Arena

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Asia
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 1996
Durata: 64:48
Voto: 4.5/5

I campioni britannici del prog rock melodico, gli Asia, guidati dal leggendario tastierista Geoff Downes e dal carismatico cantante/bassista John Payne, a metà anni Novanta erano riusciti in qualche modo a scrollarsi di dosso l’etichetta di grande band da stadio che a inizio anni Ottanta dominava la scena del rock melodico di allora, infilando una serie di hit radiofonici indimenticabili. Dei grandi nomi del rock progressivo che in passato avevano avuto un ruolo chiave nel processo creativo, era rimasto ormai solo Downes, che aveva preso in mano con efficacia le redini della leggendaria band. Le sale da concerto si facevano sempre più piccole, mentre le grandi arene all’aperto erano ormai roba del passato, ma questo non ha tolto il coraggio ai due vecchi volponi della musica: il disco successivo degli Asia l’hanno intitolato, con una punta di nostalgia, »Arena«.  

Stavolta, nel processo creativo, non hanno potuto contare sull’aiuto della sensazione metal della chitarra Al Pitrelli (ex-Alice Cooper, Savatage, Megadeth), ma in compenso sono riusciti a coinvolgere ben tre chitarristi di tutto rispetto: il leggendario americano Elliott Randall, il britannico-pakistano Aziz Ibrahim e il giapponese Hotei Tomayasu. Al batterista Mike Sturgis si è affiancato alle percussioni il portoghese Luis Jardim, che sull’album ha giocato uno dei ruoli chiave nella ventata di freschezza sonora che caratterizza »Arena«. Jardim è noto soprattutto per la collaborazione con il leggendario cantante e produttore Trevor Horn (ex-Buggles, Yes, Art of Noise). Questa bella combriccola di musicisti provenienti da angoli diversi del mondo si è inserita alla perfezione nella nuova direzione sonora, con cui sotto molti aspetti hanno rotto con l’eredità di »Aqua« (1992) e »Aria« (1994), che erano ancora, per più di un verso, ponti tra gli anni Ottanta e i Novanta.

Il rinnovamento stilistico, con una trasfusione di elementi di world music, soprattutto grazie alle percussioni esotiche firmate Jardim, si sente chiaramente già nello strumentale d’apertura »Into The Arena«, dove l’incontro tra chitarra acustica ed elettrica, accompagnato da tendaggi sinfonici, crea con coerenza un’atmosfera intima di prima categoria. La raffinatezza prog rock regna anche sul brano omonimo, dominato dalla voce potente di Payne e dalla tecnica sottile di Downes al sintetizzatore. La melodia latina, costruita su delicate pennellate di chitarra, è incoronata da un ritornello classico da rock melodico, nella buona vecchia tradizione Asia. Il testo calza a pennello con la splendida copertina disegnata da Rodney Matthews, che aveva già firmato l’artwork di »Aqua« (1992) ed è diventato famoso soprattutto come autore delle copertine dei Magnum. »Heaven«, per motivi misteriosi, nella parte iniziale ha un motivo praticamente copiato dal classico dei Pink Floyd »Run Like Hell«, ma la cosa si dissolve presto, quando entrano le linee di chitarra dinamiche e l’ottimo canto di Payne, e il pezzo prende all’improvviso un’atmosfera tutta sua.

Nonostante su »Arena« i momenti eccellenti non manchino, perché tutto il disco è in generale molto ben bilanciato sul piano della qualità, nessun pezzo ha un vero potenziale da hit. Ci si avvicina di più con l’ottimo »Two Sides of the Moon«, dove il testo gioca con l’eterno mistero del ‘lato oscuro della luna’, un altro ammiccamento ai Pink Floyd. Qui si parla di una fusione brillante tra rock melodico e prog che, tra arrangiamenti sofisticati e una dinamica ritmica furba, raggiunge il suo apice in un ritornello ipnotico e contagioso. »The Day Before The War«, piuttosto complesso per gli standard degli Asia, ha un’atmosfera completamente diversa, ben più cupa, che si percepisce sia dagli arrangiamenti sinfonici drammatici sia dalle feroci sfuriate di chitarra di Aziz Ibrahim. Il passaggio alla sezione acustica è risolto con una dose straordinaria di raffinatezza, mentre la parte strumentale è una vera leccornia per tutti i buongustai della musica. Anche l’ultra melodico »Never« ha un tocco retrò che ricorda i ‘bei vecchi tempi’, soprattutto grazie a un ritornello da svegliare i morti, come si conviene a ogni onesto inno AOR. »Falling« è un altro pezzo molto interessante, pieno di decorazioni ambient dei sintetizzatori infilate con spirito, mentre il canto di Payne è di nuovo ad altissimo livello, e lo stesso vale per i cori di accompagnamento. »Words« è una piacevole power ballad, dominata da inserti di chitarra acustica ben integrati, che si fondono splendidamente con la melodia principale delle tastiere e costruiscono piano piano un’atmosfera sempre più intensa.

»U Bring Med Down« è un altro risultato un po’ più complesso, che grazie alle scale pentatoniche di chitarra regala una convincente melodia indiana: insomma, i membri degli Asia si divertono di nuovo, con efficacia, con gli elementi di world music e li condiscono con la solita raffinatezza da rock melodico. »Tell Me Why« è una power ballad sorretta da grandiose armonie vocali e armonie di chitarra a più parti, che dimostra come gli Asia siano da sempre maestri della malinconia inconsolabile. »Turn It Around« ha un’atmosfera rilassata e una melodia da sveglia, con tante sognanti trame di sintetizzatore sullo sfondo, e quindi piacerà anche a tutti i fan di lunga data. Lo strumentale conclusivo »Bella Nova« ha un ambient giocoso, costruito con successo su una melodia penetrante, con percussioni di ogni tipo e inserti di sintetizzatore pieni di temperamento, e regala così una chiusura gustosissima a questo splendido album.

Il capolavoro »Arena«, ispirato agli elementi della world music, riflette le mille virtù ambient che hanno impreziosito gli Asia nel periodo in cui erano guidati dal dinamico duo Downes-Payne. Sotto questo aspetto lo supera solo il suo successore »Aura« (2001), il che significa che siamo, sotto ogni punto di vista, davanti a uno dei migliori traguardi nella storia di questa leggendaria band inglese.

Formazione

Geoff Downes – tastiere
John Payne – voce, basso, chitarra
Aziz Ibrahim – chitarra
Elliott Randall – chitarra
Michael Sturgis – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Luis Jardim – percussioni (brani 1, 2 & 4)
Hotei Tomayasu – chitarra (brano 1)

Produzione

John Payne e Geoff Downes

Tracklist

1. Into The Arena (2:59)
2. Arena (5:16)
3. Heaven (5:17)
4. Two Sides Of The Moon (5:22)
5. The Day Before The War (9:08)
6. Never (5:32)
7. Falling (4:57)
8. Words (5:18)
9. U Bring Me Down (7:07)
10. Tell Me Why (5:14)
11. Turn it Around (4:28)
12. Bella Nova (3:10)

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