To nisi ti

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Artista: Big Addiction
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2012
Voto: 3.8/5

La Valle Saleška è sempre stata considerata una terra promessa del rock, e ha regalato alla Slovenia parecchi artisti interessanti. Dagli Šank Rock ai Res Nullius, fino ai 6 Pack Čukur e tutto quello che c’è in mezzo. I Big Addiction, ennesimi nuovi arrivati dalla zona, ci provano adesso con lo sfondamento sulla scena. Con il loro paradigma rock.

Questo mazzo di undici pezzi si apre con la contagiosa Morfij: melodicamente compatta, con un ritornello ben condotto da una voce maschile con una venatura gutturale e tagliente, che in grandi linee dà la misura dell’interpretazione del cantante Roman Kopitar. Un’apertura onestamente dura, come si conviene a una dipendenza che si rispetti! Con il miglior amico possibile. Fin dall’inizio la band sorprende con un mix sensato di energia grezza e melodicità contagiosa.

Le prime otto tracce dell’album sono cantate in sloveno. Tra queste solo Maska è una composizione un po’ meno riuscita, le altre tengono con successo il disco sopra la media creativa.  Maska, infatti, non ha bisogno di un duetto con voce femminile, e anche l’abbellimento di tastiere a metà e in chiusura è piazzato un po’ goffamente: con un po’ più di mestiere in studio il produttore avrebbe potuto »pettinarlo« meglio e incollarlo al tessuto del pezzo. Con la voce femminile in sé non c’è niente che non vada, solo che non c’entra con quella melodia. La combinazione di questo duetto uomo-donna risulta perfino fastidiosa e irritante, con la parte femminile che si prende il primato su quella maschile, e per un brano come Maska non è il massimo.  Si tratta di un pezzo più tranquillo, che starebbe bene tra la posizione n. 4 e la n. 7 della scaletta. In compenso accenna al lato alternativo della band, cioè al legame con il punk.

Questo legame con il punk viene confermato dal pezzo successivo. Dal titolo quanto mai azzeccato. Skrita vez. La strofa ricorda vagamente, come atmosfera, lo sviluppo di Bullet the Blue SKy degli U2 (fate caso alla narrazione dei versi e al riff steso sullo sfondo), ma il ritornello poi ribalta il brano in un’atmosfera completamente nuova. Composizione molto riuscita. Senza dubbio una delle più riuscite dell’album. I Big Addiction coltivano un’atmosfera che unisce elementi di malinconia, con un tocco di oscurità, e che dà il meglio in un pezzo come Skrita vez. Questo sentimento artistico privo di pretese, che in futuro può generare ancora più originalità e contribuire a una chiara definizione del carattere musicale della band,  lo porta anche il brano Imel sem vse, che non lesina atmosfera cupa e un nucleo di dolore, mentre il massiccio sfondo sonoro si regge su due chitarre. La seconda passa attraverso un effetto chorus, arricchisce l’atmosfera del pezzo, la drammatizza e allo stesso tempo ravviva il muro sonoro dell’accompagnamento. Mossa astuta, mossa ben accetta. Con un nuovo picco nel ritornello.  

La title track, dal sapore R&B, fa capire che i Big Addiction ascoltano musica molto varia. Si cimentano così in più generi. Viene aggiunto un sassofono, che si innesta felicemente nel melos blues del brano. L’intro southern di Razvajen, dopo la title track, sposta l’atmosfera verso un blues texano dalle connotazioni country. Razvajen, pezzo divertente, è figlio del leggendario boss dei Don Mentony e membro dei Buldožer Janez Zmazek Žan. Un diversivo molto riuscito per l’album. Il brano porta con sé un sacco di avventure soliste di slide e una nota scanzonata che i Big Addiction altrimenti non conoscono.

Il vantaggio dei Big Addiction su molte band che bussano alla porta del mainstream sta nell’essere rocker cupi ma melodici. Suona moderno, potremmo dire alla moda. In principio con i Big Addiction tutto suona del tutto genuino e per nulla forzato, lo sviluppo dell’album appare organico e naturale. Lo conferma anche l’ottimo ritornello di Mojca (questo pezzo doveva uscire come singolo!).

Notranji demon, con quell’intro arrabbiata a colpi di wah-wah, è il tipo di brano che mantiene un ottimo equilibrio tra moderno alternativo, sensazioni di malinconia, rabbia e dolore rese con autenticità, e un ritornello ben costruito che cattura l’attenzione. Un pezzo ideale per chiudere l’album! In questo brano la voce volutamente »nasale« ricorda, in minime sfumature,  Zoran Benčič (Res Nullius) o addirittura Grega Skočir (Big Foot Mama).

I Big Addiction sono una formazione che non nasconde i grandi appetiti. Sembra ambiziosa. L’album, uscito in autoproduzione, ha un bel »sandwich« di packaging digipack. Ogni singola pagina è curata nei dettagli. La produzione porta una disposizione sonora dei vari elementi in equilibrio dinamico e l’album respira. Ha un elemento di grezzezza ma una chiara organicità! Il master è stato fatto a New York

Addicted, subito dopo la southern She Is A Sinner e la conclusiva Sweet Devil sono i momenti di sfrenatezza del disco, scariche rock grezze che sono ben lontane dal servire l’abbondanza di interesse delle prime otto tracce. Questo finale toglie fascino all’album, perché la sostanza musicale tangibile delle prime otto tracce si perde. Non è chiaro perché la band abbia deciso di risparmiare tutte e tre le canzoni in inglese per la fine del disco.  Poteva sistemarle tra i brani con i versi in sloveno, oppure non includerle affatto. Non ce n’è bisogno. Perché?

 Tutti e tre questi pezzi hanno più contorni blues rock, con una composizione tutto sommato ardita e un’esecuzione audace, ma il tutto è rovinato dal fatto sfortunato che band americane lo fanno molto meglio e che, in sostanza, abbiamo già sentito tutto questo.

Un altro motivo per cui questo album avrebbe bruciato meglio se fosse stato cantato interamente in sloveno è la bonus track Odhajam od doma, che sommata alle prime otto tracce avrebbe fatto di »To nisi ti« un esordio in studio pienamente sicuro di sé e di qualità credibile, quello di cui molte altre band possono solo sognare. In quel caso la situazione sarebbe stata tale che i pezzi cantati in inglese avrebbero potuto, con la coscienza a posto e in tutta legittimità, essere segnati con un asterisco come tracce aggiuntive (se la band le avesse incluse nel disco).

Odhajam domov è di origine più vecchia, ha una produzione sonora un po’ meno calda (o colorata), e per questo ancora un filo più grezza.  Per quanto grottesco, è considerata uno dei pezzi migliori dell’album, e avrebbe potuto aprire senza problemi, con la massima facilità, questo esordio altrimenti di grande qualità. Anche l’integrazione di Zlatko e della sua predica RAP è riuscitissima, e la band ancora una volta dimostra di avere un ottimo senso della gradazione del momento drammatico, che culmina in un altro ottimo ritornello, di quelli che funzionano al primo colpo.

»To nisi ti« è un esordio di grande qualità, che deve aprire alla band le porte dello sfondamento verso il centro delle formazioni rock più riconoscibili della nuova ondata della musica di casa nostra. I brani hanno carattere, portano l’elemento della ribellione punk, una posa rock senza fronzoli e una fretta carica di adrenalina, ma anche una rifinitura fine dei dettagli, il che segnala che la band sa muoversi molto bene, con gusto artistico, negli arrangiamenti. Il punto di tutto è la prova che i Big Addiction sanno mettere insieme un ritornello contagioso e che mantengono sempre la natura genuina e sincera del loro linguaggio. I ritornelli di Morfij, Skrita Vez, Imel sem vse o Mojca, e soprattutto quello della bonus track »ingiustamente nascosta« Odhajam od doma, sono creazioni riuscite con cui i Big Addiction annunciano che da questa band possiamo aspettarci ancora molte cose interessanti.

Dovranno solo decidere tra la prevedibilità verso cui li porta l’uso dei versi in inglese, di cui i Big Addiction non hanno assolutamente bisogno, oppure continuare a coltivare gli spunti offerti dalle prime otto tracce dell’album e dal brano Odhajam od doma, che è molto più auspicabile. In fin dei conti è l’unica direzione sensata per la band nello sviluppo della propria acutezza autoriale e nella definizione della propria impronta musicale, che con questo esordio ha ricevuto delle fondamenta molto belle.

Formazione

Roman Kopitar – voce
Klemen Bujan – chitarra
Urban Fijavž – basso
Goran Kužet – chitarra
Urh Kočevar – tastiere

MUSICISTI OSPITI:
Mojca Zalar – voce nel brano n. 4
Maja Založnik – voce nei brani 2, 7, 9 e 10
Janez Zmazek Žan – voce nel brano n. 5
Zlatan Čordič – voce nel brano n. 12
Rok Miklavžina – basso nel brano n. 12
Urban Kavšak – tastiere nel brano n. 12
Grega Skaza – sassofono nel brano n. 4
Jernej Car – batteria nei brani 2, 3, 5, 6, 9, 10 e 11
Gašper Novak – batteria nei brani 1, 4 e 8
Gašper Gradišek – batteria nel brano n. 7
Teo Vranc – batteria nel brano n. 12

Produzione

Aleš Marjetič, Big Addiction & Matej Grginič

Tracklist

1. Morfij
2. Maska
3. Skrita vez
4. To nisi ti
5. Razvajen
6. Imel sem vse
7. Mojca
8. Notranji demon
9. Addicted
10. She is a Sinner
11. Sweet Devil
12. Odhajam od doma*

*… bonus track

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