Unstoppable Momentum

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Satriani, Joe
Etichetta: Epic Records
Uscita: 2013
Durata: 45:03
Voto: 4.5/5

Nel nuovo millennio Joe Satriani ha trovato una coerenza notevole nelle sue uscite in studio. Soprattutto da quando ha finalmente capito di essere un cantante scarso. Satriani ha sempre puntato quasi tutto sulla definizione di una melodia guida che ti si attacca addosso. Niente »miracolose« avventure di sperimentazione musicale in acrobazie soliste che facciano a pezzi le figure compatte dell’arrangiamento dei brani. Una roba del genere, da parte di Satch, sarebbe praticamente inaudita e quasi una bestemmia.

Anche il nuovo album è così. Satriani, come artista, arrangiatore e co-produttore, cresce e matura di continuo. Da disco a disco. Non ha ancora detto tutto, se è questo che pensi. Certo, nel suo modo di suonare ormai è ben definito, diciamo pure prevedibile. Ma è semplicemente il marchio di fabbrica di questo artista così stimato. È sempre stato così e sempre sarà così. Eppure il nostro uomo conserva una grande curiosità che non gli dà pace. Con un’ispirazione che a 56 anni è ben lontana dall’esaurirsi, è sicuramente il motore che spinge Satch sempre più avanti nell’universo musicale.

Nel nuovo album Satriani ha portato il meglio di quello che aveva espresso con »Black Swans and Wormhole Wizards« (2010). La chimica con Mike Keneally è evidentemente cresciuta ancora durante il tour precedente, e Satriani ha deciso di tenersi accanto questo geniale polistrumentista anche per il nuovo disco. A costruire il suono del nuovo lavoro in studio ha chiamato anche Chris Chaney, un tizio considerato un vero bassista rock. Ha suonato nei Jane’s Addiction, con Slash, per Alanis Morissette, e anche con Tommy Lee dei Motley Crüe e i suoi Methods Of Mayhem. Come quarto membro della ciurma, al posto di Jeff Campitelli, è saltato su a sorpresa il sempre iperimpegnato Vinnie Colaiuta, a cui Sting ha evidentemente concesso qualche minuto per »prendere una boccata d’aria fresca« e riversare la sua versatilità ritmica anche sul nuovo album di Satriani. Insomma! La compagnia su questo disco è fenomenale. La sezione ritmica scava per tutto l’album con una densità sonora piena, di un’eccezionale spinta organica.

Su »Unstoppable Momentum« Satriani ha ottenuto esattamente quello che voleva. Ha consegnato un altro album che funziona in modo tale che il suo modo di suonare e la produzione danno la sensazione che a suonare sia una band. Siccome Satch era ben consapevole della qualità del disco precedente, dietro al timone della produzione ha confermato Mike Frasier. Così ha travasato nel nuovo disco la natura organica e il rapporto simbiotico tra i mattoni elementari del suono di quello precedente. Quello che ti colpisce subito all’orecchio nel nuovo album è l’approfondirsi della chimica tra Keneally e Satriani. Se non prima, la sentirai nella pazzerella e giocosa Three Sheets To The Wind, mentre il culmine del dialogo espressivo tra i due musicisti arriva con la sequenza di brani Jumpin’ In e Jumpin’ Out,  Già nell’album precedente Keneally era un elemento importante, quello che dava al lavoro una spezia in più di »allentamento progressivo« degli arrangiamenti, ma stavolta Satriani gli ha offerto ancora più spazio espressivo. Questo  non significa che Keneally ora faccia il “pazzo” in assolo sulle tastiere, come »impazzirebbe« un Derek Sherinian qualsiasi. No. L’uomo porta la sua superiorità in una finezza eccezionale e in una classe di mosse con cui crea le figure giuste, tutte quante legate in modo estremamente efficace al riconoscibile suono Ibanez della scuola chitarristica di Satriani. Anche quando Keneally è condannato a tenere un semplice fondale, in cui si tuffa il linguaggio chitarristico di Satch – cioè il più delle volte, quando genera collage sonori col sintetizzatore per reggere l’atmosfera – il maestro Keneally in queste figure si ritaglia comunque abbastanza spazio per un plasma di ornamenti succosi. Di solito nelle parti di passaggio (ad esempio il finale di Can’t Go Back). Con un senso straordinario fa crescere la forma delle idee di base di Satriani. I punti in cui questo dialogo tra Keneally e Satch è curato in modo particolarmente accattivante, alla ricerca dei giusti equilibri, sono la title track d’apertura, piazzata di proposito in quella posizione proprio per la particolare presa estetica e produttiva di questo dialogo, e The Weight Of The World, collocata nella seconda metà dell’album.

Per il nuovo album Satch ha di nuovo preparato dieci brani definiti fino all’ultimo dettaglio (più un preludio), di straordinaria accessibilità per l’orecchio di tutti! E chiaramente vari nell’espressione. Per questo l’album è vario nelle atmosfere e si sviluppa in modo molto dinamico. Can’t Go Back dal punto di vista ritmico si avvicina in tutto e per tutto allo standard di Flying In A Blue Dream, e la frase chitarristica di base, che scorre rilassata, evoca persino parallelismi atmosferici sensati con il già citato classico di Satch. In A Door Into Summer il nostro preme con più decisione il pedale della distorsione e il brano poggia su un vero materasso di riffing metal, mentre in un estratto molto compatto la melodia tangibile e plasmatica mantiene la nota acconciatura d’ottimismo di un modo di suonare la chitarra pieno di gioia di vivere.

Il brano Lies And Truths è considerato il momento più cupo dell’album, ma allo stesso tempo è il più mosso. Il più »sciolto« e con la dose più alta di fusione tra jazz e rock. Eppure anche in questo pezzo Satch ha »saggiamente« infilato un passaggio straordinariamente melodico, che alleggerisce la densità improvvisativa del resto del brano.

Il primo brano (la title track) e l’ultimo, A Celebration, che ondeggia incatenato al ritmo su un trotterellare spedito ma leggero,  funzionano come Yin e Yang. Chiudono il cerchio della varietà di carattere dell’album. Del suo messaggio. Il primo offre l’eterna tendenza di Satriani a cercare l’equilibrio perfetto tra compiutezza melodica e atteggiamento progressivo e avventuroso di esplorazione musicale, mentre l’atteggiamento semplicemente banale della conclusiva A Celebration annuncia il carattere perennemente positivo di quest’artista.

»Unstoppable Momentum« è un nuovo, straordinario manifesto della simbiosi tra istinto e manuale di scuola di Satriani! Il nuovo album approfondisce l’organicità a cui Satriani punta nel suono degli ultimi dischi, in modo ancora più marcato che mai. Consegna ancora una volta la grande maniera di questo maestro. Un principio melodico contagioso che, in sintonia con una dose generosa di punti di bravura improvvisativi, mantiene una posizione intermedia efficace in una camminata attraente del linguaggio chitarristico lungo il confine appena percettibile tra i due principi descritti.

Formazione

Joe Satriani – chitarra, tastiere, armonica
Mike Keneally – tastiere
Chris Chaney – basso
Vinnie Colaiuta – batteria, percussioni

Produzione

Mike Frasier & Joe Satriani

Tracklist

1. Unstoppable Momentum
2. Can’t Go Back
3. Lies and Truths
4. Three Sheets to the Wind
5. I’ll Put a Stone on Your Cairn
6. A Door into Summer
7. Shine On American Dreamer
8. Jumpin’ In
9. Jumpin’ Out
10. The Weight of the World
11. A Celebration

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