Caught in the Act
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Styx
Etichetta: A&M Records / Interscope
Uscita: 1984
Durata: 83:30
Voto: 4.5/5
»Caught In the Act« è stato il primo album dal vivo nella storia degli Styx, pesi massimi dell’arena rock di Chicago. È uscito subito dopo il tour di promozione dell’album concettuale »Kilroy Was Here« (1983), in cui i membri della band salivano sul palco con una scenografia megalomane e costumi con cui interpretavano i vari personaggi della rock opera appena citata. Ovviamente non poteva finire bene: gli Styx si sono fermati per sei anni, preferendo buttarsi nelle attività sosoliste dei singoli membri. Poco prima, durante un concerto a New Orleans, avevano registrato questo doppio live, che li coglie in splendida forma e all’apice della carriera, almeno in senso commerciale, se non artistico.
»Caught In the Act« contiene proprio all’inizio un nuovo brano in studio, »Music Time«. Questa simpatica burlesque melodic rock a medio tempo, con DeYoung alla voce solista e un testo tutt’altro che serio, è stata l’ultima hit degli Styx firmata dal classico trio DeYoung-Shaw-Young. Il mix di ritmi cavalcanti, armonie vocali birichine e riff di chitarra pungenti crea un’atmosfera da burla che ricorda un po’ certe numerose trovate scherzose dei leggendari Queen. Shaw, che a causa dei dissidi con DeYoung sulla direzione sonora futura degli Styx se ne è andato per ben undici anni (nel 1989 non poté unirsi a loro per gli impegni con la sua band di allora, i Damn Yankees), non ha mai nascosto di aver detestato questo pezzo dal profondo del cuore, quasi quanto il video che lo accompagnava. Nonostante lo scontro di ego tra DeYoung e Shaw, a causa del quale i vari membri si sono lanciati per qualche anno in carriere soliste, tornando sulla scena solo sei anni dopo con l’album »Edge of The Century« (1990), ascoltando »Caught In the Act« non sembra minimamente che il crollo del sistema fosse dietro l’angolo.
La scaletta dei pezzi live si legge come un elenco dei classici degli Styx del loro periodo migliore. Non è certo una sorpresa che il disco si apri con la famigerata hit sintetizzata di DeYoung, »Mr. Roboto«, che coi suoi ritmi sintetici compressi e le sue melodie pompose ti catapulta in un attimo nel mondo distopico di Kilroy. Sull’evergreen di »Paradise Theater (1981) »Too Much Time On My Heads«, dove la voce solista passa al ‘beniamino del pubblico femminile’ Shaw, gli Styx brillano davvero per la prima volta sul disco e dimostrano perché fossero la band americana di arena rock numero uno del loro tempo e perché, nonostante le tante ballate d’amore, fossero apprezzati anche da molti fan dell’hard rock.
La ballata zuccherosa di DeYoung »Babe«, dedicata alla sua amata mogliettina, in cui l’ascoltatore annega immancabilmente in un bicchiere di sciroppo di lampone davanti a un testo sdolcinato all’eccesso, è la dimostrazione dell’altra estremità, dell’altra faccia della band, tra le quali col tempo è scoppiato il conflitto fra il rocker duro Shaw e l’amante delle ballate pop rock DeYoung. Come risposta arriva subito »Snowblind«, un pezzo travolgente con il tuonante James Young come prima voce, che con la sua energia carnale, i cori melodrammatici e un robusto riff di chitarra offre un contrasto efficacissimo. La delizia melodic rock »The Best Of Times«, che include l’intermezzo di pianoforte »State Street Sadie«, prosegue con successo la serie di standard di »Paradise Theater«. Qui DeYoung si conferma ancora una volta comandante supremo nel costruire armonie vocali possenti e ipnotiche. La prima metà del disco si chiude con l’epica »Suite Madame Blue« da »Equinox« (1975), un indimenticabile capolavoro prog rock che è senza dubbio uno dei momenti più alti di »Caught In the Act« e di ogni concerto degli Styx in generale.
Il secondo disco si apre con l’energico sfonda-timpani »Rockin’ The Paradise«, di quelli che nella loro carriera non sono mai mancati e dove ti conquista ancora una volta l’approccio vocale pomposo di DeYoung. L’evergreen »Blue Collar Man (Long Nights)«, col suo riff di chitarra imponente e il suono dinamico dell’organo Hammond, continua a far salire l’atmosfera incandescente. Shaw si mette in luce di nuovo, sia come voce solista sia nell’intesa chitarristica con Young. A tenere alta la temperatura ci pensa anche il beniamino hard rock »Miss America«, dove Young, da cantante principale, se la prende con la volgarità e la falsità dei concorsi di bellezza.
Solo con la power ballad d’amore di DeYoung »Don’t Let It End« gli Styx tirano un po’ le redini dei cavalli scalpitanti e mostrano di nuovo il loro lato contemplativo. Naturalmente nessun concerto degli Styx è completo senza l’inno ribelle »Fooling Yourself (The Angry Young Man)«, miscela sempre efficace di prog sinfonico e pompa da arena rock, che anche all’ascoltatore più assonnato fa ripartire il sangue in circolo con una nuova carica di energia. L’epico evergreen »Crystal Ball« è il successivo classico degli Styx, con Shaw voce solista e chitarra principale, con tanto di assolo da leccarsi i baffi. Qui siamo di nuovo davanti a una dimostrazione di prim’ordine di perfezione interpretativa, perché questo amatissimo standard non suona per niente peggio della versione in studio. L’epica prog rock »Come Sail Away«, dove DeYoung trionfa con una prova vocale da spezzare il cuore, rappresenta il culmine finale di questo ottimo doppio live.
Il primo album dal vivo nella storia dei giganti dell’arena rock di Chicago è ancora oggi una vera delizia per tutti i fan, perché contiene versioni splendide di classici di lunga data, e quella sera la band brillava di una carica live che si sente in ogni singola esecuzione. Come se non bastasse, »Caught In the Act« è coronato da un’ottima produzione, ripulita in studio da ogni ‘imperfezione’ ma comunque abbastanza ‘viva’ da far sentire anche la partecipazione attiva del pubblico. È difficile credere che per il loro successivo traguardo dal vivo si sia dovuto aspettare fino al 1997, quando uscì »Return to Paradise«.
Formazione
Dennis DeYoung – tastiere, voce
Tommy Shaw – chitarra, voce
James Young – chitarra, sintetizzatore, voce
Chuck Panozzo – basso, cori
John Panozzo – batteria, percussioni, cori
Produzione
Styx
Tracklist
CD1:
1. Music Time
2. Mr. Roboto
3. Too Much Time on My Hands
4. Babe
5. Snowblind
6. State Street Sadie(uncredited)/The Best of Times
7. Suite Madame Blue
CD2:
1. Rockin’ the Paradise
2. Blue Collar Man
3. Miss America
4. Don’t Let It End
5. Fooling Yourself (The Angry Young Man)
6. Crystal Ball
7. Come Sail Away