Reborn
Autore: Rok Klemše
Artista: Sagaris
Uscita: 2009
Durata: 38:18
Voto: 4/5
La storia dei Sagaris di Brežice comincia nel 2005, quando si chiamavano ancora Labris. Dopo qualche concerto la band si è sciolta per divergenze musicali. Luka Žnideršič, Damjan Kovačič e Sami Ilc hanno però continuato per la loro strada, e dalle ceneri dei Labris sono nati i Sagaris. La formazione, rimpolpata e rimaneggiata, è tornata subito sui palchi e in poco tempo ha registrato anche il suo primo demo, quello che hai davanti: Reborn.
In quasi quaranta minuti Reborn mette in fila sette pezzi più un Intro epico, che con la sua veste sinfonica ben costruita ti porta su silenziose pianure innevate, a un passo dall’essere travolte dalla bufera di una guerra senza pietà. I due schieramenti si fronteggiano e il primo fendente d’ascia è Outnumbered. Su Reborn i Sagaris ci propongono un death metal epico e melodico, o meglio ancora un power metal con voce growl, ben sorretto da tastiere e orchestrazioni. Per essere un demo, queste sono sorprendentemente curate e di qualità: arricchiscono la musica, e le tastiere di Sami Ilc sono ragionate e per niente banali. Grandi meriti anche alle chitarre, piene di abbellimenti melodici, armonie, riff vari e movimentati e assoli spettacolari. A completare il quadro epico c’è la voce grezza di Luka Žnideršič, aggressiva il giusto e allo stesso tempo abbastanza comprensibile. L’unico difetto è che a tratti suona un po’ monotona, visto che per lo più resta sulle stesse tonalità o su altre molto simili. Ma ci pensano le voci pulite, efficaci, a dare il resto: saltano fuori in ritornelli melodici e catchy, come quello di Cold Blue Steel, o nelle parti parlate, narrative, di Outnumbered. Ed è proprio qui che si nasconde il limite più grosso del demo. I pezzi, infatti, ricordano spesso l’epic metal di gruppi come Wintersun ed Ensiferum. Ma anche se non sono il massimo dell’originalità, almeno a livello di stile, i brani sono costruiti con testa e gli arrangiamenti sono rifiniti fin nei minimi dettagli. È bello sentire anche che il ritmo del demo non cala fino alla fine, perché i momenti migliori di Reborn arrivano proprio in chiusura, a partire da quello che probabilmente è il pezzo migliore del demo, Fire, che sfoggia una parte strumentale eccellente, tastiere variegate, una velocità da capogiro e un assolo assassino. Poi il ritmo si placa per un attimo con l’introduzione virtuosa dello strumentale Prelude to Madness, dove le parti più veloci e quelle più tranquille, piene di belle linee di chitarra, si completano alla grande, mentre nei passaggi più sostenuti il pezzo si arricchisce di riff a pennata rapida. A chiudere il demo è l’inno che dà il titolo al disco, la cui atmosfera è la degna conclusione prima che ti becchi pure lo scherzo a cappella proprio in fondo.
Con Reborn i Sagaris sono una bella aggiunta a una scena metal slovena già ricca. Per il voto pieno gli manca forse solo un po’ più di personalità e un passo in più lontano dai modelli collaudati di band come Ensiferum, Wintersun e simili. Ma l’ascia è affilata!
Formazione
Luka “Lux” Žnideršič – chitarra, voce
Damjan Kovačič – basso
Tilen Volčanšek – batteria
Sami Ilc – tastiere
Simon Šubic – chitarra (session)
Produzione
Sagaris
Tracklist
1. Intro
2. Outnumbered
3. Cold Blue Steel
4. New Millenium Rising
5. Dreamland
6. Fire
7. Prelude to Madness
8. Reborn