Straight Out Of Hell
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Helloween
Etichetta: Sony Music
Uscita: 2013
Durata: 60:13
Voto: 4/5
Il nuovo album degli Helloween, »Straight Out Of Hell«, è più luminoso del predecessore »7 Sinners« (2010)! Torna a una maniera più tradizionale e quindi accontenta al volo tutti i fan della band, quelli che dagli Helloween pretendono il classico disco dalle caratteristiche riconoscibili, con il minor numero possibile di cambi di stile, o addirittura nessuno. E »Straight Out Of Hell« è esattamente questo. Tiene la produzione metal moderna e spinta al massimo dei nostri tempi, ma negli arrangiamenti si rimette ancora una volta alla vecchia scuola, alla tradizione già collaudata dei classici album degli Helloween.
Gli Helloween non portano nessuna rivoluzione musicale con questo album! Giocolano con diligenza e mestiere con giri di frasi che in una carriera lunga e ricca hanno già servito ai fan chissà quante volte. Quello che cambia, più o meno da »Rabbit Don’t Come Easy« (2003) in poi, è solo l’atmosfera da un disco all’altro. Qui si parla di “sfumature”. La durezza della produzione non cala di un grammo e anche stavolta gli Helloween affilano i denti senza compromessi. L’album non lascia un’impressione così cupa, e nemmeno ha i contorni »thrashy« che rendevano »7 Sinners« un disco così rigido. La ragione principale di questa sensazione sta soprattutto in quattro brani composti in modo volutamente semplice, World of War, Far From The Stars, Straight Out Of Hell (che tra l’altro dimostra subito perché tra Gamma Ray e Helloween regni un eterno patto di sangue, una fratellanza metallica) e soprattutto nei ritornelli di Make Fire Catch The Fly e Burning Sun. È quella fetta di torta tradizionale che da sempre scorre nell’eredità degli Helloween e che nel nuovo album è di nuovo più in evidenza. Ogni tanto spuntano i cori alla »Happy, happy Helloween…«, dosati al punto giusto da non irritare per quanto sono masticati e rimasticati, frasi di chitarra »punteggiate« di terzine a velocità ultrasonica, pezzi sorretti dal motore velenoso della doppia cassa che martella. Power metal europeo bello lucidato, insomma!
Gli Helloween, però, a differenza di trilioni di band power metal, oggi hanno tutto il diritto di replicare se stessi, più di chiunque altro in questo genere! Sono, in fondo, i padri fondatori del power metal europeo. Ed è questo che li salva la pelle anche negli anni in cui si sa che l’evoluzione musicale della band si è ormai conclusa. Il »tetrapak« di album eccellenti tra il 1994 e il 2001 è stato l’ultimo calcio creativo del gruppo, e per molti anche la parte più amata di tutta la loro carriera.
»Straight Out Of Hell« mantiene lo standard di uscite di alta qualità della band. L’opener Nebataea è una mini suite metal epica, un tipo di composizione che viaggia sulla collaudata linea di mezzo tra orecchiabilità melodica (il ritornello) e una complessa sequenza di figure tematiche, diciamo un brano alla Time Of The Oath per i tempi nuovi. La nuova collaborazione con Mathias Ulmer alle tastiere conferma l’importanza di integrare l’elemento sinfonico negli arrangiamenti. Una costante degli Helloween, che nei tempi nuovi hanno portato al massimo dell’evoluzione. Waiting For The Thunder usa un motivo di tastiera simile, un po’ contenuto, nel ritornello, che funziona in modo vorace e collaudato sul modello di classici come If I Could Fly o As Long As I Fall. Collaudato. Di routine. Travolgente! Funziona alla grande anche la ballata Hold Me In Your Arms, che arriva al culmine soprattutto grazie a un ritornello drammatico eccezionale.
Lasciate che ne aggiunga ancora! Pezzi come le due mini epopee metal Nabataea e la conclusiva Church Breaks Down, la parte strumentale centrale di Burning Sun, arrangiata in modo splendidamente movimentato, poi la scuotitrice Live Now!, oltre alla già citata ottima ballata Hold Me In Your Arms, dimostrano con grande sicurezza che ai veterani del power metal, anche nei tempi nuovi, la carica di spirito non manca di certo!
Ci sono anche un paio di »perle« che si possono saltare senza troppi rimpianti. La prima è la tipica traccia »alla Queen« Wanna Be God, la seconda è la sarcastica Asshole, che accanto a vecchi pezzi degli Helloween come Anything My Mama Don’t Like o The Game Is On risulta meno divertente, anche se conserva tutta la credibilità di un altro brano già collaudato e proprio per questo tipicamente »alla Helloween« . Ma come dicevo. Due punti trascurabili che rubano tempo.
»Straight Out Of Hell« è un album che offre uno sviluppo vario e dinamico degli eventi! Nonostante la prevedibilità di quegli stessi eventi, però, non annoia per niente. Questa vivacità gli Helloween la ottengono per lo più con il mestiere! Seguendo la solita formula, insomma. Con la loro fedeltà a se stessi e a un pubblico agguerrito di fan che non amano i cambiamenti, gli Helloween mantengono con efficacia il loro stimato pedigree di pionieri del metal, che non cala nell’epoca matura della loro creatività. »Straight Out Of Hell« è, insieme a »Gambling With The Devil« (2007), l’album degli Helloween dell’era »post-The Dark Ride« più rifinito e compiuto a livello espressivo.
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Formazione
Andi Deris – voce
Michael Weikath – chitarra, cori
Sascha Gerstner – chitarra, cori
Markus Grosskopf – basso, cori
Daniel Löble – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Matthias Ulmer – tastiere
William “Billy” King – cori
Olaf Senkbeil – cori
Ron Deris – cori
Produzione
Charlie Bauerfiend
Tracklist
1. Nabataea
2. World Of War
3. Live Now
4. Far From The Stars
5. Burning Sun
6. Waiting For The Thunder
7. Hold Me In Your Arms
8. Wanna Be God
9. Straight Out Of Hell
10. Asshole
11. Years
12. Make Fire Catch The Fly
13. Church Breaks Down