissimo nel Regno Unito. Il titolo del disco è l’età dell’artista al momento dell’uscita. La scaletta, costruita con testa, porta chi ascolta dall’intimità della sua voce e della chitarra acustica nell’opener Daydreamer, passando per Best For Last, dove domina il basso, che Adele suona piuttosto bene, fino alla Chasing Pavements della svolta, quella che l’ha fatta esplodere a livello globale. Qui un’orchestra da studio londinese prende vita in pieno, e Adele mostra in che sfere possono vivere e respirare le sue canzoni. La sua voce scivola delicata, impulsiva, a tratti triste, su melodie lontanissime dai pretenziosi fabbricanti di hit istantanee degli anni Zero. I produttori Mark Ronson, Jim Abiss e Eg White hanno trasformato gli scheletri dei pezzi in corpi espressivi e potenti, che danno al disco una freschezza particolare. Negli ultimi due anni tutte le grandi major hanno cercato a tutto spiano la propria nuova Amy Winehouse. Anni fa era successo lo stesso con Britney Spears: cosa succederà tra cinque anni, lo vedremo. L’aiuto che le pagine web alla myspace danno ai talent scout è enorme, perché ormai non bazzicano più club e sale concerti, ma scovano i nuovi talenti così. Dopo Amy sono arrivate Duffy, Gabriella Cilmi, Sara Bareilles, Kate Nash e una marea di altre, e tra loro c’è anche Adele. La somiglianza vocale tra Amy, Adele e Duffy è incredibile. Serve un orecchio fino e una buona memoria… Anche il produttore Ronson, negli ultimi anni considerato tra i migliori del giro nel Regno Unito, è un anello di congiunzione tra Amy e Adele. Nella musica di 19 Adele si lascia andare con aria sognante verso il soul dei vecchi tempi, e i testi ci stanno a pennello: pieni di desiderio per una vicinanza che non c’è, di tristezza per le delusioni d’amore e di gioia al ricordo (o a una passeggiata) della città natale. Per il 2008 Adele ha ricevuto il Brit Award scelto dalla critica.
La strumentazione è piena di suoni retro: gli amanti dell’Hammond e del Rhodes della Fender andranno in visibilio. Adele ha sicuramente fatto scuola dai grandi: alcuni passaggi melodici non sfigurerebbero accanto a Elton John o Billy Joel. Quest’ultimo è legato indirettamente a (To) Make You Feel My Love di Bob Dylan, visto che anni fa ne incise una cover, e lo stesso ha fatto Adele su 19. Una ballata delicata, sentita, protettiva, per tutte le anime perse. Qui Adele ha centrato l’essenza. Nella My Same, tra swing e blues, racconta i suoi tratti caratteriali, cioè testardaggine, egoismo ma anche prudenza e dolcezza, e li mette a confronto con quelli di un amico, perché pare che proprio per via delle differenze i due non riescano a farla funzionare. Alla fine Adele una soluzione la trova sempre.
Nonostante la giovane età, in questo debutto ci sono tanti elementi che musicisti più anziani e navigati spesso non riescono a mettere nella propria espressione.
Formazione
Adele Adkins – voce, basso
Matt Allchin – chitarra
Michael Tighe – chitarra
Neil Cowley – piano, organo Hammond, wurlitzer
Jason Silver – tastiere
Stuart Zender – basso
Produzione
Mark Ronson, Jim Abiss & Eg White
Tracklist
1. Daydreamer
2. Best For Last
3. Chasing Pavements
4. Cold Shoulder
5. Crazy For You
6. Melt My Heart To Stone
7. First Love
8. Right As Rain
9. Make You Feel My Love
10. My Same
11. Tired
12. Hometown Glory