Tao Of The Dead

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Artista: And You Will Know Us By The Trail Of Dead
Etichetta: Century Media
Uscita: 2011
Durata: 52:22
Voto: 4.9/5

No, non si sono adagiati sugli allori della vecchia gloria né sulle lodi per i sei dischi precedenti, tutti accolti in modo più che impressionante. Solo due anni dopo l’incredibile The Century Of Self, …And You Will Know Us By The Trail Of The Dead tornano in una versione ancora migliore. Tao Of The Dead è infatti solo la punta dell’iceberg: sotto la superficie di indie malinconico e paesaggi sonori votati all’alternative si nasconde una grandiosa stuccatura che apre lo spirito e anche le orecchie e le menti più testardamente chiuse. Stavolta i Trail Of The Dead hanno attinto ai testi, arricchiti a livello visivo e di contenuto, del loro ideatore e architetto – il cantante e chitarrista Conrad Keely – e hanno musicato la sua novella Strange News From Another Planet – The Voyages Of The Festival Thyme. Il risultato di questo canalizzare impulsi creativi davvero eccezionali è un immaginario di prog rock orchestralmente maestoso e sessualmente saturo, ma andiamo con ordine.

https://www.youtube.com/watch?v=2vWIrbwXrAY

Il quartetto alternative di Austin, i Trail Of Dead, è famoso soprattutto per le esibizioni dal vivo piene di energia e per i numerosi cambi di line-up attorno al nucleo duale della band – il duo Jason Reece – Conrad Keely (un tempo noto come Conrad Sobsamai). I cambi hanno tenuto viva la dinamica interna del gruppo, ma stavolta la formazione passa dalla rigogliosa forma di sestetto al nucleo essenziale di quartetto. A novembre scorso la band ha annunciato sul sito che la riduzione delle forze musicali, con l’asportazione del tessuto in eccesso di Jay Phillips e Clay Morris e l’addio allo storico chitarrista Kevin Allen, era al servizio dell’evoluzione musicale, di una nuova fioritura e del prossimo passo nell’ignoto. Ai posti rimasti vuoti subentrano il bassista Autry Fulbright II e il batterista Jamie Miller. La band volta pagina nel suo libro creativo con l’impianto concettuale di Tao Of Dead. Questa settima fatica in studio è la ciliegina sulla torta di 18 anni di attività. Se già il nome della band è avvolto da un velo di mistero, il cuore di questo viaggio è un paganesimo totale. La base del disco, come detto, è la novella Strange News From Another Planet – The Voyages Of The Festival Thyme. Ci ritroviamo a bordo di una galea volante in rotta da Hildepess a Gaslight City, sotto la bacchetta del capitano Nathaniel Ponsonby, devoto all’alchimia. Un mondo in cui balene volanti solcano lente il cielo si riflette in tonalità apparentemente quiete. In biblioteca, il giovane passeggero Adsel si immerge in spessi, polverosi manoscritti di aeronauti, ma nell’universo fiabesco si profila una svolta verso il caos di intrighi, stragi e complotti capaci di rompere l’equilibrio nell’Eliosfera e di intaccare la quiete dell’anello celeste. Il ragazzo origlia tutto questo per puro caso. Qualcuno gli crederà? Al signor Turk, il malvagio agitatore dalla testa di volpe di Lord Hanowan, riuscirà di sottrarre la sacra pietra della Luce Fiabesca? Seguiranno distruzione e guerra? Sono solo alcune delle domande a cui risponde Tao Of The Dead, un disco diviso per tema (e anche musicalmente) in due blocchi compatti, che i Trail Of Dead registrano e scrivono in dieci giorni, un record. Niente paura: nel frattempo i ragazzi non si sono convertiti alla scuola taoista della ricerca del senso (o dei sensi) della vita. In un modo bacato e mentalmente frenetico, il loro racconto è più vicino ai fumetti che ai tortuosi sentieri della filosofia profonda. Tao Of Dead è più simile a Henry Miller sotto effetto di funghi allucinogeni. Insomma, è tutto solo un mindfuck e un cadere nella genericità del larpurlatismo?

C’è stato un tempo in cui cultura pop, artisticità e ricerca dell’espressione perfetta del libido creativo si davano la mano in modo del tutto naturale. Poi è arrivato un periodo di oblio e, dopo l’oblio, bisogna rinfrescare i canali e passare a uno stato di sperimentazione totale. Sedici brani che suonano esattamente come se nello stesso generatore di deliri e allucinazioni avessero buttato il disco dei Pink Floyd Dark Side Of The Moon, aggiunto un pizzico di Genesis, di Rush e l’atmosfera degli Yes, con il tutto ininterrotto che prende la forma di una sinfonia. Le chitarre sono pennelli con cui si stendono nuovi strati di scarlatto e LSD su trame già fitte, eppure ciò che si sente è servito con gusto e con uno stile che mantiene sempre aperta la possibilità di sconfinare nell’apocalisse totale. Grappoli di melodie si sciolgono in uragani di rumore e di intensa sensualità.

Per idee e per musica i Trail Of Dead si possono paragonare all’ispirazione dei Porcupine Tree di Wilson, all’audacia jazz dei Beardfish e all’ampio respiro artistico dei Mars Volta. Tao Of The Dead è uno dei lavori più sofisticati degli ultimi anni. Concetto e musica si sviluppano in parallelo, e con quanto registrato la band si apre le porte di nuove dimensioni insospettate. Il quartetto, pur con forti linee guida concettuali, suona comunque organico e affiatato, come se assistessimo a un’ora di jam collettiva che insegue l’ispirazione del momento più pura e incontaminata. Il fulcro non è la politica né il pessimismo cosmico, ma il cuore, anche se dopo un solo ascolto non lo si capisce. Ispirante, epico, esteticamente impeccabile e ispirato fino all’ultima fibra: questo e molto altro porta il settimo album dei texani dell’alternative, …And You Will Know Us By The Trail Of The Dead. Con questo epos si sono costruiti un monumentale spartiacque che difficilmente si riuscirà a superare in un colpo solo. Che il nome non porti l’ennesimo rumorosetto grezzo e sgraziato dovrete crederci sulla parola, finché non metterete il disco alle vostre orecchie. I Trail Of Dead sono i messia musicali di un nuovo ordine di genialità artistica, che possiamo solo sperare si mantenga anche in futuro.

Formazione

Conrad Keely – voce, chitarra, batteria, piano
Jason Reece – batteria, voce, chitarra
Autry Fulbright II – basso, voce
Jamie Miller – batteria, chitarra

Musicisti ospiti:
– Christina, Velia Gurrola & Chris “Frenchie” Smith – cori
– Chris “Frenchie” Smith – chitarra aggiuntiva

Produzione

Chris “Frenchie” Smith & Chris Coady

Tracklist

1. Introduction: Let’s Experiment
2. Pure Radio Cosplay
3. Summer of All Dead Souls
4. Cover the Days Like a Tidal Wave
5. Fall of the Empire
6. The Wasteland
7. The Spiral Jetty
8. Weight of the Sun (or the Post-Modern Prometheus)
9. Pure Radio Cosplay (Reprise)
10. Ebb Away
11. The Fairlight Pendant
12. Tao of the Dead Part II: Strange News From Another Planet
– Know Your Honor
– Rule by Being Just
– The Ship Impossible
– Strange Epiphany
– Racing and Hunting

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