Borderline

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Escape
Etichetta: Z Records
Uscita: 2013
Durata: 50:49
Voto: 3/5

Gli Escape sono una nuova formazione di vecchie volpi. Il progetto si è sviluppato a lungo nell’ombra, sotto l’ala dell’etichetta indipendente britannica Z Records. Le prime voci sulla nuova band sono trapelate più o meno nell’autunno del 2010. Insomma, si tratta di un sodalizio creativo tra il cantante Stevie K e il chitarrista Vince O’Regan (Pulse, Bob Catley, Alibi, Legion). Gli Escape hanno quindi pubblicato presto il loro esordio, l’anno scorso (»Unbreakable«). La line-up è completata da Andy Pierce (Seven Dayz) alla batteria e Irvin Parrat (Bob Catley, Lost Weekend) alle tastiere, mentre per il nuovo album Dave J McVeigh ha preso il posto di Andy Mills (Pulse/Alibi) al basso.

Evidentemente l’intesa Stevie K – Vince O’Regan funziona alla grande, e in meno di un anno gli Escape tirano fuori il nuovo album in studio, »Borderline«. Gli Escape hanno un paio di particolarità. La prima è la voce di Stevie. Ci devi fare l’abitudine. È particolare. Gutturale, anzi »forzatamente« gutturale, il che significa che Stevie potrebbe tranquillamente usare una normale linea vocale pulita. I riff di chitarra, poi, nel sound degli Escape sporgono un po’ in fuori, cosa che non è tipica della produzione britannica, che di solito cerca di bilanciare il peso della chitarra nel mix. I riff risaltano ancora di più perché le tastiere si attengono rigorosamente al tappeto sonoro anni Ottanta. Niente deviazioni verso assoli di Hammond o Moog. Senti solo una cortina di sintetizzatori e nient’altro. Il quadro sonoro è riempito da una sezione ritmica attiva e dinamica, in cui la linea calda del basso trova il suo giusto spazio. Quello che disturba è la goffaggine nel colorare le melodie vocali con le armonie (i ritornelli). Soprattutto nei ritornelli ultra-ripetitivi, tanti Stevie »gutturali« ammassati finiscono per »frignare« nel mix e di conseguenza per irritare. La voce è interessante. Sembra troppo debole, ma credo che suonerebbe molto meglio se fosse messa in risalto in modo diverso nella produzione. Per l’AOR, una voce appesantita da una tale gutturalità sfiora a tratti il limite del sopportabile. In realtà il punto debole dell’album è la produzione poco riuscita delle armonie vocali. In generale questo »miagolio« comincia a dare fastidio soprattutto nei pezzi lenti, come Where Are You Now.

I riff e i motivi portanti accendono. Raggiungono un livello di scrittura e di efficacia invidiabile. Gli Escape ci guidano attraverso alcune caratteristiche tipiche della composizione AOR, che sulle isole britanniche nel corso dei decenni ha sviluppato una sua strada tutta particolare. I paralleli con il sound degli FM degli anni Ottanta non sono da escludere, così come con gli album di gruppi come Heartland, Newman eccetera…

Gli Escape con »Borderline« non portano niente di nuovo. Ma anche in questo nuovo lavoro continuano a bruciare un grande cuore e una grande dedizione per l’AOR. Due album in meno di un anno. Una cosa di cui andare davvero fieri, soprattutto se sono di qualità. E lo sono. Su questo non ci sono dubbi. Ci sono un paio di inni che ti si ficcano in testa, come la title track, e poi la pomposa traccia d’apertura Lost And Found, e ancora Coming Home, la cui strofa promette più di quanto poi arriva, quando il pezzo si annacqua un po’ in un ritornello riconfezionato male, con una dose eccessiva di banalità. C’è anche quella canaglia efficace di Take Me To The Limit. Nel complesso un album decisamente piacevole, che dimostra come in un anno la band non abbia affatto perso la scintilla creativa.

Come dico, la band dovrà sistemare l’armonizzazione delle linee vocali, e allora anche il voto salirà. Ma voi, fanatici dell’AOR! Non fate subito una croce sopra all’album, se vi siete fatti influenzare da queste righe. Date assolutamente un ascolto agli Escape e fatevi la vostra idea. Quello che dà fastidio all’autore di questa recensione per voi potrebbe essere tranquillamente digeribile, quindi sia »Unbreakable« che il nuovo »Borderline« possono entusiasmarvi alla grande, anche se tra i due non c’è nessuno spostamento artistico particolare a »sinistra« o a »destra«. Gli Escape hanno del potenziale, perché per ora non hanno ancora sfruttato tutte le riserve compositive per far accendere i pezzi in modo ipnotico, in tutta la bombastica che ci propongono.

Formazione

Stevie K — voce
Vince O’Regan – chitarra
Irvin Parrat – tastiere
Dave J McVeigh – basso
Andy Pierce — batteria

Produzione

Borderline

Tracklist

1. Lost And Found
2. Coming Home
3. Marianne
4. Restless Heart
5. Don’t Leave Me Lonely
6. Where Are You Now
7. Borderline
8. Take Me To The Limit
9. Angel Eyes
10. Young Guns Dream
11. Calling Out To You

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