Immortal

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Catley, Bob
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2008
Voto: 4/5

Dopo più di trent’anni di carriera, Bob Catley non ha certo bisogno di presentazioni. Considerato uno dei migliori cantanti britannici nella storia del rock, è diventato famoso in tutto il mondo come membro dei leggendari campioni del rock melodico Magnum. Negli ultimi anni, però, è sempre più apprezzato anche come ottimo solista.

La cosa più affascinante della sua discografia solista è che a ogni nuovo album sai già più o meno cosa aspettarti, e allo stesso tempo ti sorprende sempre con un approccio completamente nuovo rispetto al disco precedente. Anche “Immortal” non fa eccezione. Mentre il predecessore “Spirit Of Man” (2006) attingeva soprattutto all’eredità dell’hard rock anni ’70 e, con quel suono decisamente più duro, a tratti quasi metal, era stilisticamente più vicino a band come Rainbow o Dio che ai Magnum, stavolta Bob è tornato in modo più che convincente alle radici epiche dei suoi primi tre album solisti, e anche della sua band madre.

Stavolta a Bob è riuscito alla grande il colpo di unire la tradizione epica del rock melodico dei Magnum classici e degli esordi da solista con il suono decisamente più pesante che ha iniziato a portare avanti da “When Empires Burn” (2003) in poi, superando così ogni aspettativa. Il risultato è uno dei suoi album più forti di sempre. Anzi, “Immortal” è un’avventura epica ad alta tensione dall’inizio alla fine, che non solo sarebbe un vanto per i Magnum, ma è proprio il disco che i loro fan aspettano dalla fine degli anni ’80. Certo, non è affatto un nuovo “On A Storyteller’s Night” (1985), ma tra tutti i lavori di Catley usciti finora è quello che per atmosfera cattura con più convinzione lo spirito mistico, epico e nostalgico dei tempi d’oro dei Magnum. A contribuire c’è di sicuro anche la copertina, riconoscibile da lontano, opera di Rodney Matthews, storico illustratore dei Magnum.

Per quasi ogni disco solista Bob si è circondato di una squadra di musicisti di prim’ordine, capaci di ascoltare con attenzione le sue visioni artistiche. Il principale “colpevole” del sound di “Immortal” è stato il fuoriclasse svedese della chitarra Magnus Karlsson (Starbreaker, Allen/Lande, Primal Fear), che ha scritto tutta la musica dell’album e, tramite demo, l’ha passata al produttore sempre più apprezzato e bassista dei Pink Cream 69 Dennis Ward, che per di più ha messo nel disco anche basso e un po’ di chitarre e tastiere. Ward è un perfezionista da sempre, quindi non sorprende affatto che “Immortal” vanti la produzione probabilmente più brillante della carriera solista di Catley fino a quel momento. Inoltre Karlsson ha suonato sull’album tutte le tastiere e, sorprendentemente, ha concesso alla sua chitarra di brillare solo nella splendida “End Of The World”. La chitarra principale l’ha suonata quindi Uwe Reitenauer (Pink Cream 69, Place Vendome, Sunstorm), mentre alla batteria c’è Dirk Bruinenberg (Elegy). Una formazione di cui non si vergognerebbe nessuna band hard rock o di rock melodico contemporanea. Al centro dell’album, ovviamente, c’è sempre la voce di Catley, conservata alla grande e piena di melodia, a cui sembra che gli anni non riescano a fare nulla per un bel pezzo. I suoi testi restano legati a temi mistici, che di solito sono metafore di questioni più serie e di coscienza sociale, anche se, in minoranza, non mancano pezzi più sentimentali e confessionali.

Che Bob resti un eterno sognatore e romantico lo dimostra già l’opener “Dreamers Unite”, il suo richiamo alle armi epico-drammatico per tutti quelli che nella vita cercano altre sfide e altri bisogni rispetto a quei fumi grigi di ogni giorno della nostra società materialista e bruciata. A un’introduzione orchestrale pomposa segue una raffica in una prelibatezza di rock melodico tutta particolare, in cui entusiasmano le possenti armonie di chitarra a tre voci, una base elegantissima di arrangiamenti sinfonici epici alle tastiere e l’ottima prova vocale di Catley, combattiva, che resta la fonte principale dell’atmosfera mistico-drammatica per tutto il disco. Anche andando avanti non c’è un solo calo di atmosfera né un esperimento sbagliato, solo pezzi da buoni a ottimi, come “We Are Immortal”, un’ottima fusione di AOR e metal che dopo il ritornello ricorda perfino un po’ gli Asia degli anni ’90, la già citata “End Of The World”, in cui Karlsson dimostra di essere cresciuto fin da piccolo ascoltando “On A Storyteller’s Night”, visto che suona come se venisse da lì, solo vestita con una camicia di produzione moderna, e “Open Your Eyes”, che mette insieme il meglio di ciò che ha scritto Magnum e Catley per sempre tra gli eroi del rock melodico. Gli arrangiamenti sinfonici di Karlsson, che di solito compaiono nelle introduzioni e prima e dopo i ritornelli dei singoli pezzi, costruiscono l’atmosfera in modo ottimo e graduale, mentre le parti ritmiche, per lo più incisive, con linee di basso ringhianti e riff affilati, sono interessanti anche per chi, oltre al rock melodico, ha orecchio per il metal melodico.

“Immortal” è una bellissima prova del fatto che i vecchi volponi come Catley sanno ancora benissimo come si serve un rock melodico di alta qualità, arricchito da una produzione moderna. Un disco così equilibrato non ci si aspettava nemmeno da un musicista del suo calibro, visto che anche il predecessore “Spirit Of Man” non era per niente da buttare. Ma la squadra strumentale di oggi, con Karlsson in testa, ha fatto sì che si superasse ancora, nella sua continua ricerca della perfezione artistica. Perciò non è affatto esagerato dichiarare “Immortal” un capolavoro del rock melodico e uno dei migliori album del 2008. Non sarebbe una sorpresa se, con il passare degli anni, questo disco venisse considerato il suo migliore, perché non gli si può rimproverare proprio niente. Agli occhi dei suoi fedeli fan Catley è immortale da tempo come membro dei Magnum, e questo lavoro farà sì che, a quanto pare, anche la sua carriera solista si guadagni a poco a poco lo stesso status. Speriamo che l’incredibile ambizione, la qualità e l’atmosfera di cui si vanta il fantastico “Immortal” si travasino anche nel prossimo lavoro della sua band madre, che con i suoi ultimi album ha già quasi oscurato del tutto, anche se i loro recenti lavori in studio sono tutt’altro che brutti.

Formazione

Bob Catley – voce
Uwe Reitenauer – chitarra
Dennis Ward – chitarra, basso, tastiere
Magnus Karlsson – chitarra, tastiere
Dirk Bruinenberg – batteria

Produzione

Dennis Ward

Tracklist

1. Dreamers Unite
2. We Are Immortal
3. End Of The World
4. Open Your Eyes
5. The Searcher
6. One More Night
7. Light Up My Way
8. You Are My Star
9. War In Heaven
10. Win The Throne
11. Haunted
12. Heat Of Passion

Durata dell’album: 61:41

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