SinnScapes

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Autore: Sandi Sadar Šoba

Artista: Sinntetic Liquid
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: 2012
Durata: 54:56
Voto: 4.8/5

Non giudichiamo a prima vista, soprattutto con più di trent’anni di storia alle spalle: i fratelli Matjaž e Jože Pegam sono molto più che semplici membri della formazione di Brežice Demolition Group, molto più che gli ex portabandiera dei Gastrbajtrs , lo stendardo con cui la scena alternativa slovena della sperimentazione new wave si è conquistata un posto d’onore negli annali della storia della creazione sonora slovena. I fratelli Pegam sono anche molto più che figli della stessa madre e dello stesso padre: nelle idee creative, nei pensieri e negli approcci alla musica, fin dall’inizio del loro fare musica insieme, si nascondono modi diversi di arrivare allo stesso risultato di una creativa algebra ritmica. Jože è un gigante dai capelli lunghi, silenzioso e di poche parole, che spreme tutte le sue emozioni, frustrazioni, pene d’amore e grida di rivolta attraverso un bocchino, dritto nel ventre del suo amico e compagno d’ottone, il sassofono. Matjaž invece è un maestro di elettronica, oscillatori, tastiere e linguaggi di programmazione e, in quanto membro più accessibile e più loquace della coppia creativa, si occupa del lato business: marketing, presentazione e ideazione dei passi successivi, sia nella band madre sia nell’intimità dello studio di registrazione casalingo. Il risultato di questa tavolozza bipolare e variopinta di differenze, dentro lo stesso universo, si riflette alla perfezione anche nel disco SinnScapes, con cui il silenzio si spezza a modo suo e i miti urbani di strada diventano fatti e verità a portata di mano.

Sinntetic Liquid è sì, magari, soltanto uno dei progetti che hanno lasciato il segno anche nei dischi dei Demolition Group, per esempio nel soundtrack da palco di Deep True Love o nel carburante ad alto numero di ottani di Neovangelij, ma stavolta l’intermezzo di elettronica e sax dolcissimo e struggente diventa un racconto d’artista a sé, che parla con la sua forma. E questa forma è dolce e jazzy, scandita da un tempo funkeggiante e dubbeggiante, mentre i ritmi chillout, al posto delle chiacchiere bidimensionali da club, ti servono dieci gradini di tantra musicale perfetta. Gli arrangiamenti di Matjaž scivolano come una trama psichedelica, e dentro le texture di una ritmica solida e mai invadente Jože concettualizza a modo suo il ruolo del sassofono, che da nessun’altra parte suona come tra le sue mani.

L’opener Funkscape è l’esempio perfetto di assalto articolato a orecchie, mente e corpo, e anche se stavolta non c’è la formazione DG al completo, uno si aspetta quasi la voce di Goran e le parole del dolce tormento degli angeli oscuri del destino. Dizzy Groung è più elettronica: tra il suono strisciante di passi che echeggiano, l’ago che scivola sul disco in vinile e il crepitio dell’elettricità statica nasce l’immagine di un groove lento, che suona come una lapdance štiklc scritta sotto le dita di Satana. Cupo e psicotico, sporco ma bello, e nel frattempo si insinuano presagi di incubi; dopo l’apertura delle porte di Wonderland il passo di danza accelera e si militarizza in uno stacco dub da pista. Non sono un ballerino, ma con SinnScapes anche il mio corpo ha iniziato a dondolare, senza che me ne accorgessi, sul ritmo e sulla musica stimolanti. Tra i momenti d’ascolto più mistici c’è senza dubbio Circuland, che è un mantra: invece di aprire il chakra della gola, sui toni di tastiera di un chai servito alla perfezione si aprono e si sciolgono il chakra del cuore, mentre i pensieri gridano “Om”. Di momenti grandiosi non ce ne mancano, e tra i più dolci c’è sicuramente anche il gran finale del disco con Psychotic. Jazz, sassofono, schiocchi di dita e il conto alla rovescia dei momenti d’eternità con la facilità che hanno solo i maestri del downtempo. Sinntetic Liquid chiudono il cerchio tra inizio e fine con stile e pignoleria.

Di questo disco ho detto tanto e praticamente niente, perché la bellezza della levitazione mentale perfetta, accompagnata da rumore bianco e succose esplosioni di colore di musica che viene dal cuore, è impossibile da descrivere senza infrangere le leggi della gravità e le proporzioni della bellezza perfetta, e senza perdere nella traduzione in parole qualcosa di indicibile ma importante. Sinnscapes sono paesaggi di puro, dolce peccato, di cui dovremmo poter godere più spesso. I palati fini ne usciranno di sicuro deliziati, mentre gli scettici resteranno senza argomenti già al primo ascolto. Sinntetic Liquid si meritano una standing ovation e repliche infinite, e questa incarnazione musicale, come né i DG né nessun altro progetto mai sentito, non ha mai potuto e mai potrà macchiare il ricordo della fiamma originale e dei tempi in cui per il mondo camminavano giovani entusiasti di nome Gastrbajters. Nei tempi nuovi ci ritroviamo solo con una moltitudine di derivazioni esplosive che, nella loro molteplicità, portano però la stessa anima, primordiale e incontaminata. Grazie agli dei dell’Olimpo della musica!

Formazione

Matjaž Pegam – musica, arrangiamenti, programmazione
Jože Pegam – sassofono

Produzione

Matjaž Pegam

Tracklist

1. Funkscape
2. Dizzy Groung
3. Wonderland
4. Laze
5. Flatline
6. Mad Song
7. Circuland
8. Vibratune
9. Siesta
10. Psychotic

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