On The Spur Of The Moment
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: BrainStorm
Etichetta: AFM Records
Uscita: 2011
Durata: 54:38
Voto: 4.5/5
I Brainstorm sono una roccaforte del power metal tedesco, famosa per la sua coerenza e per una spina dorsale che non si piega. Ai loro fan servono da sempre lo standard che ci si aspetta, ed è proprio questo che a cavallo del millennio li ha catapultati tra i portabandiera più in vista del power metal tedesco, dove si sono ancorati una volta per tutte, saldi e sicuri.
Due anni fa è uscito “Memorial Roots” (2009) ed eccoci già al nuovo “On The Spur Of The Moment”. Se mettiamo il nuovo album a confronto con il predecessore, non è difficile concludere che “On The Spur Of The Moment” è il disco che i Brainstorm cercavano già con il poco riuscito “Downburst” (2008): la transizione verso una dose più massiccia di melodia l’avevano confermata con il solido seguito “Memorial Roots”, e il nuovo lavoro porta sul mercato uno dei migliori album che i Brainstorm abbiano mai registrato, capace di giocarsela con i loro dischi più riconoscibili, come “Metus Mortis”, “Liquid Monster” e/o “Ambiguilty”.
La prima cosa che i ragazzi hanno sistemato rispetto al predecessore “Memorial Roots” è la produzione. Hanno ripreso le redini del tutto nelle proprie mani e l’album si presenta con quella dentatura metal devastante e indemoniata, come si addice a un’appartenenza ortodossa allo “sciamanesimo” del power metal germanico! I riff beccano con efficacia in un massiccio, spesso muro sonoro, che qua e là viene riempito e abbellito alla grande da un’impalcatura ambient fatta di loop programmati, oltre che da arrangiamenti orchestrali o pianistici (Below The Line, In These Walls). Allo stesso tempo i Brainstorm hanno alzato la sezione ritmica nel suono della nuova produzione, come si deve. Il disco precedente, infatti, aveva subito le perdite maggiori proprio sul fronte della produzione, che tagliava i bassi e schiacciava il suono della batteria in una specie di scatolone. Nel nuovo album, invece, spicca in pieno quella tipica energia cupa che rende questa band riconoscibile e, a dirla tutta, unica nel panorama dei gruppi power metal tedeschi. Certo, niente di tutto questo sarebbe stato realizzato con tanta acutezza senza la vera ispirazione, che stavolta c’era in abbondanza e che il quintetto ha sfruttato fino in fondo.
È curioso che la traccia d’apertura non sia il biglietto da visita più rappresentativo del contenuto del nuovo lavoro dei Brainstorm. Eppure Below The Line, cupa e rotolante ma melodicamente limata alla perfezione, ti fa capire subito che i Brainstorm hanno raggiunto un nuovo livello di maturità compositiva. Un pezzo dal velo cataclismatico evidente, e al tempo stesso bombastico, con un muro di riff metal rapace e massicciamente caricato e un “crescendo” melodico piazzato con efficacia nel ritornello. In These Walls per energia si avvicina di un soffio all’opener Below The Line e avrebbe potuto tranquillamente prenderne il posto in apertura d’album. I Brainstorm sembrano sempre più temprati nel creare stati d’animo convincenti, dall’atmosfera funesta, come richiesto dal loro linguaggio metal da predica.
In questo album la band ha ritrovato ancora una volta il perfetto equilibrio tra la sua sempre ricercata cattiveria metal, che a tratti suona già “thrasheggiante”, e la melodia portante rapace, dosata al punto giusto con un tocco di pompa (The Heartless Spawn Of Seed). Il gruppo sa sfruttare e portare avanti questo contrasto duale nelle sue espressioni, come la glassa di arabesco orchestrale nella più tetra My Own Hell, o la “perforazione” a scatti del riff dall’effetto malefico (nella strofa e nella parte strumentale centrale) in This Pain Is Mine. I Brainstorm hanno aggiunto un pizzico di cosmesi alla moda anche grazie ai loop programmati, che approfondiscono il clima drammatico. Un esempio di questo efficace upgrade sonoro e di arrangiamento ben definito è il brano No Sinner – No Saint. Dopo questo pezzo, fino alla fine, ne seguono altri cinque che se la giocano a chi colpirà con la maggiore carica di rovina metallica. Pulsano tutti di una sinistra inquietudine sonora, con penetrazioni di riff inaspettate che non risparmieranno le membrane dei vostri timpani.
“On The Spur Of The Moment” porta 12 brani scolpiti con pari cura, senza alti e bassi di qualità, e con un raccolto di varietà ben incamerato regala all’album un sacco pieno di svolte dinamiche. E attenzione. Io ho tra le mani la versione “limitata”, dove le ultime due tracce sono bonus e, in quanto a qualità, rispetto al resto del disco non sfigurano per niente, quindi cercate assolutamente in negozio l’edizione in tiratura limitata di questo album (se decidete di farvelo vostro).
Il nuovo album dei Brainstorm è incredibilmente ispirato e come tale dimostra che nella band si è raggiunta la giusta temperatura di lavoro, con la chimica creativa, e quella della “percezione” delle idee esecutive tra i membri del gruppo, che funziona alla grande. “On The Spur Of The Moment” è un album che senza peli sulla lingua piazza i Brainstorm in cima alle band del movimento power metal germanico del 2011. Se Grave Digger e Helloween si sono sdentati da un pezzo, non c’è da temere che con la nuova uscita anche i Brainstorm vi lascino a piedi. Questo disco può essere un esempio luminoso per le band power metal tedesche più anziane, che dormono sugli allori del passato, per riflettere se continuare a ostinarsi in questa “autocorrosione” di generale mancanza d’ispirazione o se non sia meglio fare le valigie e andare in pensione (sto indicando proprio voi, Helloween e Grave Digger!). I Brainstorm, infatti, sono riusciti a integrare nel proprio stile riconoscibile, in modo efficacissimo, la portata del grido di moda dello sbrodolamento sonoro “più basso e accordato”, e a incoronare l’album con un’ispirazione creativa che dimostra come la solidità del tandem del nucleo creativo Ihlenfeld/Loncaric porti ancora nella band un fraseggio di chitarra che ti stende, come un fulmine a ciel sereno dritto in fronte, da scemo! “On The Spur Of The Moment” (con una copertina, tra l’altro, ottima) è un album da manuale su come deve suonare il vero power metal teutonico di genuina origine tedesca nel 2011. È un disco che non avrete bisogno di provare prima in cuffia, prima di investirci i vostri soldini nel vostro negozio preferito di cd.
Formazione
Andy B. Franck – voce
Torsten Ihlenfeld – chitarra
Milan Loncaric – chitarra
Antonio Ieva – basso
Dieter Bernert – batteria
Produzione
Brainstorm & Axl Heckert
Tracklist
1. Below The Line
2. In The Blink Of An Eye
3. Temple Of Stone
4. In These Walls
5. Still Insane
6. Dark Life
7. No Saint – No Sinner
8. Where Your Actions Lead You To Live
9. A Life On Hold
10. My Own Hell
11. The Pain Is Mine (bonus track)
12. The Heartless Spawn Of Seed (bonus track)