EleKtrik: Live in Japan
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: King Crimson
Etichetta: Discipline Global Mobile
Uscita: 2003
Voto: 5/5
»EleKtrik: Live in Japan« è il live album che i campioni del progressive rock britannico King Crimson hanno registrato durante il tour giapponese del 2003, quando stavano promuovendo il loro allora attuale lavoro in studio »The Power to Believe« (2003). A dominare sono i pezzi tratti da »The Power to Believe« e da »The ConstruKction of Light« (2000); l’unica eccezione è la ballad »One Time«, uscita in origine su »Thrak« (1995). Chi conosce la figura e l’opera di questi leggendari pionieri del prog non dovrebbe stupirsi più di tanto se nella scaletta di »EleKtrik« non si trova nemmeno un classicone storico: i King Crimson fanno di tutto per evitarli, e con essi il rischio di cadere in una qualche prevedibile routine da concerto. Di solito sul palco hanno sempre la precedenza gli ultimi due album in studio, mentre di rado si ricordano di quello che è nato più di vent’anni prima. L’assenza dei sempreverdi dei King Crimson su »EleKtrik«, per chi conosce la loro filosofia di lunga data, non si può proprio considerare un difetto.
Il capo della baracca, il geniale ed eccentrico chitarrista Robert Fripp, leggenda vivente del progressive rock e, insieme a Brian Eno, probabilmente il più grande innovatore musicale nella creazione di tappeti sonori ambient, che lui stesso chiama ‘soundscapes’, è infatti un dittatore duro e puro che non ha mai tollerato la minima deviazione da ordine e disciplina rigidi, e l’indifferenza verso il materiale più vecchio nei concerti attuali è solo uno dei suoi ‘dieci comandamenti’. Gli altri tre membri (americani) della formazione dei King Crimson, attiva in studio e sul palco dal 1999 al 2004, ne erano ben consapevoli. Lo si sente in ogni singola esecuzione di questa registrazione: tranne nel mezzo di alcune improvvisazioni, cioè dove Fripp ha sempre incoraggiato la creatività personale e il libero flusso di idee, seguono rigorosamente le forme ritmiche prescritte, che sono sempre in perfetta sintonia con le ondate sonore melodrammatiche del severo comandante della chitarra.
Per il brillante chitarrista e cantante americano Adrian Belew, l’unico che con Fripp, come membro storico dei King Crimson, ha resistito a intermittenza per più di tre decenni, per giunta soprattutto grazie alla sua immensa lucidità e al suo umorismo particolare, questo concerto è stata un’altra sfida in cui ha distribuito con successo il suo straordinario talento vocale e le sue improvvisazioni chitarristiche, senza risparmiare i suoi tipici effetti sonori con cui ricrea i rumori più diversi, di solito piuttosto assurdi. La sezione ritmica assassina, formata dai coetanei americani di Belew, il bassista, suonatore di Chapman Stick e di Warr Guitar (strumento affine allo stick) Trey Gunn e il batterista Pat Mastelotto, quella sera ha di nuovo lavorato a pieno vapore e ha dimostrato ancora una volta perché fosse considerata la più dura nella storia di questa leggendaria band.
»Introductory Soundscape«, l’armoniosa apertura in cui Fripp costruisce il suo muro sonoro, che suona come lo stiramento lento e delicato di un filo di seta, attraverso la breve »The Power to Believe« a cappella si riversa nello strumentale brutale »Level Five«, dove math metal, avanguardia e fusion si danno la mano e portano l’ascoltatore, sul versante ambient, nel mondo spietato di un neoliberalismo senza cuore, dove regnano le leggi del capitale e dove, sotto l’occhio vigile del Grande Fratello, l’uomo è sempre un lupo per l’uomo. »ProzaKc Blues«, il primo pezzo cantato della serata, in cui un Belew ‘sonnolento e petulante’ entusiasma ancora una volta nei panni di un eccezionale improvvisatore vocale, prosegue con efficacia il battito della quotidianità del piccolo uomo schizoide del XXI secolo. L’affiatamento fra tutti e quattro i membri della band e il livello delle singole forme improvvisative sono semplicemente stupefacenti, e da questo punto di vista si prosegue fedelmente la magnifica, storica tradizione dei King Crimson.
Anche »EleKtrik« e »Happy With What You Have to Be Happy With«, uscita nel 2002 anche come EP, nella loro brutale confessione ambient del vuoto disperato dell’uomo comune di oggi, risultano due riuscite evoluzioni delle rispettive versioni in studio. »One Time« è l’unica ballad della registrazione e con la sua indole malinconica smorza un po’ l’atmosfera post-apocalittica e infernale che domina gran parte dei brani. Sempre su »EleKtrik« i King Crimson eseguono quasi per intero il capolavoro in studio »The Power to Believe«: più avanti suonano in modo entusiasmante anche la spietata satira sociale »Facts of Life«, il classico che dà il titolo all’album e lo strumentale assassino »Dangerous Curves«, che insieme a »Larks’ Tongues in Aspic (Part IV)« è uno dei picchi della serata. Per chiudere, la cult band a quattro ha scelto »The World’s My Oyster Soup Kitchen Floor Wax Museum«, uno dei suoi traguardi più avanguardistici in assoluto, dove la ‘star’ è Belew con la sua splendida prova vocale: con un titolo lungo come un budello e un verso chiave così, i più si sarebbero già spezzati la lingua da un pezzo, mentre i suoi assoli di chitarra elettrica completamente folli sono una vera delizia per tutti gli amanti dei grandi improvvisatori chitarristici.
»EleKtrik: Live in Japan« è forse addirittura il miglior documento live ufficiale in circolazione dell’ultima incarnazione dal vivo, molto probabilmente, dei leggendari King Crimson, che dal vivo suonano sempre ancora meglio che in studio. Dopo aver ascoltato »EleKtrik«, che rientra nell’élite dei loro migliori live album, resta un retrogusto amaro all’idea che i King Crimson, dopo il 2004, abbiano più o meno smesso di esibirsi dal vivo: a causa dei capricci e dell’egocentrismo di Fripp (i motivi della sua recente inattività musicale sono, come al solito, banali) hanno detto basta troppo presto, anche se fossero rimasti attivi solo come band da concerto.
Formazione
Adrian Belew – chitarra e voce
Robert Fripp – chitarra
Trey Gunn – Warr Guitar
Pat Mastelotto – batteria e percussioni
Produzione
King Crimson
Tracklist
1. Introductory Soundscape
2. The Power to Believe (Part I: A Cappella
3. Level Five
4. ProzaKc Blues
5. EleKtriK
6. Happy With What You Have to be Happy With
7. One Time
8. Facts of Life
9. The Power to Believe (Part II: Power Circle)
10. Dangerous Curves
11. Larks’ Tongues In Aspic (Part IV)
12. The World’s My Oyster Soup Kitchen Floor Wax Museum